L’AQUILA – “Per sette anni, il Comune dell’Aquila è rimasto privo di un comandante della Polizia locale. Ora, la vergognosa vicenda si arricchisce di un ulteriore, discutibile, capitolo”

Inizia così la nota del Pd L’Aquila in merito alla nomina di Patrizia Celani a nuovo dirigente comandante della Polizia municipale dell’Aquila con un’apposita convenzione tra Comune dell’Aquila e Comune di Ascoli Piceno, dove ricopre il ruolo di comandante della Polizia locale. Celani potrà svolgere le medesime funzioni presso il Comando di Pm del capoluogo abruzzese attraverso l’istituto dello scavalco amministrativo.

Intanto, su iniziativa del presidente della Commissione di Garanzia e controllo, Stefano Palumbo – fa sapere il Pd – è stato disposto l’invio di una segnalazione alla Corte dei Conti “affinché la stessa possa esprimersi sull’eventuale danno erariale generato dall’ostinazione del sindaco a non volere adempiere alle sentenze di TAR e Consiglio di Stato. Sugli altri profili, ci riserviamo ulteriori approfondimenti”.

“Un passo indietro: il sindaco Pierluigi Biondi si è rifiutato, in questi anni, di nominare un capo dei Vigili, affidando il ruolo, illegittimamente, prima al fedelissimo dirigente dei servizi finanziari Tiziano Amorosi e poi al dirigente dell’avvocatura Domenico de Nardis. Nel 2023 – ricorda il Pd – il TAR – accogliendo un ricorso – ha chiarito però che, come previsto dalla legge regionale 42 del 2013, il Comune avrebbe dovuto nominare un vero Comandante, funzione che può essere attribuita soltanto a personale inquadrato nei ruoli della Polizia Locale. Insomma, de Nardis doveva lasciare l’incarico. Biondi ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato che, nei mesi scorsi, ha confermato – come ovvio – la sentenza del TAR”.

“E che cosa ha fatto il sindaco dell’Aquila? Convinto, oramai, di essere al di sopra delle leggi, ha nominato, di nuovo, un dirigente; indovinate chi? Il fedelissimo Tiziano Amorosi; illegittimamente, per la seconda volta. Altro ricorso, e altra pronuncia del TAR che ha bastonato il Comune dell’Aquila. Che succede, a questo punto? Biondi ricorre ancora al Consiglio di Stato che, il 31 luglio scorso, è stato costretto a ribadirgli l’illegittimità delle sue scelte. Ovviamente, il Comune è stato condannato a pagare le spese legali: non pagherà Biondi, però, ma le cittadine e i cittadini dell’Aquila”.

“Mica è finita qui – aggiunge ancora il Pd -: messo alle strette, il sindaco dell’Aquila ha preferito stipulare un’apposita convenzione con il Comune di Ascoli Piceno, guidato da un primo cittadino amico – ed esponente di Fratelli d’Italia – per avere a scavalco a capo dei Vigili Patrizia Celani, comandante della Polizia Locale di Ascoli, che sarà in città una volta a settimana. In una realtà complessa come la nostra, con le criticità quotidiane che si riscontrano, a capo della Polizia Locale avremo, una volta a settimana, il comandante dei Vigili di Ascoli”.

“Ora – continua il Pd -, non è chiaro se la procedura sia pienamente legittima: considerato che Patrizia Celani è stata nominata in via diretta e fiduciaria dal sindaco di Ascoli Piceno, con la procedura prevista dall’art. 110 comma 1 del d.lgs 267/2000 e non attraverso un concorso pubblico, è possibile che le sue funzioni vengano condivise, a scavalco, dal Comune dell’Aquila? Qualche dubbio sorge, se è vero che il rapporto che si crea tra incaricato a contratto ed ente sembrerebbe di tipo esclusivo; stando ad una rilevante giurisprudenza, gli incarichi a contratto hanno una componente fiduciaria, la cui sussistenza escluderebbe la condivisibilità mediante scavalco del fiduciario di un sindaco con un altro sindaco. Ma non è questo il punto”.

“La vera domanda è: come mai Biondi ha così timore di nominare un capo dei Vigili attingendo dal personale inquadrato nei ruoli della Polizia Locale? A cosa è dovuta questa ferma volontà di controllo su una funzione così delicata? Sarebbe interessante avere una risposta chiara”, conclude il Pd.