L’AQUILA – È il pessimismo a caratterizzare l’atteggiamento degli imprenditori abruzzesi rispetto alle prospettive per il 2012, dovuto alla preoccupazione per l’evoluzione negativa del quadro economico complessivo e alla delusione per una ricostruzione post terremoto che, contrariamente alle aspettative, non è riuscita a rilanciare il settore dell’edilizia.
Una fotografia a tinte scure è quella scattata dal Cresa (Centro studi e ricerche economico sociali della Camera di commercio) nel rapporto sulla congiuntura industriale manifatturiera nel quarto trimestre del 2011, illustrato questa mattina presso il palazzo dell’Emiciclo dal direttore del Cresa, Francesco Prosperococco, e dal presidente del Cresa e della Camera di Commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli.
I risultati dell’indagine, condotta su 399 imprese manifatturiere con almeno 10 addetti operanti nella regione, mostrano che continua la fase di flessione attraversata dal sistema manifatturiero regionale, considerando che la quasi totalità degli indicatori congiunturali rimane di segno negativo.
Nel periodo ottobre-dicembre, infatti, si assiste a un calo della produzione (-1,2 per cento) del fatturato (-0,7 per cento) e della capacità competitiva a livello internazionale, in crisi sia relativamente alle vendite (fatturato estero -5,2 per cento) sia alle commesse (ordini esteri -4,1 per cento).
Davvero nere sono le previsioni per i prossimi sei mesi, negative per tutti gli indicatori considerati (produzione: -23,6 per cento; fatturato: -22,8;) e generalmente peggiori di quelle rilevate nel trimestre precedente.
Il dato più allarmante è quello dell’occupazione, che registra un calo dell’1,9 per cento sia rispetto ai trimestri precedenti che a quello relativo al 2010. Non andrà meglio nel prossimo anno, quando si prevederà una flessione del 19,3 per cento.
Nell’incontro è emerso che di vitale importanza, per far riacquisire fiducia agli imprenditori, è il rapporto con le banche. “Proprio su questo tema– ha spiegato il presidente Santilli – domani mattina, come Camera di Commercio, incontreremo gli istituti di credito provinciali”.
SETTORE EDILE: CRISI, NONOSTANTE RICOSTRUZIONE
Preoccupazione emerge anche dalla lettura dei dati relativi all’indagine congiunturale sul settore delle costruzioni, condotta su un campione di 138 imprese con sede nella regione. Nonostante il processo di ricostruzione post terremoto in atto, il settore non ha visto il rilancio auspicato.
“Se molti si aspettavano che, date le condizioni della cita, una ripresa almeno nel settore edile sia sul piano locale che regionale– ha detto Santilli – ciò non è avvenuto. Ci aspettavamo che il ciclo di discesa del settore, viste le condizioni, si sarebbe interrotto”.
Nonostante una certa ripresa rispetto allo stesso periodo del 2010 (produzione: +5,8 per cento; fatturato: +7,7; commesse: +5,4), il settore non è riuscito a recuperare il calo annuale (produzione: -4,8 per cento; fatturato: -0,6; commesse: -3,4).
Sul fronte dell’occupazione straniera, legata soprattutto alla necessità della ricostruzione nelle aree colpite dal sisma, è in calo sia rispetto al semestre precedente (-14,5 per cento) sia allo stesso periodo dello scorso anno (-15,2).
BENE EXPORT, MA SOLO PER GRANDI IMPRESE
Quello che continua a reggere l’economia regionale è l’export, che nonostante un sensibile calo congiunturale (-5,2 per cento) risulta in aumento su base annua con un +4,8 per cento.
Un dato, però da “prendere con le pinze”, come ha sottolineato il direttore Prosperococco: “si tratta di un dato drogato perché è relativo solo alle grandi imprese, come sottolineati più volte nelle indagini del Cresa”.
L’indebolimento della ripresa caratterizza quindi soprattutto i compartimenti che caratterizzati da un più basso grado di internazionalizzazione, che sono cioè più dipendenti dalla domanda interna. Mostrano quindi una maggiore capacità di reazione settori come l’elettronica e chimico-farmaceutica, mentre registrano decrementi diffusi sia su base trimestrale che annua legno e mobili, metalmeccanico e lavorazioni di minerali non metalliferi.
TERRITORIO
La provincia di Chieti registra un buon andamento della produzione e del fatturato. All’Aquila e Pescara gli indicatori sono generalmente negativi tranne quelli annuali del fatturato estero, della produzione aquilana e del fatturato pescarese.
A Teramo aumentano il fatturato su base trimestrale e il fatturato estero su entrambi gli orizzonti temporali. L’occupazione fa registrare ovunque andamenti negativi; fa eccezione il risultato annuale a Teramo.






