GUBBIO – Il trionfo nel giorno della memoria.
Oltre 400 tifosi dell’Aquila Calcio hanno accompagnato la squadra rossoblù a Gubbio ieri, domenica 6 aprile, nel quinto anniversario del sisma che distrusse il capoluogo abruzzese.
Sul campo, la squadra di Giovanni Pagliari, che ci era entrata con indosso le magliette con dedica alle vittime del sisma (idem i calciatori del Gubbio), ha stravinto per 4-0, ma la vittoria più grande è stata ottenuta sugli spalti del ‘Barbetti’: due lunghi striscioni commemorativi (“6 Aprile 2009 L’anima è ferita, il cuore infranto” e “6 Aprile 2014 L’Aquila risorgerai con la tua gente accanto!”), magliette nere per tutti da indossare trenta minuti, senza tifare, come prova di maturità nel rispetto dei 309 martiri del terremoto.
Soltanto qualche urlo ricacciato in gola per i gol di Corapi e De Sousa in pochi minuti (doppietta per l’attaccante, nella ripresa ci ha pensato Pià a siglare la quarta rete ospite), per il resto il pubblico aquilano ‘orchestrato’ dai Red Blue Eagles 1978 ha reso omaggio alle vittime in silenzio e ringraziato chi, dalle tribune di casa, ha tirato fuori uno striscione di solidarietà agli aquilani: “Il terremoto non si può prevedere, ma la vergogna è non ricostruire”.
Poi, allo scoccare del 30’, la curva aquilana ha letteralmente preso possesso della scena, cominciando a cantare senza più fermarsi, un crescendo impressionante concluso con la versione curvarola di ‘Bad Romance’ di Lady Gaga, ‘L’aquilano si deve alzare’, tifosi e calciatori seduti per poi scattare in piedi al segnale del capo degli ultrà.
Alla fine, l’abbraccio tra il pubblico aquilano e i ragazzi di Pagliari è di quelli che fanno storia. Con i play off per la Serie B a portata di mano. E con la memoria che, grazie a chi L’Aquila la ama sul serio, continua a restare in piedi.
In attesa di ricostruire le ali spezzate quell’infame notte di cinque anni fa.






