L’AQUILA – Si apre un nuovo, preoccupante, squarcio per la maggioranza di centrodestra in Regione. Al termine del vertice di oggi, infatti, la Lega ha espresso la netta contrarietà alla designazione dell’ex consigliere ed assessore regionale di Forza Italia Paolo Gatti come componente regionale della sezione di controllo della Corte dei Conti e alla surroga del sottosegretario alla presidenza della regione, il forzista Umberto D’Annuntiis, per far entrare in Consiglio, l’ex sindaco di Atri, Gabriele Astolfi.
Per domani nella seduta del Consiglio regionale che avrebbe dovuto sancire l’intesa con Fdi e Fi è molto probabile una spaccatura profonda che potrebbe anche rappresentare solo l’inizio di una nuova fase di crisi della maggioranza. Solo un piccolo assaggio è stata la replica alla Lega di oggi pomeriggio da parte capogruppo di Forza Italia Daniele D’Amario, che difende i due provvedimenti, respingendo al mittente le lezioni di etica della Lega”. Ma a tal proposito va ricordato che anche parte di Forza Italia, quella che fa riferimento al coordinatore regionale e senatore Nazario Pagano, è contrario alla desingazione di Gatti.
Il botto dunque domani potrebbe essere fragoroso: infatti, l’incarico a Gatti da un milione di euro lordi in cinque anni e l’equiparazione del ruolo di sottosegretario all’assessore sono questioni care al governatore Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che avrebbe nelle passate settimane addirittura minacciato le dimissioni e quindi di mandare tutti a casa.
Il Carroccio, dunque, ha detto no e lo ha fatto in maniera roboante, senza alcuna possibilità di trattativa o dietrofront. Il che complica di molto le cose, per il centrodestra regionale, anche in prospettiva. A sancire il “niet” del partito è stato il suo coordinatore, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, che ha diffuso una nota al vetriolo dopo il vertice: “La Lega non è disponibile a votare le nomine e la surroga previste all’ordine del giorno del consiglio regionale di domani perché non le condivide”.
“La Lega, in maniera unanime – ha aggiunto D’Eramo – esprime la sua netta contrarietà alle ipotesi emerse nelle ultime ore su nomine e possibili modifiche statutarie. Il partito non è disponibile neanche a discutere su simili circostanze, avendo concentrato in questa fase tutti gli sforzi dei propri assessori e dei propri consiglieri al sostegno dell’azione che sta portando avanti, con profitto, l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, per la gestione della delicata emergenza coronavirus. I cittadini e l’apparato produttivo si attendono risposte su problemi che riguardano la loro vita quotidiana e non certo su dinamiche di palazzo che sono fuori luogo e intempestive. Presenteremo nei prossimi giorni diverse proposte a sostegno della crisi economica ed occupazionale aggravata dalla questione del Coronavirus”.
D’altra parte, il Carroccio, fin dal principio con la designazione da parte del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, fatta tra le polemiche e con una condivisione molto parziale, in sostanza solo con l’accordo di Marsilio e pochi altri, aveva osteggiato l’ipotesi Gatti: a tal punto da sostenere la contrarietà delle opposizioni nel momento in cui né Fratelli d’Italia e né Forza Italia si erano detti favorevoli alla candidatura dell’ex parlamentare del Pdl e di Forza Italia, ora salviniano, Fabrizio Di Stefano, a sindaco di Chieti.
Una contrarietà che aveva spinto il presidente dell’assise Sospiri a revocare l’atto con cui, su delega della conferenza dei capigruppo, Gatti prima del varo definitivo da parte del presidente della Repubblica. Una decisione che ha portato il Consiglio ad essere padrone della decisione. Il braccio di ferro si annuncia serrano: infatti, Marsilio vorrebbe portare Gatti dentro Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia vuole una casella in più in consiglio, equiparando D’Annuntiis a un assessore (quindi con compenso e staff ad hoc).
La Lega, all’angolo, ha reagito rabbiosamente. Domani la prova dell’aula, che si annuncia al calor bianco.
Anche l’azzurro D’amario, non le ha mandate a dire: “È con stupore che Forza Italia assiste a rilievi – ribatte a muso duro a D’Eramo nella nota – , distinguo e riserve in seconda battuta, da parte della Lega, su un ordine del giorno del Consiglio regionale che è stato votato da tutta la maggioranza nella riunione dei capigruppo, senza che nessuno avesse da eccepire nella forma e nel merito”.
“Ricordiamo che la surroga – entra nel merito D’Amario – non è né un capriccio né un privilegio né una procedura di suddivisione e ripartizione degli incarichi, ma un meccanismo a garanzia della funzionalità del Consiglio in tutta la sua sfera di azione, senza vuoti e senza ingranaggi mancanti. Fare leva sulla casistica abruzzese del coronavirus sa tanto di ricerca di facili consensi e di elusione di un passaggio per ricalibrare la macchina amministrativa”.






