CHIETI – Allarme dell’Unione sindacale di base sul futuro dei dipendenti comunali. Mentre ancora infuria la polemica politica tra vice sindaco e la sua stessa maggioranza, parte dei dipendenti del Comune rischia il licenziamento o il mancato rinnovo dei contratti di lavoro. 

“La mancata certificazione del patto di stabilità da parte dei revisori dei conti è solo la goccia che drammaticamente fa debordare il vaso – dice Silvio Di Primio della Usb Chieti – ma tutti tacciono sul fatto che, anche senza questa tegola, il Comune non avrebbe potuto rinnovare i contratti a tutti i tempo determinato ma solo a pochissimi”.

Questo è il risultato della norma ammazza-precari – spiega il sindacalista – introdotta lo scorso anno che obbliga le amministrazioni pubbliche a spendere, per i precari, il 50 per cento di quanto speso nel 2009”.

Ma Di Primio attacca anche l’operato dell’amministrazione comunale che accusa di mancanza di programmazione: “È mancata completamente qualsiasi azione di programmazione da parte di questa amministrazione comunale che, anzi, ha aumentato ancora di più il numero dei precari facendo come le famose scimmiette: non vedo, non sento, non parlo fin tanto che il problema non scoppia”.

“Ora – continua Di Primio – tutti si stracciano le vesti, sono solidali a chiacchiere con i lavoratori che perdono il posto, si rimpallano le responsabilità, si fanno dispetti per acquisire consensi clientelari, ma non ci voleva molto, a tempo debito, ad iniziare un percorso di stabilizzazione di questi lavoratori che sono indispensabili al Comune e reggono, quasi da soli, importanti uffici comunali“.

“Qualche minima possibilità di non perdere queste professionalità e nello stesso tempo di salvare questi lavoratori dalla disoccupazione c’è ancora – conclude il sindacalista – basta smetterla di fare sterile propaganda e dimostrare di essere capaci di fare almeno qualcosa“.