L’AQUILA – Il numero di positivi al Coronavirus in Abruzzo tocca quota 1.345, con 52 casi in più rispetto a ieri, un aumento comunque meno marcato rispetto a quelli dei giorni precedenti:in particolare, nella sola giornata di ieri, sono stati registrati 160 casi in più.

Al momento è prematuro parlare di inversione di tendenza in quanto, come successo in diverse occasioni, si potrebbe ancora essere in attesa dei risultati di alcuni test dal laboratorio di riferimento regionale di Pescara e dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo.

Per lo stesso motivo, infatti, nella giornata di oggi sono stati comunicati 14 decessi, per un totale di 102, alcuni dei quali avvenuti nei giorni scorsi ma registrati solo oggi quando è arrivata la conferma dei tampon, come comunicato dal Servizio Prevenzione e Tutela della Salute dell’Assessorato regionale alla Sanità.

Bisogna poi considerare, come ha spiegato Alberto Albani, indicato dalla Giunta regionale a capo della maxi emergenza, che la curva di progressione del contagio si sta mantenendo su una previsione mediana, quella dei 1.500 Covid positivi: “Un numero elevato ma che il nostro sistema sanitario regionale è in grado di assorbire, pur sottolineando che la partita non si vince a livello ospedaliero ma territoriale e adottando comportamenti corretti, per spezzare la linea di trasmissione del virus”.

Oltretutto, come precisato dall’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, “gli ultimi dati dei contagi in Abruzzo mostrano come, fortunatamente, finora il numero dei pazienti non ospedalizzati sia pari a circa il 60 per cento del totale dei positivi. Questo significa che non c’è un’ulteriore pressione sui ricoveri ospedalieri e che molti pazienti sono in condizioni non critiche, ma d’altra parte ci impone di potenziare i servizi sul territorio”. E in quest’ottica, nei piani assunzionali d’emergenza delle Asl, c’è la possibilità di implementare gli organici dei Dipartimenti di prevenzione aziendali, quelli cioè che si occupano della sorveglianza sanitaria sui positivi in isolamento domiciliare o su coloro che si trovano in quarantena perché hanno avuto contatti con pazienti positivi.

I nuovi decessi riguardano un 86enne di Catignano; una 96enne di Civitella Casanova; un 88enne di Castiglione Messer Raimondo; un 78enne di Montebello di Bertona; una 77enne di Città Sant’Angelo; un 92enne di Loreto Aprutino; un 66enne, una 85enne, un 71enne, un 85enne, una 58enne e un 65enne di Pescara; un 83enne di Spoltore; un 75enne di Codogno, che era stato trasferito all’Aquila dalla Lombardia (spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone che potrebbero già essere state affette da patologie pregresse); 67 pazienti clinicamente guariti (che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici); 7 guariti (che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).

Del totale dei positivi, invece, 322 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (41 in provincia dell’Aquila, 71 in provincia di Chieti, 135 in provincia di Pescara e 75 in provincia di Teramo), 69 in terapia intensiva (14 in provincia dell’Aquila, 15 in provincia di Chieti, 30 in provincia di Pescara e 10 in provincia di Teramo), mentre gli altri 778 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (50 in provincia dell’Aquila, 145 in provincia di Chieti, 339 in provincia di Pescara e 244 in provincia di Teramo).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 7.948 test, di cui 4.904 sono risultati negativi.

La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente. Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso.

Del totale dei casi positivi, 115 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 273 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 594 alla Asl di Pescara e 363 alla Asl di Teramo.

Dei 52 casi positivi al Covid 19 registrati oggi, 14 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 7 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 18 alla Asl di Pescara e 13 alla Asl di Teramo.

Il dato riguarda la presa in carico dei pazienti e non coincide necessariamente con la loro residenza anagrafica, in quanto ci sono pazienti residenti in una provincia che sono in cura in una diversa Asl provinciale. Inoltre, per ragioni cliniche, ci sono pazienti che sono stati trasferiti da un ospedale all’altro, anche in presidi di Asl differenti.

In giornata Albani ha spiegato che tutta la rete di “emergenza ed urgenza si è trasformata per rispondere alle esigenze della pandemia, e gli ospedali si sono dotati di un piano che prevede la riconversione dei reparti di medicina e geriatria, dando ampio spazio ai Covid positivi. Gli altri pazienti vengono trasferiti, di volta in volta, nelle aree mediche degli ospedali più piccoli o nelle case di cura private. Tutto questo consente di aumentare i posti di terapia intensiva e sub intensiva”.

Inoltre, secondo Albani, la rete ospedaliera abruzzese ha “mostrato una grande capacità di integrazione consentendo a tutti di essere curati”.

Alle Asl sono stati consegnati trecento monitor e già oggi ulteriori 12 ventilatori sono stati distribuiti in base ai posti letto e ai pazienti, in attesa che un numero più adeguato possa essere sbloccato sul mercato.

Va aumentando anche il numero dei tamponi per la individuazione dei Covid positivi, grazie alle attività combinate dell’ospedale di Pescara, Chieti e dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo.

Albani si sofferma anche a delineare la potenza del Coronavirus che in Abruzzo si attesta su una capacità di contagio di 2-2,5: ovvero un Covid positivo può infettare a sua volta due/due pazienti e mezzo.

“Pur essendo elevato il rischio – ha aggiunto Albani – si tenga conto che il morbillo ha una capacità di contagio di uno a 18. Purtroppo il coronavirus presenta una capacità di peggioramento che può portare alla mortalità”. 

DUE GIORNI SENZA CASI A L’AQUILA: ALLARME PERSONALE, TROPPI CERTIFICATI

L’auspicio, sussurrato anche da che in questi giorni sta combattendo una battaglia in primissima linea, e che questa tendenza possa consolidarsi e, perché no, rappresentare l’inizio dell’attesissimo declino.

Per il secondo giorno consecutivo all’Aquila non si sono registrati casi positivi e, più in generale, nonostante il flusso di pazienti in ospedale si mantenga costante, al momento non ci sono situazioni che destano particolare preoccupazione.

Ovviamente servirà ancora del tempo per capire se questo stato di cose può essere considerato strutturale o, viceversa, solo un fatto contingente. Ci sono, però, anche alcuni dati che sono in grado di rassicurare in maniera piuttosto oggettiva.

Tra questi i 200 tamponi risultati negativi effettuati su personale sanitario alla luce di alcuni casi che si erano registrati nei giorni scorsi, in rapida successione, legati all’attività ospedaliera. Il totale dei contagiati in città, dunque, resta fermo a quota venti. Nelle ultime ore, anche alla luce della nuova disponibilità dell’hotel Cristallo, alcuni pazienti clinicamente guariti ma ancora positivi al tampone sono stati trasferiti liberando il posto ad altri che erano in attesa, soprattutto dalla Marsica.

E qui infatti che si registrano i problemi maggiori dovuti in particolare nelle ultime ore ai molteplici contagi registrati tra famiglie di origine rom.

A Sulmona, invece, è sotto stretta osservazione l’evoluzione della vicenda che riguarda la clinica San Raffaele, dove si sono verificate alcune positività.

Nonostante una situazione che al momento appare piuttosto sotto controllo, il management dell’azienda sanitaria locale è impegnato nelle attività di potenziamento reperimento di nuovi posti letto, come se l’emergenza dovesse ancora toccare il suo apice. In questo senso si è tenuta una nuova riunione nella quale è stato affrontato in particolare il tema del personale.

Oggi la vera emergenza, infatti, è quella di reperire figure qualificate che possano operare all’interno di reparti cruciali, al cospetto di pazienti critici. Figure che cominciano a scarseggiare e sulle quali sarà attivata una mirata opera di reperimento. Si comincia a vedere anche qualche certificato di malattia, come del resto già accaduto in altre Asl, anche regionali. Così come qualche precario abbandona anzitempo il posto.

Tutti segnali che hanno suggerito ai vertici Asl di operare una stretta.

Nel frattempo è in atto una riorganizzazione interna con la quale verranno comprese alcune attività e trasferite alcune figure professionali per contrastare la eventuale picco.

L’obiettivo è arrivare ad avere almeno 200 posti dedicati esclusivamente ai pazienti affetti da coronavirus: una quarantina nella struttura del G8, già riconvertita per i casi più gravi; altri 80 tra gli edifici L1 ed L5 dell’ospedale San Salvatore, attraverso la riorganizzazione di servizi interni; ulteriori 100 con i lavori di recupero del Delta medico, il famigerato padiglione 7 rimasto inutilizzato sin dal post terremoto 2009.

VERI’, A CASA IL 60 PER CENTO DEI PAZIENTI, POTENZIARE SERVIZIO SANITARIO A DOMICILIO

Una serie di interventi per supportare le misure di distanziamento sociale, favorendo i servizi a domicilio sia per i pazienti positivi al Covid 19 che si trovano in isolamento a casa, sia per tutti coloro che non possono uscire per le ordinanze di prevenzione sanitaria nazionali e regionali.

Sono i punti su cui si sta concentrando l’attenzione dell’assessorato regionale alla salute, che sta mettendo in campo diverse iniziative in collaborazione con Asl, associazioni e organizzazioni di categoria.

“Gli ultimi dati dei contagi in Abruzzo – spiega l’assessore Nicoletta Verì – mostrano come, fortunatamente, finora il numero dei pazienti non ospedalizzati sia pari a circa il 60 per cento del totale dei positivi. Questo significa che non c’è un’ulteriore pressione sui ricoveri ospedalieri e che molti pazienti sono in condizioni non critiche, ma d’altra parte ci impone di potenziare i servizi sul territorio”.

In quest’ottica, nei piani assunzionali d’emergenza delle Asl, c’è la possibilità di implementare gli organici dei Dipartimenti di prevenzione aziendali, quelli cioè che si occupano della sorveglianza sanitaria sui positivi in isolamento domiciliare o su coloro che si trovano in quarantena perché hanno avuto contatti con pazienti positivi.

“Figure – continua l’assessore – centrali nella gestione dell’emergenza, che da settimane sono impegnate nella ricostruzione dei contatti di quanti sono risultati contagiati dal virus. Le Asl hanno già provveduto a rafforzare le strutture con il personale già in servizio che poteva essere riallocato, ma oggi possono ulteriormente prevedere nuovi ingressi”.

Proprio su questo fronte, le Asl stanno concludendo l’organizzazione delle Usca, le unità speciali di continuità assistenziale (alcune sono già operative), che, introdotte con ordinanza del presidente Marco Marsilio, dovranno occuparsi della gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, alleggerendo così i carichi di lavoro dei medici di medicina generale, fin dall’inizio in prima linea nell’affrontare l’epidemia.

Di pari passo, dopo i provvedimenti sulla demateralizzazione delle ricette mediche (sia ordinarie, che per la Dpc ospedale-territorio), sono stati attuati accordi a livello locale per la distribuzione dei farmaci a domicilio dei pazienti, grazie all’appoggio delle organizzazioni di categoria dei farmacisti e alla disponibilità dell’organizzazioni di volontariato.

“Questo dramma che stiamo vivendo – conclude l’assessore – ha però portato alla luce la grande voglia di fare che c’è nella nostra regione, in cui ognuno sta cercando di fare il possibile per ridurre i disagi legati alla necessità di limitare al minimo gli spostamenti e i contatti sociali. Un patrimonio di solidarietà che come assessore mi riempie di orgoglio e che sono certa continueremo ad alimentare anche quando tutto tornerà alla normalità”.

115 CASI NELL’AQUILANO, 15 IN TERAPIA INTENSIVA, 8 MORTI DALL’INIZIO DELL’EMERGENZA

Sono 115 i casi positivi al Covid-19 presenti in provincia dell’Aquila, di cui 40 ricoverati non in terapia intensiva (2 ricoverati in altra Asl), 15 in terapia intensiva e 50 in isolamento domiciliare (di cui 1 in altra Asl).

Dall’inizio dell’emergenza, sono complessivamente 2 i guariti e 8 i deceduti (4 proveniente da altra Asl).

Lo rendono noto il direttore generale della Asl 1 Avezzano, Sulmona, L’Aquila, Roberto Testa, e il sindaco dell’Aquila e presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl, Pierluigi Biondi.

Dei positivi Covid-19 finora registrati 19 sono dell’Aquilano (4 ricoverati non in terapia intensiva, 1 terapia intensiva, 13 in isolamento domiciliare, di cui uno in altra Asl, e 1 guarito), 60 della Marsica (20 ricoverati non in terapia intensiva, di cui 1 in altra Asl, 2 in terapia intensiva, 34 in isolamento domiciliare, 1 guarito e 3 deceduti), 5 dell’area Peligna (4 ricoverati non in terapia intensiva e 1 in isolamento domiciliare), 8 dell’area Sangrina (4 ricoverati non in terapia intensiva, 1 ricoverato in terapia intensiva, 2 in isolamento domiciliare e 1 deceduto) e 23 di altra Asl (8ricoverati non in terapia intensiva, 11 in terapia intensiva e 4 deceduti).

In sorveglianza attiva ci sono complessivamente 566 persone, di cui 299 dell’Aquilano, 225 della Marsica e 42 dell’area Peligno-Sangrina.

In sorveglianza passiva ci sono complessivamente 190 persone, di cui 7 dell’Aquilano, 120 della Marsica e 63 dell’area Peligno-Sangrina.

La sorveglianza attiva in quarantena fiduciaria è disposta dalla Asl per chi ha avuto un contatto stretto con un caso confermato. Le autorità sanitarie controllano in modo periodico lo stato di salute dell’individuo con telefonate quotidiane.

La sorveglianza passiva è una forma di quarantena decisa autonomamente da chi ritiene di aver avuto contatti a rischio.

A CASTIGLIONE MESSE RAIMONDO MORTI PADRE E FIGLIO IN DUE GIORNI

Ancora un morto a Castiglione Messer Raimondo, paesino del Teramano considerato la “Vo’ d’Abruzzo”, dove si contano 56 casi di Coronavirus su poco più di duemila abitanti.

E’ la quinta vittima in due giorni e la tredicesima dall’inizio dell’emergenza.

Si tratta di un anziano che era ricoverato all’ospedale di Atri (Teramo), padre di un 51enne morto ieri. Castiglione è uno dei primi comuni inseriti nella zona rossa individuata dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per cercare di frenare la diffusione del virus.

Anche il sindaco, Vincenzo D’Ercole, è risultato positivo al Covid-19 ed è in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva della Asl.

A CASTIGLIONE AL VIA TAMPONI A TAPPETO 

E a Castiglione partono i tamponi a tappeto: riguarderanno, inizialmente, le persone con sintomi e tutti coloro che per lavoro sono esposti a rischio contagio.

“A seguito di un’importante interlocuzione con il direttore del dipartimento Prevenzione della Asl di Teramo, Ercole D’Annunzio, mercoledì primo aprile sui nostri territori comunali vi saranno due ambulanze che effettueranno tamponi per il virus Covid-19″ annuncia il sindaco, Vincenco D’Ercole dalla sua abitazione dove è in isolamento perché risultato positivo.

“Tali controlli, in questa prima fase – aggiunge – riguarderanno le persone che, individuate dai medici di base, hanno sintomi da coronavirus e sono a casa. Con una postazione fissa si estenderanno alle persone che per lavoro sono quotidianamente esposte al rischio contagio. Ad esempio: farmacisti, volontari, operatori di qualsiasi genere che per via dell’attività lavorativa sono a contatto con le persone”.

“Un piccolo passo avanti che ci consentirà, nei prossimi giorni, di avere un quadro più delineato dei contagiati, già infinitamente troppi per la nostra realtà. Per i comuni di Castiglione, Castilenti, Montefino nella giornata di mercoledì 1 aprile. Seguiranno informazioni organizzative e seguirà il resto della vallata” conclude D’Ercole.

TRE DECESSI IN POCHE ORE ALLA ASL DI TERAMO, 102 I POSITIVI

Tre decessi nella Asl di Teramo tra ieri sera e questa mattina: si tratta una donna di 58 anni, residente a Castellalto, ricoverata ad Atri; una donna di 62 anni, residente a Monte Giberto (FM), ricoverata a Teramo e un uomo di 88 anni, residente a Castiglione Messer Raimondo, ricoverato ad Atri.

A renderlo noto è la Asl di Teramo nell’ultimo bollettino.

 Sono 102 i pazienti positivi al Covid-19 ricoverati nella Asl: 23 all’ospedale di Teramo, di cui 5 in Rianimazione, e 79 all’ospedale di Atri, di cui 7 in Rianimazione.

I ricoverati residenti al di fuori della provincia di Teramo sono 18.

I pazienti positivi al Covid-19 in isolamento domiciliare con sorveglianza sanitaria attiva, sono 213.

Le persone (provenienti dal nord Italia o che hanno avuto contatti stretti con pazienti positivi al Covid-19) poste in isolamento domiciliare con sorveglianza sanitaria attiva, sono 529.