L’AQUILA – Costerà 250 mila euro la battaglia elettorale dell’Aquila.
È questa la previsione di spesa delle 22 liste in campo, impegnate nella sfida per la fascia tricolore del capoluogo e per i 32 posti del prossimo Consiglio comunale.
I conti sono stati depositati alla segreteria del Comune insieme al programma elettorale delle otto persone che si contenderanno la prestigiosa, ma scomoda, poltrona di primo cittadino dell’Aquila per quello che si preannuncia come il quinquennio più importante della storia della città.
I più “economi” saranno i candidati di Domani L’Aquila, la lista civica che ha indicato come aspirante sindaco il professore universitario Pierluigi Properzi, sostenuto anche dal Pdl: 1.500 euro è la cifra che i presentatori della lista immaginano di investire nella corsa al voto appena cominciata.
A ruota c’è il Movimento 5 stelle di Enza Blundo, i “grillini” hanno stimato costi per 2.900 euro.
Costerà circa 19 mila euro, invece, la campagna elettorale del candidato di Appello per L’Aquila, Ettore Di Cesare, equamente ripartita tra le due liste che lo affiancano, In comune e Cambia musica.
Poco meno del preventivo consegnato da Vincenzo Vittorini e dalla sua L’Aquila che vogliamo, che si attesta su 19.500 euro.
Angelo Mancini, capogruppo uscente dell’Italia dei valori, ha preventivato di impegnare 40 mila euro, di cui la metà di tasca propria, e il resto in parti uguali tra la lista dipietrista e quella civica L’Aquila oggi.
Smentisce la fama di partito “spendaccione” il Pdl, partito un tempo abituato ai fasti berlusconiani delle campagne eclatanti e sfarzose, che si ferma a 15 mila euro.
Il big della tornata amministrativa è il centrosinistra che corre per il sindaco uscente, Massimo Cialente, con una previsione di oltre 88 mila euro: la parte del leone la fanno Api, 25.200, e il Pd, 24.700. Seguono i Socialisti riformisti (13.400 euro), i Cattolici democratici (10.600), Sel (7.700) e la Federazione della sinistra (6.500).
Sul secondo gradino del podio si piazzano le sette liste del cartello L’Aquila città aperta che “portano”, come si diceva un tempo, il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis: Udc (12 mila euro), Mpa e Udeur (10 mila a testa), Verdi-L’Aquila città unita (7 mila), Tutti per L’Aquila (6 mila), I castelli con L’Aquila (5.500) e Prospettiva 2022 (3.500), per un totale complessivo di 54 mila euro.
I finiani di Fli, sponsor del capogruppo uscente, Enrico Verini, fanno cifra tonda: tra manifesti, appuntamenti radio e tv e spese varie si fermano a 10 mila euro. (pi.bi.)





