L’AQUILA – “Le elezioni in Abruzzo saranno inevitabilmente un test a livello nazionale, del resto siamo già in piena campagna elettorale per le europee. Qui sarà un appuntamento particolarmente importante perché siamo nel laboratorio del sovranismo: è stata la prima regione ad anticipare il trend nazionale, è il feudo nero di questo Governo. E c’è un ulteriore esperimento, un cartello largo che va dai moderati ai 5 stelle, per questo una ipotetica vittoria del centrosinistra creerebbe un nuovo modello Abruzzo”.
È l’analisi del giornalista aquilano Alessandro De Angelis, noto opinionista politico e vicedirettore dell’Huffington Post, del gruppo Gedi, in merito alle elezioni regionali in programma a marzo in Abruzzo.
“Proprio qui tutto ha avuto inizio per Fratelli d’Italia – ha sottolineato nel corso di un’intervista ad AbruzzoWeb – con il presidente Marco Marsilio che era il tesoriere del partito di Giorgia Meloni, un fedelissimo, uno che non è mai stato in Abruzzo un giorno in vita sua, catapultato da Roma. C’è poi il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, rieletto nel secondo mandato con percentuali bulgare, e addirittura il capoluogo regionale è anche il collegio che ha portato all’elezione lo stesso premier Meloni. Insomma, questa regione è un monocolore di Fratelli d’Italia”.
Proprio per questo, ha osservato De Angelis, “sarà un termometro sullo stato del melonismo in Italia”.
C’è poi l’allargata coalizione di centrosinistra del “Patto per l’Abruzzo”, guidata da Luciano D’Amico, docente di Economia aziendale, ex rettore dell’Università di Teramo ed ex presidente della Tua, la società regionale del trasporto pubblico.
Una coalizione che vede insieme Partito democratico, Movimento 5 stelle, Azione, Abruzzo riformista che vede insieme Italia viva, Socialisti, +Europa, lista progressista, con Sinistra Italiana, Articolo 1, Demos ed Europa Verde, una lista di amministratori promossa da Polis 305: “parliamo di un civico impegnato, in grado di mettere in piedi una coalizione larga. Anche per questo sarà un esperimento molto importante per il centrosinistra in tutta Italia”, ha aggiunto De Angelis.
“Potrebbe rappresentare l’alternativa a un governo regionale di centrodestra che, così come quello nazionale, si muove per grandi manifesti ideologici, promuovendo misure simboliche che possono essere facilmente smontate nella realtà, l’incoerenza come unico filo conduttore. La scommessa per il centrosinistra sarà riuscire a rappresentare la concretezza”.






