TORINO – Una coppia di ottantenni, da alcuni giorni ricoverata nel reparto di Medicina generale diretto dal dottor Luca Scaglione delle Molinette di Torino, è risultata positiva al Coronavirus. 

Erano arrivati in ospedale per quella che sembrava influenza, non dichiarando che era venuto a fare loro visita proprio in quei giorni il figlio, che lavora nella “zona rossa” di Lodi.

Lo si apprende da fonti sanitarie regionali. 

La Direzione aziendale dell’ospedale ha posto in essere i dovuti provvedimenti del caso. Sono state attivate tutte le procedure, compresa l’analisi del percorso dei pazienti dal loro arrivo in ospedale. 

La donna è già stata trasferita all’ospedale Amedeo di Savoia, come da procedura regionale, mentre il paziente, più critico, è ricoverato in rianimazione. 

Gli altri ricoverati, in termini precauzionali sono stati spostati in altri reparti dell’ospedale. 

Sono già in corso le analisi epidemiologiche per mettere in sicurezza operatori ed eventuali visitatori, che hanno avuto contatti con i due pazienti.

I due pazienti erano arrivati alle Molinette domenica passando dal pronto soccorso e ora si pone il  grosso problema di capire se si deve decidere di tracciare il percorso a partire dal dipartimento di emergenza. 

Un problema serio per l’intera regione, visto il ruolo delle Molinette nel sistema sanitario piemontese. 

Il primo effetto è la quarantena per il personale medico che opera nel reparto: sono coinvolti 25 infermieri e almeno sei medici. Oltre ai familiari. E poi ci sono gli altri pazienti del reparto: una trentina secondo le prime voci.

E oggi la giornata delle Molinette si è aperta nel caos cosi come si era chiusa ieri. Un ospedale da riorganizzare, il personale in fibrillazione, uno dei due padiglioni da chiudere e tutti i pazienti da spostare. 

Si devono trovare i letti, infermieri e medici che hanno avuto contatti con i due pazienti sono stati messi in quarantena.  

Il percorso della coppia è tutto da ricostruire ma la filiera è lunga.

Alle 12 la direzione ha convocato una riunione urgente con i sindacati, le misure saranno inevitabilmente drastiche.