L’AQUILA –  La maggioranza aquilana, alle prese con una spaccatura interna sempre più profonda, non è ancora riuscita a trovare la quadra per ricucire l’ennesimo strappo in seno al centrodestra al governo della città. Dopo due giorni di telefoni che squillano a vuoto, la Lega rompe il silenzio e con una nota  annuncia l’avvio di una campagna di ascolto “che andrà avanti per tutta l’estate”. 

La crisi è stata ‘ufficializzata’ dal ritiro delle deleghe da parte del primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, a tutti gli assessori della Lega, dopo il silenzio del Carroccio che non ha risposto alla richiesta di spiegazioni dello stesso sindaco dopo le durissime parole pronunciate in Consiglio del capogruppo Francesco De Santis.

Lo scontro, già preannunciato dal clima di tensione che si è venuto a creare in sede di Commissione, terreno di scontro tra la Lega e Forza Italia, è esploso nel corso del primo Consiglio in presenza dopo il lockdown, che si è svolto il 14 luglio scorso.

Non si tratta di un primo scossone all’interno della maggioranza, che negli ultimi 3 anni di governo cittadino si è mostrata divisa, litigiosa e spesso in conflitto su diverse tematiche importanti per l’amministrazione del capoluogo.

Insomma, malumori sopiti da diverso tempo che hanno preso forma a livello comunale, ma che rispecchiano una situazione molto più complessa ed estesa: Uno spettacolo già andato in scena all’indomani dei risultati delle scorse elezioni regionali.

Dopo la vittoria dell’attuale governatore Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, gli scontri con i vertici del Carroccio hanno caratterizzato l’avvio di governo regionale e non sono mai stati completamente risolti.

Tanto che alla prima occasione di puntare i piedi e mostrare i muscoli, con le elezioni comunali di Chieti e Avezzano, la Lega ha rotto con gli alleati e scelto di correre da sola, imponendo il loro candidato.

Quasi un “O con noi, o contro di noi”, un “aut-aut” senza possibilità di replica.

Nel capoluogo marsicano, infatti, Fi ha scelto di non appoggiare il candidato della Lega Tiziano Genovesi e ha lanciato Annamaria Taccone, docente universitaria e titolare dal 1995 di uno Studio di Consulenza fiscale e tributaria.

A Chieti addirittura Mauro Febbo si è autosospeso da Forza Italia proprio in forte contrasto con la candidatura di Fabrizio Di Stefano (Lega) e ha annunciato il suo appoggio al candidato Bruno Di Iorio.

“Incontreremo artigiani, commercianti, imprenditori, albergatori, associazioni di categoria e di volontariato, semplici cittadini. Saremo per strada e nelle piazze, anche nelle frazioni, per recepire le loro istanze e dare nuovo impulso all’azione amministrativa comunale”, scrivono il coordinatore regionale del partito, il deputato Luigi D’Eramo, il vice presidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, e gli assessori comunali, ai quali sono state ritirate le deleghe, Fabrizio Taranta, Daniele Ferella e Fabrizia Aquilio.

Parole che tendono ancora una volta la mano all’amministrazione, un segnale di apertura e non di rottura con l’azione di Biondi.

Il messaggio può sembrare quasi un messaggio, neanche troppo velato, proprio al primo cittadino, forse la risposta che tanto aspettava è arrivata.

L’obiettivo, infatti, sottolineano dal Carroccio è “fare il punto della situazione del lavoro svolto fino ad oggi e capire, al contempo, quali sono le nuove necessità emerse alla luce dell’emergenza coronavirus” e ancora “arrivare alla stesura di un piano concreto, dettagliato, serio, che fissi le priorità e le linee di intervento più urgenti per calibrare al meglio l’azione politica e amministrativa e renderla più aderente alle necessità attuali”.

Insomma parole che pronuncerebbe chi ancora si sente parte integrante della maggioranza.

L’ultima parte della nota è ancor più chiara: “È per questo che, nel solco di quanto fatto finora, non intendiamo modificare la nostra linea d’azione, accanto ai cittadini e sul territorio, senza sosta alcuna, lavorando alacremente sui problemi e sulle strategie di sviluppo – scrivono – Il momento è critico e impone serietà e concretezza”.

Se fino a questa mattina la Lega sembrava voler tenere il pugno duro, al momento quello che emerge è che il Carroccio, alla fine, abbia scelto di abbassare i toni e non è escluso che tutto rientri già nella prossima settimana.

In questo senso potrebbero essere considerate profetiche le parole dei consiglieri comunali Stefano Albano (Pd) e Paolo Romano (Italia Viva), che questa mattina ad AbruzzoWeb avevano spiegato che “la crisi rientrerà presto”.

“In città oggi c’è bisogno di un’alternativa credibile non solo sotto il punto di vista politico, ma soprattutto della concretezza amministrativa. Sono assolutamente necessarie una consapevolezza delle problematiche e la volontà di trovare delle soluzioni”, ha dichiarato Romano. 

“Penso che tutto rientrerà, perché quanto si tratta di sistemi di potere il centrodestra si ricompatta sempre – ha precisato Albano -, ma il loro ‘non governo’ e il fatto che si occupino solo di questi giochi ha delle conseguenze concrete sulla città”.

Al centro dell’ultimo Consiglio comunale il tema del commercio: “Avevamo scelto di costruire un documento insieme al centrodestra, votato all’unanimità – ha ricordato – Ma dopo un anno è una lettera morta, nulla o quasi nulla è stato messo in atto. Queste sono le conseguenze che paga la città. Passano il tempo ad andare a parlare con i propri leader nazionali – ha aggiunto Albano, riferendosi all’incontro che Biondi ha avuto, secondo fonti di Palazzo Fibbioni, con Giorgia Meloni –  per chiedere il di aprire una crisi solo per una questione di forza e non pensano ai cittadini aquilani che pagano le conseguenze di tutto questo”.

Il punto per Albano è “Mentre sono occupati con giochi e intrighi di palazzo, la città non è governata”.