L’AQUILA – Aveva promesso spettacolo e così è stato. Uno spettacolo talmente bello da essere incorniciato. Andrea Masi, orgoglio aquilano del rugby nazionale e internazionale, si gode il trionfo della sua Italia sui cugini francesi, abbattuti e rispediti oltralpe con un 23-18 che brucerà per molto tempo.
Un impatto a 200 all’ora di 15 treni inarrestabili che a testa bassa e colpo dopo colpo, atterrano lo storico gigante in maglia blu e si godono il trionfo.
“I francesi non sono marziani e ieri lo abbiamo dimostrato – dice ad AbruzzoWeb Maso’, come lo chiamano i concittadini e i compagni in Azzurro – Abbiamo giocato con forza e concentrazione, senza mollare e credendoci fino alla fine”.
Una vittoria che arriva a soli due anni di distanza dall’ultimo successo sui francesi: un 22-21 che ha visto Masi protagonista assoluto con una meta e man of the match. Stesse emozioni di due anni fa. La storia si ripete e anzi, migliora il suo corso.
“Possiamo batterci con tutti”, commenta Masi che si dice soddisfatto e già proiettato con la testa al match di sabato prossimo contro la Scozia. Ha la gioia e la determinazione, ma anche l’umiltà dei grandi campioni, quelli veri.
Un risultato che parla da solo.
Abbiamo fatto una buonissima prestazione, mantenendo un ritmo altissimo, di livello internazionale: una conferma che fisicamente stiamo migliorando di molto. Sicuramente c’è stato qualche errore in difesa, soprattutto in occasione delle due mete dei francesi. Sono errori che dovremo rivedere con calma e limare, per migliorarci ancora di più. Tutto sommato posso dire che sono davvero contento del risultato.
Due vittorie sui francesi, nel 2011 e ieri: quali le differenze rispetto al 6 Nazioni di due anni fa?
Nel 2011 abbiamo giocato comunque una grande partita, ma la vittoria è stata inaspettata e sicuramente meno meritata rispetto a quella di ieri. Mi è molto cara quella vittoria, al di là della mia meta. Venivamo da 50 punti presi dall’Inghilterra, nessuno sperava di vincere contro i Blues allora. Ieri, invece, abbiamo strameritato il successo e adesso siamo consapevoli che possiamo fare bene e guardare avanti. Abbiamo giocato un rugby di stampo internazionale.
I francesi a un certo punto, dopo la rimonta hanno iniziato a far paura.
Avevano una difesa molto ben organizzata, come sempre del resto, e a un certo punto hanno cambiato strategia. Abbiamo subìto molto in mischia e sofferto soprattutto sui calci alti che ci hanno messo in difficoltà: forse avrebbero potuto continuare a martellare su questo.
Tutta l’Italia ha tremato nell’ultima mischia sulla linea di meta italiana…
(Sorride) Anche noi, devo dire! Ma lì è venuta fuori tutta la nostra forza e determinazione. Li abbiamo contenuti fino alla fine, non avevamo alcuna intenzione di perdere! Siamo rientrati molto decisi nel secondo tempo, convinti che non avremmo concesso nulla e con una grandissima voglia di vincere.
Orquera man of the match. Secondo te chi è stato il migliore?
Sergio (Parisse ndr) su tutti. Ha disputato un match incredibile, era ovunque! Ha segnato anche una meta. Senza dubbio è stato lui il migliore in campo.
Un grande Venditti in campo ieri.
Giamba è stato impeccabile, soprattutto in quell’ultimo placcaggio. È un giocatore molto giovane ma bravo che, sono sicuro, potrà fare grandi cose. Queste partite sono un bel banco di prova per lui e sono sicuro che dimostrerà tanto.
C’è qualche aquilano che secondo te potrà fare in futuro la differenza in Nazionale?
Purtroppo a causa dei miei impegni in Inghilterra non ho modo di seguire L’Aquila Rugby come vorrei e questo mi dispiace molto. Torno pochissimo all’Aquila e diventa complicato per me riuscirci. Spero però che ce ne siano tanti! C’è bisogno di talenti.
Come ti trovi con Jaques Brunel?
È un grande allenatore. La sua politica dell’‘osare’ sta dando i suoi frutti in campo, come si è potuto vedere. Non arginare i danni, ma agire, azzardare, essere più spregiudicati. Jaques ci invoglia e ci sprona, ma lo fa sempre con molta tranquillità, senza mai pressarci. Trasmette molta serenità alla squadra e questo è importantissimo per l’equilibrio del team.
Quando inizieranno gli allenamenti in vista del prossimo impegno con la Scozia?
Già da domani saremo sul campo per l’allenamento. Abbiamo la settimana corta, visto che giocheremo sabato prossimo e dovremo concentrare tutto in pochi giorni. Oggi abbiamo fatto solo recupero. Siamo stati in piscina, poi abbiamo un’analisi video del match di ieri e infine massaggi.
Ti senti di fare pronostici per questo secondo impegno? Può arrivare un secondo successo?
Assolutamente no. Non voglio fare previsioni. Non abbiamo mai parlato di vittorie, ma ci siamo sempre concentrati sul lavoro duro. Il nostro obiettivo è fare bene e migliorarci sempre di più, giorno dopo giorno. Poi la vittoria è solo una conseguenza di tutto questo.
Molto emozionante l’iniziativa dei ‘caps’ a tutti gli ex azzurri, come l’hai vissuta?
Putroppo non abbiamo potuto parteciparvi perché si è svolta di mattina e non potevamo, ma è stata una bellissima iniziativa che rende merito a tutti quelli che hanno contribuito a fare grande questo sport. Il momento dell’inno è stato davvero spettacolare e commovente. Noi eravamo lì, con la storia del rugby che ci guardava.






