PESCARA – Arrivare all’emanazione di una legge regionale che indichi, nel dettaglio, quali siano le superfici non idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.
Questo l’obiettivo del gruppo di lavoro “Aree idonee”, che si è riunito questo pomeriggio a Pescara, nella sede della Regione, chiamato a predisporre un disegno di legge, da presentare in Giunta regionale e successivamente all’attenzione del Consiglio regionale, nel quale definire le aree su cui installare gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Solo 180 giorni di tempo per la Regione Abruzzo, per individuare le aree idonee per eolico, fotovoltaico e altre fonti, per centrare entro il 2030, in soli sette anni, l’obiettivo dei 2.092 megawatt di energia rinnovabile prodotta, ovvero oltre 2 gigawatt in aggiunta al valore del 2020, che corrisponde per dare un ordine di grandezza a circa 300 torri eoliche di ultima generazione alte 270 metri.
In considerazione della tempistica prevista dal Decreto ministeriale dello scorso 21 giugno, relativo proprio alla “Disciplina per l’individuazione di superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili”, il direttore generale della Regione, Antonio Sorgi, ed consigliere regionale delegato, Nicola Campitelli, affiancati dal Direttore del Dipartimento Territorio-Ambiente, Pierpaolo Pescara, oltre ad altri dirigenti e funzionari regionali si sono confrontati con il direttore dell’Arap, Antonio Morgante, ed i funzionari di Arta Abruzzo.
“L’orientamento del Gruppo di lavoro è quello di considerare non idonee le aree agricole irrigue oltre a vigneti, uliveti, frutteti, boschi e tartufaie. Invece, le zone idonee restano quelle previste dal Decreto Agricoltura”, si legge in una nota.
“Alla riunione ha partecipato anche l’Anci che, sebbene non faccia parte del Gruppo di Lavoro, rappresenta un interlocutore istituzionale chiamato a collaborare nel procedimento”.
Il Gruppo di lavoro tornerà a riunirsi nel pomeriggio di mercoledì 23, sempre a Pescara, in Regione.






