L’AQUILA – Dopo oltre 15 anni dal sisma del 2009, oggi all’Aquila è stata riaperta al culto la chiesa di San Pietro a Coppito, simbolo di una delle zone del centro storico maggiormente colpite dal terremoto: la riconsegna dopo un intervento segnato da problematiche burocratiche e non, assume un valore ancora più importante se si considera che si tratta del primo luogo di culto Capo Quarto riconsegnato nell’ambito della complessa ricostruzione.

La nuova vita è stata caratterizzata con un rito di benedizione dell’altare durante la Santa Messa presieduta dall’arcivescovo dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, nel suo ultimo impegno pubblico prima di lasciare l’incarico per raggiunti limiti di età. Era stato lo stesso cardinale nell’agosto del 2018 a benedire la campana della restaurata chiesa, giunta da Agnone dopo l’intervento della Premiata Fonderia Pontificia Marinelli, innalzata sul campanile al termine di una breve cerimonia.

L’inaugurazione, piena di spiritualità ed emozioni e alla presenza di tanti fedeli, è stata anche l’occasione per ammirare per la prima volta le porzioni di pittura murale tornate alla luce durante i lavori e rimaste nascoste per secoli sotto l’intonaco, sia nell’abside a destra dell’altare sia in una nicchia sul lato sinistro, dove è stata ritrovata una Deposizione.

Eretta nel XIII secolo, la chiesa è un classico esempio di romanico aquilano, con la facciata a coronamento orizzontale, il portale ricco di decorazioni e sovrastato da una finestra circolare e l’adiacente torre campanaria. Più volte danneggiata nel corso della sua storia da terremoti e ricostruita, fu gravemente danneggiata dal sisma del 6 aprile del 2009.

Il campanile a pianta ottagonale, isolato dal corpo di fabbrica, i due leoni posti ai lati del prezioso portale d’accesso, l’aula unica e le tre absidi, l’antico apparato decorativo, fanno di San Pietro a Coppito una delle chiese più belle e singolari della città. Considerata anche la più antica tra quelle dentro le mura, la chiesa è stata edificata dal castello di Poppleto (oggi Coppito) su un preesistente tempio.

Sul finire del XIII secolo divenne una delle quattro Chiese capo-quarto della città ‘nova’, emblema della volontà di affermazione dell’Aquila e dei Castelli fondatori.

Il luogo di culto è stato da sempre un punto di riferimento nella vita quotidiana degli aquilani, che attendevano questo giorno da tempo.

L’assessore comunale Roberto Tinari ha scortato il gonfalone del Comune dell’Aquila.

“Oggi all’Aquila è festa – ha commentato il sindaco Pierluigi Biondi – Finalmente torna alla nostra comunità la Chiesa capo quarto di San Pietro a Coppito. Una gioia per i nostri occhi e per l’anima”.

I lavori di messa in sicurezza, consolidamento e restauro, del valore di circa 3 milioni di euro, sono stati eseguiti, con il riconoscimento di un lavoro che ha riscosso la soddisfazione di tutti, dalle ditte aquilane Scimia Arte e Costruzioni srl e Ianni Angelo e figli.