L’AQUILA – Sarà Patrizia Celani il nuovo dirigente comandante della Polizia municipale dell’Aquila.
A seguito di un’apposita convenzione, approvata dalla giunta nella seduta odierna, tra Comune dell’Aquila e Comune di Ascoli Piceno, dove ricopre il ruolo di comandante della Polizia locale, Celani potrà svolgere le medesime funzioni presso il Comando di Pm del capoluogo abruzzese attraverso l’istituto dello scavalco amministrativo. Spetterà ora ai due enti comunali sottoscrivere l’intesa a seguito della quale Celani potrà prendere servizio anche all’Aquila.
La comunicazione arriva dopo che il Consiglio di Stato, confermando una sentenza del Tar, ha imposto di nuovo l’alt al Comune dell’Aquila riguardo alle procedure di conferimento dell’incarico di Comandante della Polizia urbana affidato al dirigente Tiziano Amorosi. Il ricorso era stato presentato dal maggiore della polizia municipale Luca Andreozzi. L’ente ha invano sostenuto nel giudizio, che il ricorso era tardivo, che il ricorrente aveva un difetto di interesse a impugnare l’atto in quanto non avrebbe potuto aspirare a tale nomina e, infine, il fatto che in precedenza il dirigente Domenico de Nardis, già bocciato dai magistrati per quel ruolo ad interim, proveniva proprio dal Corpo della polizia urbana. Ma i giudici sono stati ancora di diverso avviso.
E così, in una nota, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e l’assessore con delega alla Pm, Laura Cucchiarella, spiegano: “Con questo provvedimento poniamo fine ad una serie di lunghi contenziosi. Con il nuovo contratto collettivo dei dirigenti degli enti locali del 16 luglio scorso è consentito il cosiddetto ‘scavalco’ anche per le figure dirigenziali. Il nostro Comune è tra i primi in Italia ad applicare tale istituto”.
“Con l’occasione, però, sottolineiamo la necessità di una modifica alla legge regionale 42 del 2013, con cui viene regolato proprio il ruolo del Comandante della Polizia municipale, secondo la quale tale incarico può essere attribuito solo a personale inquadrato nei ruoli della polizia locale. Si tratta di una disposizione che limita pesantemente l’autonomia organizzativa dei comuni, contrasta con norme nazionali ed è di difficile applicazione in moltissimi comuni abruzzesi, specialmente quelli più piccoli. Vecchie regole regionali tutelano interessi particolari ma non quelli della collettività: proprio su questo tema è stato più volte invocato un confronto con i sindaci delle principali realtà urbane abruzzesi”, concludono sindaco e assessore.
Il contenzioso parte da lontano. Nel 2021 il Comune affidò l’incarico ad interim al dirigente Domenico de Nardis il quale ridefinì l’ organizzazione del settore ma lo stesso Andreozzi bloccò tutto vincendo un primo ricorso al Tar e poi in secondo grado. Ora la vicenda fotocopia con la nomina, anche essa bocciata in modo inappellabile, dell’altro dirigente indicato ovvero Tiziano Amorosi.
Il Tar dell’Aquila era stato chiamato in causa (stoppando le scelte dell’ente) dopo che il Comune dell’Aquila aveva affidato, per l’appunto, l’incarico di Comandante della Polizia urbana al dirigente Amorosi, non appartenente al Corpo. La recente sentenza del Consiglio di Stato, che conferma tutto, poggia allo stesso modo sulla legge abruzzese in materia, peraltro bersaglio da più parti di vivaci critiche, secondo la quale “Il ruolo di Comandante può essere attribuito solo a personale inquadrato nei ruoli della polizia locale. La funzione di Comandante è incompatibile con lo svolgimento di altre funzioni o incarichi all’interno dell’ente di appartenenza”.





