L’AQUILA – Con i casi contagiati dal coronavirus arrivati a quota nove in Abruzzo, e con otto tamponi riferiti ad altrettanti casi sospetti, di cui sei a Pescara, è all’ospedale dell’Aquila che si sono vissuti momenti di preoccupazione, che nella serata di ieri si sono ridimensionati, per tre persone in osservazione alle quali sono stati effettuati i tamponi: due sono ricoverate al reparto di malattie infettive dell’ospedale del capoluogo di regione e una ad Avezzano.

Si tratta di tre pazienti, originari dell’Aquila, che hanno manifestato problemi respiratori dopo essere entrati a  contatto con le regioni del nord.

Ogni dubbio verrà fugato nella giornata di oggi con i risultati dei test.

Intanto, ieri sono continuate riunioni fiume in tutta la regione con la governance sanitaria che ancora non si è strutturata definitivamente rispetto a questa emergenza. 

Facendo un bilancio, l’ultimo caso positivo è quello di un 32enne di Lanciano di ritorno da Reggio Emilia, dove aveva partecipato a un corso di formazione.

Il giovane è stato ricoverato nel reparto di Malattie Infettive di Chieti: il primo test a cui è stato sottoposto aveva dato un esito ambiguo; il secondo, eseguito all’Istituto Spallanzani di Roma, ha sciolto i dubbi. Si aggiunge al docente di Vasto, trovato positivo insieme alla sorella; all’intera famiglia di Brugherio, ricoverata al “Mazzini” di Teramo dove che sono stati accertati tutti e quattro i contagi; allo speleologo di San Giovanni Teatino e alla dottoressa lombarda, tirocinante, che si trova ancora nel reparto di Malattie Infettive del San Salvatore, all’Aquila, dove era tornata per sostenere l’esame di abilitazione professionale dopo aver frequentato il suo fidanzato, anche lui medico, originario di Bergamo e anche lui positivo.

La giovane è in condizioni in continuo miglioramento tanto che dovrebbe uscire dall’ospedale nei prossimi giorni.

LANCIANESE CONTAGIATO, PUPILLO, “NON FACCIAMOCI PRENDERE DAL PANICO”

“Un nostro concittadino di 32 anni ricoverato a Chieti è risultato positivo al Covid 19 nel test di secondo livello eseguito all’Istituto Spallanzani di Roma: il primo test, effettuato nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, aveva dato esito dubbio”. 
Inizia così il post che il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, affida a Facebook.

“Il giovane – sottolinea il primo cittadino – ha la febbre e non è ricoverato in terapia intensiva, ma nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Chieti, in isolamento come prevedono i protocolli sanitari. Ha riferito di essere rientrato nei giorni scorsi da Reggio Emilia, dove aveva partecipato a un corso di formazione e di avere avvertito durante il viaggio sintomi influenzali che lo hanno indotto a rimanere da subito a casa, senza avere contatti esterni. Alla comparsa di problemi respiratori è andato all’ospedale di Chieti in auto, da solo, dopo aver contattato il proprio medico di famiglia: come tutti sappiamo l’ospedale di Lanciano non ha un reparto di malattie infettive. A Chieti è stato preso in carico secondo i protocolli di sicurezza e ricoverato”.

“Ricordo a tutti – aggiunge – che il protocollo in caso di sintomi di possibile contagio da coronavirus dispone di chiamare il proprio medico di famiglia e i numeri messi a disposizione da Asl Lanciano Vasto Chieti 800860146 o il 1500 nazionale. Inoltre come sapete nel nostro ospedale di Lanciano da lunedì è stata montata una struttura di pre-triage, proprio per l’accoglienza e il trattamento di pazienti con sospetto contagio”.

“Invito tutta la cittadinanza a rispettare le misure previste dal Dpcm del 4 marzo, che qui di seguito torno ad elencare affinché tutti ci sentiamo responsabili della propria e dell’altrui salute in questo momento in cui tutta l’Italia è impegnata a contenere e limitare il diffondersi del coronavirus”.

“Non facciamoci vincere dal panico, ma anzi seguiamo le indicazioni igienico-sanitarie e confidiamo nel nostro sistema sanitario nazionale: a questo proposito ringrazio i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario che stanno profondendo un impegno straordinario nei nostri ospedali, con grande senso civico e elevate competenze professionali”. 

IL PUNTO IN ABRUZZO

Sono 113 i test per il Covid 19 eseguiti dal laboratorio di riferimento regionale di Pescara dall’inizio dell’emergenza a oggi. Di questi 84 sono risultati negativi, mentre altri 16 sono attualmente in corso. Il numero dei pazienti risultati positivi al contagio è pari a 9, di cui 7 già confermati dal risultato delle controanalisi dell’Istituto Superiore di Sanità e dello Spallanzani. Sono tutti ricoverati non in terapia intensiva.

La differenza tra il numero totale e quello degli esiti è legato al fatto che alcuni test sono stati eseguiti più volte sullo stesso paziente. Complessivamente, infatti, i pazienti sottoposti a test nella nostra regione sono stati 106: 19 nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 12 nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 57 nella Asl di Pescara e 18 nella Asl di Teramo.

Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione. 

LIRIS: ”DA LUNEDI’ LAVORO FLESSIBILE PER DIPENDENTI REGIONE”

La Regione Abruzzo adotta misure straordinarie per contenere la diffusione del coronavirus e assicurare la continuità dei servizi, attraverso flessibilità e lavoro a distanza, per consentire le maggiori precauzioni possibili, preservare la salute di tutti e venire incontro alle esigenze delle famiglie in una situazione inedita come quella che si sta affrontando in questo periodo.

“Nella serata di ieri, 5 marzo, il Dipartimento Risorse umane della Giunta regionale, con circolare 67057/20, ha fornito precise indicazioni in merito alla procedura da seguire per il ricorso a modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa per i dipendenti dell’Ente, in attuazione a quanto indicato lo scorso 4 marzo dal Ministro per la Pubblica Amministrazione”, dichiara in una nota l’assessore al Personale, Guido Quintino Liris.

“Il carattere diffusivo dell’epidemia Covid-19 ed il rapido incremento dei casi di contagio, nonché la presenza di soggetti positivi al virus sul territorio regionale, impongono l’adozione di misure urgenti atte a consentire modalità di svolgimento della prestazione lavorativa in termini di flessibilità”, aggiunge. 

In particolare possono accedere alla modalità di lavoro agile, a far data da lunedì prossimo, 9 marzo, tutti i dipendenti della Giunta regionale appartenenti alle seguenti categorie sensibili, che faranno apposita istanza:

portatori di patologie che li rendono maggiormente esposti al contagio (come attestato da certificato medico);

coloro che si avvalgono di servizi pubblici di trasporto per raggiungere la sede lavorativa;

ed i dipendenti sui quali grava la cura dei figli a seguito della contrazione dei servizi dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia (come risultante dall’autodichiarazione del dipendente che indicherà che l’altro genitore non usufruisce già di istituti finalizzati all’assistenza dei figli)”.

Per i dipendenti che non rientrano, invece, nelle suddette casistiche, il lavoro agile è concesso per un massimo di tre giorni settimanali per le attività già oggetto di ricognizione e dichiarate compatibili. 

In tal caso, “è necessario acquisire il parere positivo del Dirigente che avrà cura anche di programmare le giornate di prestazione in modalità flessibile, in modo da garantire un’alternanza di presenza dei dipendenti negli appositi uffici”.

Il lavoratore autocertificherà l’orario di servizio, tramite la compilazione di un report di attività giornaliera, in cui siano evidenziati l’ora di inizio e di cessazione del lavoro, inviandolo telematicamente al dirigente responsabile. Tutti coloro che abbiano necessità di usufruire della misura straordinaria, dovranno presentare richiesta al proprio dirigente, mentre è già attiva sul sito della Regione la piattaforma per poter lavorare in modalità ‘smart working’. 

“È in queste ore in fase di studio – spiega Liris – l’ipotesi di estensione dello smart working a tutti i dipendenti di ogni grado e livello della Regione Abruzzo con figli a carico in età scolastica fino a 14 anni, nell’ottica della massima attenzione alle famiglie in difficoltà perché obbligate ad organizzarsi a causa della chiusura delle scuole”.

Sono state adottate, inoltre, ed altre sono in corso di adozione, misure di prevenzione a tutela della salute dei dipendenti. In particolare: 

pulizia straordinaria e disinfezione delle superfici ed ambienti (scrivanie, sedie, schermi, tavoli, tastiere, pulsantiere, telefoni, porte, muri, finestre, maniglie, telecomandi, interruttori ecc.);

installazione di dispensatori di soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani in tutti gli uffici regionali;
pulizia e disinfezione straordinaria dei filtri degli impianti di aerazione;

sospensione fino alla data del 03.04.2020 di congressi, riunioni e meeting, ove è incaricato personale per lo svolgimento di servizi di pubblica utilità, nonché eventi sociali ove non si può rispettare la distanza interpersonale di un metro, organizzati dall’amministrazione regionale;

sospensione dell’accesso al pubblico alle biblioteche regionali, fino alla data del 03.04.2020;

disposizione ai Dipartimenti regionali di esporre al pubblico le informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie;

obbligo di comunicazione per chiunque acceda agli uffici regionali di aver soggiornato o avuto contatti con persone provenienti dalle aree a rischio epidemiologico;

applicazione di linee distanziali per il rispetto della distanza tra persone che usufruiscono di un servizio pubblico di almeno 1 metro;

adozione di misure organizzativa per scaglionare l’afflusso di pubblico e limitare la presenza all’interno delle sale di aspetto ad un massimo di n. 5 persone;

obbligo di distanza minima tra interlocutore esterno e addetto al pubblico servizio non inferiore a 2 metri;

programmazione per installazione di barriere protettive antinfortunio all’interno dei locali dei Centri per l’Impiego;

pubblicazione sull’area intranet di documentazione normativa ed informativa.

15 POSTI LETTO NEL ”G8”, ASL L’AQUILA SI ATTIVA PER APRIRE STRUTTURA ENTRO UNA SETTIMANA

Creare un piccolo ospedale con una quindicina di posti letto da riservare a malati risultati positivi al Coronavirus nel cosiddetto G8, la struttura ospedaliera limitrofa al San Salvatore dell’Aquila, realizzata in occasione dell’evento mondiale che si è svolto all’Aquila nel luglio del 2009, successivamente al terremoto del 6 aprile 2009: tecnici ed operatori, su mandato del direttore generale della Asl provinciale, Roberto Testa, stanno lavorando nella struttura con l’obiettivo di aprire nel giro di una settimana. 

Secondo quanto si è appreso, alcuni dei posti letto saranno provvisti di respiratori. 

Il G8 integrerebbe l’azione del reparto Malattie infettive, diretto dal dottor Alessandro Grimaldi, nel quale sono disponibili dieci posti con stanze a pressione negativa: in un’ala vengono ricoverati i casi sospetti o conclamati, nell’altra prosegue l’attività ordinaria, naturalmente, vengono due percorsi assolutamente separati. 

Inoltre, è stata allestita da poco una stanza con i macchinari per assistere i pazienti con grave insuffcienza respiratoria e per la diagnostica ecografica della polmonite.

Nella struttura sono previsti percorsi ad hoc per far arrivare i casi sospetti in assoluta sicurezza per gli stessi pazienti ed operatori. 

Nei giorni scorsi sull’utilizzo della struttura erano sorte polemiche in seguito alla ipotesi di alloggiare nella struttura persone in quarantena. 

Intanto, non è ancora stata attivata la tenda per il pre triage montata al di fuori del San Salvatore dell’Aquila. 

Nella Asl dell’Aquila non sono arrivati un sufficiente numero di materiali e dispositivi di prevenzione, come mascherine, tute, guanti e occhiali. 

IL PUNTO IN ITALIA

Sono 3.296 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 590 persone in più rispetto a ieri e 148 i morti, 41 in più. I guariti sono 414, 138 in più rispetto a ieri.

Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. 

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 1.777 i malati in Lombardia, 658 in Emilia Romagna, 380 in Veneto, 106 in Piemonte, 120 nelle Marche, 45 in Campania, 21 in Liguria, 60 in Toscana, 41 nel Lazio, 21 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 12 in Puglia, 8 in Abruzzo, 7 in Trentino, 7 in Molise, 9 in Umbria, 1 in provincia di Bolzano, 2 in Calabria, 2 in Sardegna, uno in Basilicata, e 2 Valle d’Aosta. 

Le vittime sono 98 in Lombardia (25 in più di ieri), 30 in Emilia Romagna (+8), 10 in Veneto (+4), 4 nelle Marche, 3 in Liguria (+2) e uno in Puglia. 

Complessivamente sono finora 3.858 i contagiati totali dal coronavirus, comprese le vittime e le persone guarite. 

Quanto ai tamponi, ne sono stati eseguiti 32.362, dei quali oltre oltre 27mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

“Non ci sono criticità nei nostri ospedali, compresi quelli della Lombardia che sono oberati di lavoro”, ha detto il commissario Borrelli ribadendo che è già in atto “il piano di potenziamento delle terapie intensive e sub intensive”.

CONTE, STANZIATI 7,5 MILIARDI PER FAMIGLIE E IMPRESE

“Abbiamo stanziato 7,5 miliardi a sostegno delle famiglie e delle imprese che stanno affrontando quest’emergenza”.

Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Sono misure straordinarie e urgenti”, aggiunge.

Si tratta di “risorse significative e ci consentono di fare fronte alle esigenze immediate” dell’emergenza. 

Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa al termine del Cdm, ricordando che il nuovo decreto “non esaurisce gli interventi necessari: il governo è al lavoro per accelerare lo sblocco degli investimenti e il sostegno alla crescita”.

UN MILIARDO PER LA SANITA’

Circa un miliardo per l’assunzione di nuovi medici e infermieri e per aumentare le dotazioni di attrezzature adeguate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Secondo quanto apprende l’Ansa a tanto ammonterebbero le risorse aggiuntive che il governo punta a destinare al Servizio sanitario nazionale con il nuovo decreto per contrastare gli effetti dell’epidemia.

SERVE IL CERTIFICATO MEDICO PER RIENTRARE A SCUOLA

Fino al prossimo 3 aprile, per le assenze per malattia superiori a 5 giorni, serve il certificato medico per poter rientrare a scuola. 

La disposizione è valida per tutti, alunni e personale scolastico.

L’obbligo è stato ripristinato per tutti, su tutto il territorio nazionale, in deroga a qualsiasi altra disposizione. 

Lo prevede il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri varato ieri. 

SI VALUTA PROROGA STOP SCUOLE

Dopo aver deciso solo 24 ore fa la chiusura delle scuole fino al 15 marzo si sta valutando la possibilità di prorogare ulteriormente la sospensione. 

“E’ stata fatta una scelta di sospendere fino al 15 marzo – ha spiegato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli – con la possibilità di riconsiderare e rimodulare la scelta in base a quello che sarà lo scenario epidemiologico che verificheremo giorno per giorno”.

E quindi “potrebbe configurarsi l’eventualità” di un allungamento dei tempi. Lo stesso Locatelli, assieme al presidente dell’Iss Brusaferro, è poi tornato sul parere del Comitato tecnico scientifico, che esprimeva dei dubbi in merito alla scelta. Ma non per la misura in sé, che è “coerente” ed è “un sacrifico che serve e che va fatto”, con l’obiettivo “di ridurre la probabilità che il virus circoli tra le persone”. 

Quanto per “l’incertezza” dell’efficacia del provvedimento, sia perché ha una durata troppo breve sia perché non è possibile dal punto di vista scientifico dire se produrrà davvero effetti positivi in termini di contenimento del virus. 

Anche il premier Conte ha confermato che quella di prolungare lo stop è una possibilità, anche se non è questo il momento di parlarne. 

“Vedremo con l’avvicinarsi della scadenza, in questo momento non lo so neanche io, dobbiamo ragionare sempre nel segno dell’adeguatezza e della proporzionalità” dice. 

Le priorità in questo momento sono altre: il decreto con le misure economiche innanzitutto ma anche quelle a favore delle famiglie che devono far fronte alla sospensione dell’attività scolastica, con l’ipotesi dei voucher per le baby sitter e di un congedo straordinario per uno dei genitori. 

TRIBUNALI

E c’è poi il problema dei tribunali, con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che sta valutando la sospensione delle udienze non urgenti in tutte le zone del Paese in cui si manifestano esigenze sanitarie. 

L’altra grande incognita è rappresentata dal sistema sanitario, che per ora tiene. 

RINVIATO REFERENDUM TAGLIO PARLAMENTARI

Via libera del consiglio dei ministri al rinvio del referendum sul taglio dei parlamentari, previsto il 29 marzo, che si dovrà tenere tra il 10 e il 31 maggio.

Le scadenze sono imposte dalla legge del 1970 che regola i referendum Dopo il via libera della Cassazione alla legittimità della richiesta del referendum, la legge prevede che il governo abbia 60 giorni di tempo per convocare il Consiglio dei ministri che a sua volta debba fissare la data della Consultazione popolare.

Essendo stato dato il via libera dalla Cassazione il 23 gennaio scorso, ne consegue che il decisivo Consiglio dei ministri deve essere convocato entro e non oltre il 23 marzo.

La legge stabilisce quindi che l’esecutivo possa fissare la data del referendum in un giorno tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno successivo.

Quindi la forbice è teoricamente molto ampia, visto che il Consiglio dei ministri decisivo potrebbe essere già domani come tra 14 giorni, e che in esso si potrebbe puntare ad una campagna più corta (50 giorni) o più lunga (70).

Le domeniche in gioco sono le quattro tra il 10 e il 31 maggio; ma il 17 sono fissate le elezioni regionali amministrative e il 31 i ballottaggi, e quindi se si puntasse a un election day sarebbero le date più probabili.

Se invece il coronavirus non mollasse la presa costringendo a rinviare anche le regionali a settembre, si dovrebbe ricorrere a un decreto per derogare la legge del 1970.