L’AQUILA – “Già a giugno potrebbero non essere più necessarie mascherine, distanziamento sociale e sanificazioni“. Lo dice, con ampio risalto sulla Rete, Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia, secondo cui il Covid-19 sarebbe diventato meno aggressivo. Caruso ha dichiarato che nelle ultime settimane stanno calando non solo i contagi, ma anche la carica virale che viene trovata nei tamponi. “Questo perché il virus si sta adattando all’uomo diventando meno pericoloso, anche se per il momento non si possono escludere concause come l’effetto delle temperature più elevate e il filtro dovuto alle mascherine e alle distanze”.

Sull’ipotesi di seconda ondata di contagi, in autunno, il virologo ha dichiarato che “il virus potrebbe avere ulteriori ricombinazioni e ripresentarsi più innocuo o aggressivo. In genere però dovrebbe smorzarsi e potrebbe diventare davvero come un’influenza”. 

Dunque, a suo parere, il ritorno del contagio potrebbe essere molto limitato e con una sintomatologia modesta. 

Nel frattempo secondo Istituto superiore di sanità e Ministero della Salute, continua il trend positivo dell’andamento della curva dei contagi da coronavirus. Nessuna Regione, infatti, ha fatto registrare un RT maggiore di 1 (leggi: cos’è l’indice Rt e la differenza con l’Ro). Questo il risultato del monitoraggio del ministero della Salute-Iss sugli indicatori per la cosiddetta Fase 2 relativi alla settimana tra il 25 e il 31 maggio. (Ecco il file con il documento integrale con i dati regione per regione). “Il monitoraggio dice che siamo sulla strada giusta. Ma occorre ancora prudenza e gradualità”.

“In quasi tutta la Penisola sono documentati focolai di trasmissione attivi. Tale riscontro, che in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti, evidenzia tuttavia come l’epidemia in Italia di Covid-19 non sia conclusa” evidenzia ancora il monitoraggio del ministero della Salute-Iss.

La Lombardia per quanto riguarda l’indice Rt è passata dallo 0,53 del 12 maggio, allo 0,75 del 26 maggio allo 0,91 del 3 giugno. Una crescita costante, anche se dall’ISS specificano che per quanto riguarda la stima dell’Rt, si sottolinea che quando il numero di casi è molto piccolo possono verificarsi temporanee oscillazioni con valori superiori a 1, “a causa di piccoli focolai locali, senza che questo rappresenti necessariamente un elemento preoccupante”, puntualizzano gli esperti. 

 

Le misure di lockdown in Italia «hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da SARSCoV-2» ma «persiste, in alcune realtà regionali, un numero di nuovi casi segnalati ogni settimana elevato seppur in diminuzione» e «questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante». Lo rileva ancora il monitoraggio ministero in cui si richiede «rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico».

«Si rileva un forte miglioramento della qualità e dettaglio dei dati inviati dalle Regioni al ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità e discussi nella Cabina di Regia». Il nuovo rapporto sottolinea anche che «complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV2 in Italia è favorevole con una generale diminuzione nel numero di casi ed una assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali».