L’AQUILA – “Quel pavimento non si può pulire, ancor meglio come lo pulisci si macchia.
Basta un passeggino con ruote di gomma o una semplice bici. Bisognava necessariamente fare un test per vedere come lo stesso si comportava, ancor meglio bisognava farsi dare, e parliamo dell’abc, la scheda tecnica. Quando si devono valutare le caratteristiche tecniche per un pavimento per esterni si deve tener conto di diversi parametri e si devono valutare vari aspetti che il pavimento dovrà avere per mantenersi a lungo nel tempo in buone condizioni”.
Continua a tenere banco, nel dibattito social aquilano, il restyling di piazza Duomo, che volge finalmente al termine. A provocare una ridda di reazioni e commenti un post di Pietro Baldoni, professionista che lavora nel settore immobiliare, focalizzato non sull’aspetto estetico e funzionale, ma sulla pavimentazione, che già presenta vistose macchie e chiazze di sporco dopo che la piazza comincia ad essere frequentata e vissuta. Riferendosi ovviamente alla tipologia di materiale indicato nell’appalto, e non al lavoro eseguito dalle ditte, che al capitolato di appalto si sono attenute.
“E’ una pietra eccessivamente calcarea, che assorbe tutto, pure l’aria se gli soffi.
La bocciardatura ha fatto il resto (impedisce alle spazzole rotanti-idrospazzole di fare il loro lavoro come si deve). Il madornale errore è non aver fatto tesoro del primo lotto posato in opera lungo il corso stretto, dove già emergevano le prime pecche, e si è deciso cocciutamente di andare avanti fino a Piazza Duomo”, esordisce Baldoni.
Altrove invece la retromarcia, “con il diverso rivestimento per piazza Chiarino, piazza del Teatro, piazza Palazzo. Retromarcia tardiva, però perchè intanto la piazza ce la siamo giocata.
Quando si devono valutare le caratteristiche tecniche per un pavimento per esterni si deve tener conto di diversi parametri e si devono valutare vari aspetti che il pavimento dovrà avere per mantenersi a lungo nel tempo in buone condizioni. I pavimenti per esterni devono in linea di massima necessariamente essere: impermeabili, antigelo e antiscivolo, resistenti ai carichi, resistenti agli agenti atmosferici e agli sbalzi di temperatura, non devono avere propensione alle muffe e alle macchie. Queste caratteristiche tecniche per un pavimento per esterni sono tutte codificate in base alle normative europee (EN) e a quelle internazionali (ISO) e devono obbligatoriamente essere riportate nelle schede tecniche dei prodotti e nei vari cataloghi del distributore o del produttore. Ripeto: non doveva avere propensione alle macchie”.
E aggiunge: “io con la mia società immobiliare e maestranze, di posa in opera di pavimentazioni esterne ne ho fatte a decine, non di quella metratura ma lo schema è identico. Oltre a capirne di cantiere, mastico la contrattualistica applicata a questo settore, e tra l’altro sono anche esperto giuridico immobiliare. Con un lavoro del genere non avrei atteso la fine e l’eventuale collaudo per far insorgere contestazioni (mi riferisco alla qualità della posa in opera), avrei bloccato il cantiere al primo Sal, dopo aver constatato le diverse criticità che ho rilevato sul posto. Fermo lavori e ordine di ripristino secondo la regola d’arte specificata nella normativa Uni tecnica di settore e contrattualmente riportata”.





