L’AQUILA – “Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti”, ha detto il grande scrittore inglese Gilbert Chesterton.

 
Ed in questo mese di pandemia, dove il drago è un invisibile virus, e ancor prima un male considerato incurabile, assume un valore inestimabile il progetto #regalaunastoria, ideato dall’associazione di volontariato Compagnia del mantello di Roma, e che ha come protagonista una aquilana, la 35 enne Marta Turco,

L’associazione, fondata dal maestro elementare e scrittore Francesco Domenico Giannino, e dalla psicologa Sara Mastroberti,  da anni si occupa di organizzare laboratori creativI nei reparti di oncologia pediatrica negli ospedali della capitale, e nelle case famiglia, a favore dei piccoli pazienti. Ora sta proseguendo l’attività a distanza, proponendo favole lunghe due minuti, raccontate da oltre cento tra attori, artisti e personalità della cultura italiana e anche abruzzese, e postate sui social. 

Marta, di professione bancaria, è a Roma è da circa tre anni, e si porta dietro le ferite del terremoto del 6 aprile 2009: nel crollo di edificio in via Arco dei Ciompi è morta la zia, Giuliana Turco, sorella del padre Massimo, ex direttore, ora in pensione, del cinema Movieplex. 

“Come è nata l’idea? Anche la nostra associazione si è trovata nell’impossibilità di operare, di incontrare i nostri bambini, di poterci riunire – spiega Marta ad Abruzzoweb -. Il progetto #regalaunastoria in realtà è nato prima del coronavirus, e vedeva già coinvolti professionisti e non nella lettura e nell’interpretazione delle storie di Mago Mantello, che è il titolo del libro scritto dal presidente Giannino, e di altre storie di narrativa per bambini. Ed ora è ovviamente diventato il nostro strumento principale, per non dire unico, per proseguire l’attività in tempo di quarantena”. 

“Come responsabile social dell’associazione, in questo ultimo mese – spiega ancora Marta -, ho moltiplicato l’attività di coinvolgimento di attori, artisti, personalità della cultura, invitandoli di volta in volta a videoregistrare in una clip di 2 minuti la loro storia e di inviarla ai contatti di riferimento dell’associazione. Successivamente, dopo essere stata lavorata, è resa fruibile per tutti sui nostri canali social ed inviata, insieme alle altre storie a noi pervenute, alle strutture ospedaliere e casa famiglia con cui collaboriamo da tempo. Non avrei però mai immaginato una risposta così immediata e massiccia”. 

A rispendere all’appello, sono stati infatti attori, cantanti, artisti, personalità dello spettacolo del calibro di Enrico Montesano, Franco Oppini, Martina Stella, Giorgio Pasotti, Claudia Tosoni, Giuseppe Zeno, Alessio Boni, Samantha De Grenet, Luca Capuano, Lillo, Mario Ermito, Stefano Fresi, Antonella Attili , Roberto Ciufoli, Edoardo Siravo, Enrica Pintore. 

E con grande soddisfazione dell’aquilana Marta Turco, grande è stata la risposta dall’Abruzzo e dalla sua città L’Aquila: hanno raccontato la loro favola, le cantanti Annalisa Andreoli, vocal coach di Amici, Simona Molinari, le showgirl Claudia Romani e Alessia Reato, la scrittrice Annalisa De Simone, ex presidente del Tsa, gli attori Manuel Amicucci, Corrado Oddi e Alessia Fabiani, il comico Germano D’Aurelio, in arte ‘Nduccio, e infine Simone Cristicchi, cantante romano, e direttore artistico del Teatro stabile dell’Aquila. 

“In questa occasione delicata e di emergenza a causa del Coronavirus abbiamo potuto toccare con mano davvero tanta disponibilità – commenta Marta -. Il nostro vuole essere però un progetto ad ampio raggio che, in un momento così delicato per la nostra storia umana, vuole coinvolgere quanti più spettatori possibili piccoli e grandi, in salute e in condizioni più precarie. Infatti, la nostra mission è di fare cose grandi per i più piccoli in corsia e non. Inoltre si vuole sensibilizzare il pubblico più giovane al settore del volontariato rendendolo protagonista nel mettere su carta un vissuto, un’emozione, un’idea in una storia da regalare a chi, spesso suo coetaneo, sta vivendo un momento difficile in una corsia di Oncologia Pediatrica degli Ospedali con cui collaboriamo”. 

Le favole, spiega ancora Marta, “favoriscono una circolarità efficace e pro-sociale nella sfera relazionale dei bambini e dei ragazzi dei nostri giorni: sfera in cui poter sperimentare che si appartiene tutti ad un’Unica Storia nei momenti felici e in quelli meno”. 

L’associazione continua poi a promuovere l’acquisto, anche on line, di una copia del libro “Mago mantello”, che consente la stampa di un’altra copia che va in dono ai bambini ospedalizzati. Il giorno della consegna delle copie donate l’associazione organizza un evento in corsia con le letture del libro e delle nuove storie scritte da bambini o ragazzi per i bambini degenti. Ovviamente, a causa del Coronavirus, adesso queste attività sono sospese, ma in attesa che le corsie riaprano, “il nostro lavoro continua a distanza e l’energia non manca”. 

Un pensiero di Marta va anche alla sua città, L’Aquila. 

“Mi pesa molto il non poter tornare a L’Aquila, non vedere in carne osa familiari e amici. E non nascondo la mia preoccupazione sugli effetti che la crisi generalizzata provocata dalla pandemia, potrà determinare sulla mia città. La ricostruzione post-sisma è ancora in corso, e rischia un rallentamento, l’economia era ancora in fase di ripresa con questa altra catastrofe potrebbe determinare un altro stop”. 

Un’ultima domanda, ineludibile, ‘’qual è la tua favola preferita? 

“La favola di Cenerentola, senza dubbio, perché insegna che nostri desideri possono diventare realtà, ma bisogna lavorare duro, e soprattutto occorre avere buon cuore”, risponde Marta.