TERAMO – Due suicidi in 24 ore, tragedie che si sono consumate al termine del lockdown, tutte a Teramo, qualche giorno dopo un’altra disgrazia, avvenuta sempre in provincia.
L’ultima in ordine di tempo il 20 maggio scorso. Gennaro Tardivo, 63 anni, si è lanciato nel vuoto dal Ponte San Ferdinando, intorno alle 22.
A lanciare l’allarme una coppia di passanti che lo aveva notato qualche minuto prima dell’estremo gesto, mentre camminava nervosamente sul marciapiede fino a quando, improvvisamente, si è gettato nel vuoto. Inutili i soccorsi.
Una tragedia tornata a sconvolgere la città 24 ore dopo un altro dramma.
L’ultima telefonata ricevuta è all’1,58 del 19 maggio, poco dopo, alle 2 e tre minuti il suo ultimo accesso a Facebook, poi un buco di 19 ore, prima della morte, avvenuta nella sua camera da letto, dove Francesca Di Pietro, 33 anni da compiere, si è tolta la vita.
La procura – come riporta Il Messaggero – vuole vederci chiaro e proprio per questo ha aperto un fascicolo.
Inspiegabili al momento le cause che avrebbero spinto la giovane a compiere il gesto estremo.
La ricognizione cadaverica, svolta il 20 maggio scorso dall’anatomopatologo Gina Quaglione, ha evidenziato alcune ecchimosi lividi sul viso che si presume siamo i segni dell’espulsione di un airbag.
Poi lesioni ad una gamba e su un avambraccio. La 33enne potrebbe aver avuto un incidente stradale. È andata fuori strada da sola oppure ha avuto una collisione con un’altra auto? – si legge ancora sul Messaggero – Oppure, correva con l’auto per sfuggire a qualcuno che la seguiva?
Per dare una risposta ai lividi e a questo strano suicidio il pm Davide Rosati sta facendo accertamenti, demandati alla polizia della questura teramana.
La giovane lavorava in un noto ristorante-pizzeria del centro di Teramo, ma quella mattina non è andata al lavoro e il datore, preoccupato, aveva chiesto ad alcuni amici, che arrivati davanti all’abitazione della ragazza hanno provato invano a contattarla. A quel punto è scattato l’allarme.
Sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco, che aprendo la porta hanno fatto la tragica scoperta: il corpo della giovane donna era appeso ad un lampadario della camera da letto.
Era invece il 9 marzo quando a Nerito di Crognaleto, sempre in provincia di Teramo, un cinquantenne è stato trovato cadavere trovato nello scantinato di casa.
Viveva da solo e, stando ad una prima ricostruzione fatta da parte delle forze dell’ordine, si è tolto la vita impiccandosi ad una trave, dopo aver inviato l’ultimo messaggio, in cui annunciava il suicidio, sul telefonino di un amico.
Quando l’uomo l’ha letto era già troppo tardi. I soccorsi hanno raggiunto l’abitazione ma per il medico legale è stato possibile soltanto accertare il decesso del 50enne: la morte risaliva a quattro giorni prima. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione locale, il 118 e i vigili del fuoco per l’apertura della porta. Il pm di turno ha disposto il trasferimento della salma all’obitorio del Mazzini di Teramo. Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo.






