ROMA – “Il rischio zero in montagna non esiste, ma lo si può ridurre avendo le giuste cautele”.

Così all’Ansa Pino Giostra, membro della Direzione nazionale del Soccorso alpino e speleologico, fa il punto sul numero dei morti e degli incidenti ad alta quota delle ultime ore.

Numeri, dice, che “aumentano per una questione di statistica poiché dal Covid in poi c’è stata moltissima affluenza in montagna”.

La maggior parte degli incidenti, spiega, sarebbero dovuti “alle scivolate e alle cadute e poi ci sono quelli di natura più tecnica”. Certo è che “le persone che vengono soccorse di più, sono gli escursionisti che frequentano la montagna a livello amatoriale e personale”.

E dunque per evitare incidenti, è il consiglio dell’esperto, la prima cosa da fare è “scegliere un itinerario adeguato alle proprie capacità tecniche e fisiche”.

In secondo luogo è bene farsi accompagnare sempre da un professionista” e “controllare il meteo” poiché i “temporali dovuti al gran caldo che crea perturbazioni violente” e in alta montagna, “sono fenomeni molto più pericolosi che in pianura”.

Importante, poi, se non si conosce l’itinerario, “raccogliere informazioni dalle persone in loco, avere l’attrezzatura idonea, non andare da soli e rendere noto sempre dove si va”.

Giostra raccomanda, inoltre, di “installare l’app per il soccorso in montagna GeoResQ” con cui è possibile inviare l’allarme direttamente al Corpo nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico comunicando posizione e percorso.