CHIETI – La città di Chieti si interroga sul progetto del raddoppio del complesso commerciale Megalò e lo fa con una tavola rotonda convocata per giovedì prossimo, 19 aprile, alle 17.30 presso la sala consiliare della Provincia di Chieti.

L’iniziativa è stata promossa dal “Tavolo di concertazione per la tutela del centro storico dell’antica Chieti e per il suo rilancio di sviluppo socio-economico”.

Il cosiddetto “Megalò 2” pone più si una perplessità in città. Nell’ottica dello sviluppo del centro storico, il flusso cospicuo di investimenti verso la vallata non viene certo accolto bene.

L’ok della Commissione regionale di Valutazione d’impatto ambientale (Via) alla realizzazione della fase 2 del progetto che ha portato alla realizzazione del centro commerciale, è sembrato a molti piuttosto affrettato, dato senza, per esempio, attendere la riforma dell’organismo regionale.

Senza contare il fatto che l’ampliamento è previsto a pochi metri dalla sponda destra del fiume Pescara. Sull’argomento si sono già pronunciati partiti come Rifondazione comunista ed associazioni di categoria, come il Consorzio Chieti C’Entro, presieduto da Gianfranco Cesarone.

A nome del Tavolo di concertazione si è espresso l’architetto Alfonso Settimi che così ha sottolineato che l’incontro di giovedì non vuole “alimentare la crisi di sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, non è un’occasione per cercare di far lucrare qualche organizzazione politica; si tratta di salvare, in un centro antico sempre più fantasma, il salvabile delle attività e degli storici immobili su cui abbiamo investito, individuando nuove soluzioni, ma anche recuperando buone progettualità fatte per una competitività del nostro territorio ma disattese”.

“Si tratta di verificare – continua Settimi – se siamo in grado di fronteggiare il sistema delle lobby economico-finanziarie, che ha generato la grecizzazione della vallata senza voler aprire una caccia alle streghe, ma analizzando i documenti, gli accordi di programma, per attivare azioni di rivalsa collettive, se non altro per far pagare l’Imu e le altre tasse derivanti dalla rivalutazione degli immobili e del maggior costo della nostra amministrazione a veri colpevoli secondo le regole dell’attuale contesto legislativo. questo è il nostro obbiettivo”.
 
A nome di Confcommercio Chieti è intervenuto anche il presidente Angelo Allegrino, secondo cui il progetto, a suo dire, è destinato a  provocare un “disastro” che sarà la morte per i piccoli commercianti.

Anche dal punto di vista occupazionale per Allegrino l’operazione è in perdita: “Su 100 posti prodotti se ne perderanno 1000. Megalò 2 getterà sul lastrico intere famiglie”.