L’AQUILA – Scoppia il caso all’Aquila dopo la nomina del nuovo dirigente comandante della Polizia municipale, ruolo che verrà ricoperto da Patrizia Celani, comandante della Polizia locale di Ascoli Piceno, a seguito di un’apposita convenzione tra i due Comuni.

A suscitare le polemiche il fatto che, dopo una lunga serie di contenziosi, Celani potrà svolgere le medesime funzioni presso il Comando di Pm del capoluogo abruzzese attraverso l’istituto dello scavalco amministrativo, un incarico “part-time” secondo le opposizioni di centrosinistra che accusano il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di FdI, per quella ritenuta una soluzione sbagliata.

La nomina, infatti, è arrivata dopo che il Consiglio di Stato, confermando una sentenza del Tar, ha imposto di nuovo l’alt al Comune dell’Aquila riguardo alle  procedure di conferimento dell’incarico di Comandante della Polizia urbana affidato al dirigente Tiziano Amorosi. Il ricorso era stato presentato dal maggiore della polizia municipale Luca Andreozzi. L’ente ha invano sostenuto nel giudizio, che il ricorso era tardivo, che il ricorrente aveva un difetto di interesse a impugnare l’atto in quanto non avrebbe potuto aspirare a tale nomina e, infine, il fatto che in precedenza il dirigente Domenico de Nardis, già bocciato dai  magistrati per quel ruolo ad interim, proveniva proprio dal Corpo della polizia urbana. Ma i giudici  sono stati ancora di diverso avviso.

Intanto, su iniziativa del presidente della Commissione di Garanzia e controllo, Stefano Palumbo – ha fatto sapere il Pd – è stato disposto l’invio di una segnalazione alla Corte dei Conti “affinché la stessa possa esprimersi sull’eventuale danno erariale generato dall’ostinazione del sindaco a non volere adempiere alle sentenze di TAR e Consiglio di Stato. Sugli altri profili, ci riserviamo ulteriori approfondimenti”.

Per il Pd: “Per sette anni, il Comune dell’Aquila è rimasto privo di un comandante della Polizia locale. Ora, la vergognosa vicenda si arricchisce di un ulteriore, discutibile, capitolo. Il sindaco si è rifiutato, in questi anni, di nominare un capo dei Vigili, affidando il ruolo, illegittimamente, prima al fedelissimo dirigente dei servizi finanziari Tiziano Amorosi e poi al dirigente dell’avvocatura Domenico de Nardis. Nel 2023 – ricorda il Pd – il TAR – accogliendo un ricorso – ha chiarito però che, come previsto dalla legge regionale 42 del 2013, il Comune avrebbe dovuto nominare un vero Comandante, funzione che può essere attribuita soltanto a personale inquadrato nei ruoli della Polizia Locale. Insomma, de Nardis doveva lasciare l’incarico. Biondi ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato che, nei mesi scorsi, ha confermato – come ovvio – la sentenza del TAR”.

“E che cosa ha fatto il sindaco dell’Aquila? Convinto, oramai, di essere al di sopra delle leggi, ha nominato, di nuovo, un dirigente; indovinate chi? Il fedelissimo Tiziano Amorosi; illegittimamente, per la seconda volta. Altro ricorso, e altra pronuncia del TAR che ha bastonato il Comune dell’Aquila. Che succede, a questo punto? Biondi ricorre ancora al Consiglio di Stato che, il 31 luglio scorso, è stato costretto a ribadirgli l’illegittimità delle sue scelte. Ovviamente, il Comune è stato condannato a pagare le spese legali: non pagherà Biondi, però, ma le cittadine e i cittadini dell’Aquila”.

“Mica è finita qui – aggiunge ancora il Pd -: messo alle strette, il sindaco dell’Aquila ha preferito stipulare un’apposita convenzione con il Comune di Ascoli Piceno, guidato da un primo cittadino amico – ed esponente di Fratelli d’Italia – per avere a scavalco a capo dei Vigili Patrizia Celani, comandante della Polizia Locale di Ascoli, che sarà in città una volta a settimana. In una realtà complessa come la nostra, con le criticità quotidiane che si riscontrano, a capo della Polizia Locale avremo, una volta a settimana, il comandante dei Vigili di Ascoli”.

“Ora – continua il Pd -, non è chiaro se la procedura sia pienamente legittima: considerato che Patrizia Celani è stata nominata in via diretta e fiduciaria dal sindaco di Ascoli Piceno, con la procedura prevista dall’art. 110 comma 1 del d.lgs 267/2000 e non attraverso un concorso pubblico, è possibile che le sue funzioni vengano condivise, a scavalco, dal Comune dell’Aquila? Qualche dubbio sorge, se è vero che il rapporto che si crea tra incaricato a contratto ed ente sembrerebbe di tipo esclusivo; stando ad una rilevante giurisprudenza, gli incarichi a contratto hanno una componente fiduciaria, la cui sussistenza escluderebbe la condivisibilità mediante scavalco del fiduciario di un sindaco con un altro sindaco. Ma non è questo il punto”.

“La vera domanda è: come mai Biondi ha così timore di nominare un capo dei Vigili attingendo dal personale inquadrato nei ruoli della Polizia Locale? A cosa è dovuta questa ferma volontà di controllo su una funzione così delicata? Sarebbe interessante avere una risposta chiara”, conclude il Pd.

Sul tema sono intervenuti anche i consiglieri di opposizione Enrico Verini e Gianni Padovani: “Per l’Amministrazione comunale la sicurezza urbana continua a non essere una priorità, dato che il Corpo della Polizia Locale resta pesantemente sotto organico e la questione della nomina del Comandante non è stata risolta.  Dopo una lunga serie di ricorsi temerari ovvero ‘contra legem’ e quindi persi in partenza, dopo anni di incertezza e continui cambi di Comandante pro-tempore, dopo i costi collettivi derivanti dalla pedestre gestione della sicurezza urbana, dopo mille episodi di cronaca nera… dopo tutto questo la Giunta comunale ha partorito il classico topolino, ha inteso risolvere la questione della sicurezza nominando  un Comandante ma … a part-time!”.

Per Verini e Padovani: “La nostra Città, Capoluogo di Regione, località centrale e riferimento per una comunità vasta di oltre 100mila persone, con gravi problemi di insicurezza percepita da parte della popolazione e continui eventi di cronaca nera, ebbene L’Aquila non merita, per il governo cittadino, un Comandante della Polizia locale full-time.  L’istituto dello scavalco, utilizzato in questa occasione per condividere lo stesso dirigente di un altro grosso centro come Ascoli Piceno, non deve essere utilizzato in realtà per comuni popolosi e problematici come L’Aquila. L’istituto dello scavalco è di fatto un part-time, adatto a condividere un dirigente tra diversi piccolissimi comuni che non possono singolarmente permettersi la spesa per un Comandante a tempo pieno”.

“Un’Amministrazione che spende un milione di euro ogni anno soltanto per i palchi della Perdonanza, per non parlare delle immense spese per la ‘cultura’ che nulla lasciano sul territorio, potrebbe e dovrebbe permettersi la nomina di un Comandante a tempo pieno – sottolineano – Sono sette  anni che l’Amministrazione si rifiuta nei fatti di applicare la legge regionale 42 del 2013,  nominando prima come comandanti alcuni dirigenti in organico, tutte nomine illegittime, e ricorrendo infine all’originale metodo della condivisione dello stesso dirigente con un altro importante comune,  Ascoli Piceno, tra l’altro pure logisticamente lontano dall’Aquila”.

“Davvero singolare, infine, l’attacco diretto del sindaco alla normativa regionale n.42/2013 che obbliga i comuni ad attribuire il ruolo di comandante ‘solo a personale inquadrato nei ruoli della Polizia locale’. Una legge conforme alla normativa nazionale, che vuole volutamente esaltare l’estrema delicatezza di un ruolo specifico come quello del Comandante di polizia.  Una legge, dimentica il Sindaco, che è stata giustamente confermata dal Governo di centrodestra della Regione Abruzzo ed i cui regolamenti di attuazione sono stati emanati nel 2023”.

“Con chi se la prende la Giunta comunale di destra quando attacca una legge regionale che il Governo regionale di destra non ha inteso minimamente modificare?  La verità vera – osservano – è che la grave problematica della sicurezza urbana all’Aquila non si risolve né polemizzando infantilmente con la legge vigente né pasticciando con la giustizia amministrativa né continuando ad applicare, con l’assurdo istituto dello scavalco,  quell’egocentrismo politico supportato dalla ‘creatività’ di pareri tecnici che già tanti disastri hanno prodotto alla nostra Città”.

“Ora basta! Basta sperperare denaro pubblico con pseudo-soluzioni che in realtà sono soltanto toppe peggiori del buco!  Il Sindaco deve soltanto applicare  una legge che  già prevede gli strumenti per risolvere la questione e L’Aquila può essere dotata da subito di un Comandante a tempo pieno, senza con questo nulla togliere alla professionalità della dirigente di Ascoli Piceno”.

“Occorre un Comandante applicato esclusivamente alla Città Capoluogo e che affronti finalmente con metodo ed organizzazione l’inquietante e progressivo degrado della vita civile in Città.   La sicurezza urbana all’Aquila è diventata questione così urgente, assorbente e dirimente che non è proprio il caso di perdere ancora tempo, e sperperare denari pubblici,  con soluzioni temporanee e pezze a colori.  È il tempo di agire”, concludono Verini e Padovani.

Secondo Paolo Romano, di L’Aquila Nuova: “Un ruolo strategico per la sicurezza cittadina ma per un solo giorno a settimana. L’Aquila merita da anni un comandante della polizia municipale anche perché capoluogo di regione, ma soprattutto L’Aquila ha estremo bisogno di un comandante della polizia municipale a tempo pieno, non di una figura che presta servizio in un’altra regione e che sarebbe disponibile in città per un giorno solo a settimana. Il problema della sicurezza a L’Aquila è diventato tale da non poter più essere sottovalutato neanche dal sindaco che, di concerto con Questura e Prefettura, si è visto costretto ad aumentare i controlli in punti della città ritenuti ‘caldi’”.

“Come possono essere mantenuti e garantiti da parte del Comune dell’Aquila anche i soli rapporti con le istituzioni che operano controllo e sicurezza in città se il comandante della polizia municipale presta servizio in altro Comune? Ascoli Piceno conta 54.000 abitanti, L’Aquila ne registra ben 69.000: l’istituto dello scavalco è davvero una buona idea per questi due comuni? La dottoressa Celani, inoltre, è stata per anni e sotto ben due sindaci al centro di polemiche, denunce a Procura e Corte dei conti e battaglie politiche poiché pare che non avesse mai sostenuto una selezione pubblica adeguatamente pubblicizzata come disciplinato dall’art.110 del 267/2000. Ombre che non spariscono neanche con la sua nomina in seno all’amministrazione Biondi dove a livello amministrativo potrebbero profilarsi criticità dovute al fatto che l’incarico con il 110 non consentirebbe l’istituto dello scavalco”.

L’Aquila ha veramente bisogno di altri problemi? Biondi che potrebbe avere un vero comandante a tempo pieno, ha preferito ricorrere a una furberia stipulando una convenzione con Ascoli Piceno per non incappare ulteriormente nelle prescrizioni di Tar e Consiglio di Stato ma di fatto scegliendo di penalizzare L’Aquila, i suoi cittadini e l’intero corpo di Polizia Municipale”, conclude Romano.