PESCARA – “La realtà che viviamo è drammatica. Per l’Europa la prima cosa da fare è gestire la guerra ai nostri confini, farla terminare, in qualche modo. L’economia viene dopo. Senza una solida politica estera, non può esistere del resto una politica economica efficace. E poi importante allargare l’Europa a trentacinque paesi, compresi i Balcani. Dobbiamo per forza costituire una nuova cortina di ferro all’incontrario. Anche perché la Russia, dall’altra parte vuole fare la stessa cosa”.

E’ uno dei passaggi dell’intervento del quattro volte ministro dell’Economia dei governi Berlusconi, Giulio Tremonti,  oggi presidente della Commissione affari esteri e comunitari ella Camera dei deputati, di Forza Italia, intervenendo a Pescara all’Abruzzo economy summit, intervistato da Nicola Porro.

“L’economia italiana è solida – ha poi aggiunto -. Certo, se guardiamo la mappa luminosa dell’Italia di Google Maps vediamo aree con molte luci e aree molto più buie. E dove c’è la luce c’è il Pil. Comunque nel complesso l’Italia ha una economia molto solida attualmente. L’export è cresciuto enormemente. A preoccupare piuttosto è la debolezza degli altri paesi europei, La Germania importava energia a basso costo dalla Russia ed esportava prodotti in Cina. Ed ora lo scenario è cambiato completamente. Anche la Francia è in difficoltà, dopo che andato in crisi un modello politico”.

E incalzato dai giornalisti il discorso è inevitabilmente è arrivato al automotive italiana e soprattutto abruzzese, e sulla transizione ecologica. “La Germania sul diesel si è suicidata chiudendo le fabbrica. Queste sono scelte che non puoi fare sulla base delle ideologie, devi considerare anche il lavoro, l’investimento. L’economia dell’auto è fondamentale”.

E altrettanto fondamentale è la sanità:  “Quando facevo il ministro io la spesa sanitaria era nella media Europea poi l’Italia come sappiamo è stata salvata da Mario Monti  – detto con tono sarcastico –  e da quelli che sono venuti dopo e la spesa sanitaria è scesa. Eppure la sanità è molto importante anche per l’intera economia”.