PESCARA – L’assessore regionale al Personale, Federica Carpineta, ha scritto una lettera al direttore delle Risorse umane della Giunta regionale sulla questione dei dipendenti regionali.
“Anche se non sono stata direttamente sollecitata – ha detto – avverto quel che è nell’animo dei dipendenti regionali: un sentimento giustificato di vivissima attenzione che i singoli dipendenti pongono nel valutare quel che accade, un sentimento ingiustificato quando esso viene invece loro instillato con una demagogia disinformata e faziosa”.
LA LETTERA AL DIRETTORE
Caro direttore, voglio invitarLa a rassicurare tutto il personale della Giunta regionale che sento preoccupato per quelle che oggi appaiono le incertezze sul fondo della produttività.
Lei sa benissimo, e questo deve essere da Lei autorevolmente confermato, che già da molto tempo l’impegno del mio assessorato è rivolto con decisione, ma sempre nel rispetto della legge, a verificare ogni possibilità per ottenere un possibile e auspicato aumento del fondo.
Abbiamo intrapreso concretamente questo cammino con l’Aran, quindi con la Funzione Pubblica e, da lì, passeremo a verificare queste possibilità da noi richieste anche al Ministero dell’Economia e a qualunque altra istanza governativa.
Non vogliamo affatto pregiudicare le giuste e fondate aspettative dei dipendenti regionali. E ci stiamo adoperando per questo. Ma la nostra azione deve essere e sarà tutta nel rispetto assoluto della legge.
Nel frattempo La invito a far si che le strutture si attivino celermente per utilizzare le somme disponibili, facendo un riparto su base quadrimestrale o semestrale per la prima parte del corrente anno. Ma, nel far questo, la invito a dare disposizioni e poi a vigilare rigorosamente sul principio che sorregge la funzione cui questo fondo è destinata: quella incentivante e non meramente distributiva. Quindi , nel rassicurare su quel che si sta facendo e nell’attivare le strutture a utilizzare quel che già può essere speso, va anche evidenziato senza equivoci che non sarà tutto a tutti.
Vanno incentivate con queste risorse le capacità e i meriti. Altrimenti, con il vecchio e irripetibile tutto a tutti, si mortificherebbe gravemente la giusta aspettativa dei dipendenti che non tollerano più, quando hanno dato di più di altri, di essere invece premiati o incentivati come gli altri, quindi di non essere premiati ma mortificati e presi in giro.






