L’AQUILA – Si scatena la campagna elettorale per le elezioni amministrative di maggio nel Comune dell’Aquila, quelle che gli analisti hanno definito essere comprensibilmente le più importanti della storia del capoluogo.

La spaccatura nel Pdl è ufficiale. Con una nota la dirigente regionale del partito, Carla Mannetti, presidente del circolo Progetto L’Aquila, ha annunciato il sostegno al progetto politico lanciato dal vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, “L’Aquila città aperta” in vista delle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 maggio.

“Crediamo che in questo momento sia necessario abbondanare le logiche partitiche e lavorare su un progetto che abbia un unico protagonista:la cominità aquilana” scrive la Mannetti, dirigente del settore trasporti della Regione.

Che tra la rossa pasionaria del Pdl e i suoi fedelissimi “malpancisti” e i vertici del aquilani del partito azzurro, che domani celebrerà il primo congresso della sua storia, non corresse buon sangue non è un mistero, così come è cosa nota la stima nei confronti del leader dell’Mpa che sta allargando la cerchia dei propri sostenitori.

In questo senso vanno spiegati i colloqui con il gruppo che fa riferimento al rettore uscente dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, in quota Italia dei valori ma amico di De Matteis.

È di ieri anche il sostegno dell’Udc regionale a Gdm, non ufficiale (manca l’ok di Roma) ma poco ci manca, che si aggiunge all’appoggio già garantito dalla lista ciciva L’Aquila città unita, lista civica di cui fu il deus ex machina nel 2007 lanciando la candidatura di Angelo De Nicola, a quello dell’Udeur, e quello dell’avvocato aquilano Vincenzo Calderoni, per alcuni giorni candidato alle primarie di centrosinistra prima di un’esclusione legata al suo ruolo di difensore civico del Comune capoluogo.

In una nota, intanto, il segretario provinciale uscente del Pdl, Gianfranco Giuliante, demolisce a colpi di maglio il progetto politico di De Matteis, che, a suo dire, “replica la disfatta del 2007”. Giuliante ribadisce la separazione dei percorsi e il metodo delle primarie, domani si deciderà se si terranno l’11 o il 18 marzo. Inoltre, minaccia provvedimenti contro i malpancisti come la Mannett: “eccezioni di cui il Pdl dovrà occuparsi dopo il congresso”.

Intanto, l’ultimo sondaggio commissionato dal Pd e anticipato da AbruzzoWeb dà Massimo Cialente al 35 per cento (a quanto pare per i democrat Vittorio Festuccia è già out), mentre la somma dei voti di Giorgio De Matteis e Pierluigi Properzi porterebbe il centrodestra al 33 per cento.

Chi vorrebbe giocare un ruolo tutto suo è Enrico Verini, finiano, pronto a lanciare un “mini” Terzo polo con Futuro e libertà e i malpancisti dei partiti di centro non convinti delle scelte dei vertici.

E alla vigilia del congresso Pdl viene fuori una posizione completamente discorde da quella di Giuliante: è Luca Ricciuti, consigliere regionale, che accusa il coordinatore di “giocare a perdere” non volendo piegarsi ad appoggiare De Matteis.

Giuliante che dalla sua replica: “Ricciuti ha fatto una cena per spingere sulle primarie, De Matteis è alternativo al Pdl è chi è con lui si chiama fuori”.

MANNETTI: “ADERIAMO A L’AQUILA CITTA’ APERTA”

“Giorgio De Matteis ha presentato un progetto di spessore finalizzato esclusivamente all’interesse della città ‘L’Aquila Città aperta’ quindi aperto a tutti coloro che hanno  a cuore il futuro di L’Aquila e degli aquilani” scrive Carla Mannetti che aggiunge: “Crediamo che in questo momento sia necessario abbondanare le logiche partitiche e lavorare su un progetto che abbia un unico protagonista:la cominità aquilana”.

“Ci siamo dichiarati contrari alle primarie non come metodo ma perchè riteniamo che la candidatura di Giorgio De Matteis sia espressione di un mondo e di un percorso che condividiamo; nel contempo rispettiamo le scelte di coloro che hanno deciso di intraprendere una strada diversa”.

“Noi vogliamo lavorare per la vera rinascita e ricostruzione di  L’Aquila, con la consapevolezza di fare il possibile per dare un futuro agli aquilani”.

L’UDC APRE A DE MATTEIS CHE PARLA ANCHE CON DI ORIO

“Ampia convergenza su alcuni punti programmatici e comune convinzione nell’intento di costruire un’area moderata di governo della città al di fuori del Pd e del Pdl”.

Non è un annuncio ufficiale ma poco ci manca: l’Udc abruzzese sta flirtando alla luce del sole con il progetto “L’Aquila città aperta” dell’aspirante sindaco dell’Aquila Giorgio De Matteis.

Questo l’esito di un incontro che c’è stato oggi nella sede aquilana tra lo stesso candidato e i vertici del partito, Armando Dionisi, commissario regionale, e Morena Pasqualone, segretario provinciale, presente anche una delegazione di iscritti.

Non c’era invece il consigliere d’amministrazione della Rai ed ex parlamentare Rodolfo De Laurentiis, che rappresenta un’altra anima di un partito che oggi fatica a trovare unità d’intenti sul difficile tavolo aquilano.

La scelta di De Matteis infatti divide, tant’è vero che il segretario Pasqualone, da sempre data vicina allo stesso De Laurentiis, ora invece ha deciso di smarcarsi, sposando la linea Dionisi e trattando con il vice presidente del Consiglio regionale, che dell’Udc tra l’altro è un ex.

Nella Vela fin dai tempi del Ccd, De Matteis andò poi in rotta di collisione con Pierferdinando Casini, divenendo un fedelissimo di Marco Follini, seguendo il quale uscì dall’Udc e fondò l’Italia di mezzo, di cui l’aquilano era un vertice nazionale, prima della rottura quando il percorso folliniano ha cominciato ad avvicinarsi al Partito democratico e quindi al centrosinistra.

L’appoggio dell’Udc sembra essere molto vicino a livello locale, ma va ancora benedetto in ambito romano.

Vuole vederci del tutto chiaro, infatti, il segretario nazionale, Lorenzo Cesa, che intervistato da AbruzzoWeb sui nodi del “totosindaco” aveva dichiarato: “De Matteis? Perché no, ma la riflessione è aperta anche ad altri candidati all’altezza”.

L’appoggio dell’Udc “con il simbolo” sarebbe un bel colpo per Gdm, che sta trattando ad ampio raggio e a tutti i livelli con la società aquilana: dal centrodestra, l’Udeur di Mimmo Srour, al centrosinistra, il candidato bocciato alle primarie Vincenzo Calderoni, al civismo.

La notizia di oggi, tuttavia, è che De Matteis sta parlamentando anche con il gruppo che fa capo al rettore uscente dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio.

I due si conoscono da tempo e si stimano, l’anno scorso hanno fatto anche fronte comune durante la protesta per le convenzioni affidate dalla facoltà di Medicina aquilana alla Asl di Teramo.

Di Orio, che è stato senatore dei Democratici di sinistra, attualmente è nei ranghi dell’Italia dei valori, si era fatto anche il suo nome per una possibile candidatura alla fascia tricolore ma poi la scelta è virata su Angelo Mancini.

Il dialogo è ancora alle prove tecniche, ma chissà che tra le realtà che De Matteis vuole aggregare nel suo contenitore politico non possa realmente rientrare anche il gruppo del rettore, che conclude il suo mandato il prossimo maggio. E a maggio si vota. (alb.or.)

GIULIANTE CONTRO GDM, ”REPLICA LA DISFATTA DEL 2007”


Gianfranco Giuliante
dichiara guerra a Giorgio De Matteis, “la replica di una disfatta”.

Dopo mesi di reciproci dispetti, frecciate e controfrecciate, una volta di più viene rimarcata oggi in una nota la netta divisione nel percorso politico dei due che porterà alle elezioni di maggio.

Per il coordinatore provinciale uscente del Pdl, De Matteis ripropone quello che ha fatto nel 2007 e che vale poco meno del 10 per cento, la soglia di voti raccolti cinque anni fa dalla coalizione capeggiata dal candidato sindaco Angelo De Nicola.

Largo alle primarie, con la data che verrà decisa nel congresso di domani, l’11 o il 18 marzo. Nessuna possibilità di trattativa.

Inoltre Giuliante evoca lo spettro dei provvedimenti disciplinari sui malpancisti che non si adegueranno alla sua linea, da Carla Mannetti (non nominata) in giù: “eccezioni”, scrive, di cui il Pdl si occuperà dopo il congresso.

LA NOTA DI GIULIANTE

Da qualche giorno si assiste a un susseguirsi di dichiarazioni di appoggio alla candidatura di Giorgio De Matteis, schegge di varia umanità esprimono legittimamente la loro preferenza.

Tutto  normale, salvo alcune eccezioni di cui il Pdl si dovrà occupare dopo il congresso.

Ma siccome “facciamo politica” l’analisi deve prescindere dal  piano marketing dell’Mpa che prevede adesioni parcellizzate con conseguente rilievo mediatico perché ció non deve distrarci dalla realtà.

L’Mpa di Giorgio De Matteis fa parte del Terzo polo insieme all’Udc,  all’Api e a Fli.

Orbene, qual è la situazione attuale? L’Udc all’Aquila, per vicende cittadine, è una sigla priva di rappresentanza e anzi, a oggi, ha ancora un suo uomo in giunta con Cialente.

L’Api non appoggia De Matteis e si è espresso a favore di Cialente. Fli non appoggia De Matteis e candida Enrico Verini.

De Matteis, di contro questa debolezza strutturale ha chiesto il soccorso di ambienti, che già nel 2007 appoggiarono la sua ipotesi moderata, e che raggiunsero con tre liste il 9,8 per cento dei consensi.

Appare evidente che la situazione aquilana, oggi, dopo il 6 aprile è completamente cambiata. Ma proprio per questo non si comprende il perché le motivazioni che si adducono per “lanciare un nuovo corso necessario” in termini di approccio sono simmetriche a quelle del 2007.

Se De Matteis dice: “la nostra sfida sarà quella di cercare l’appoggio di tutti gli elettori moderati, anche quelli di centrosinistra, che non si riconoscono in Cialente. Di qui la necessità di mettere in campo uno schieramento e un programma che venga incontro alle forze moderate a prescindere dal loro orientamento politico”,  la cosa ci deve far riflettere perché non è una novità ma la replica di una disfatta.

La citazione di De Matteis, infatti, è del 2007, l’ha ripetuta oggi ed è il programma del 2012. È questa la novità che sta aggregando con tanto fervore?

Il Pdl si appresta a celebrare un congresso nel quale indicherà la data delle primarie. La politica non ammette vuoti.

De Matteis occuperà, si spera, il centro politico, noi con altrettanto impegno cercheremo di intercettare un consenso altro.

Ci sarà sicuramente un ballottaggio, noi sappiamo quale sarà il nostro posto, auspichiamo che anche altro da noi lo sappia.

Gianfranco Giuliante

SONDAGGIONE DEL PD: CIALENTE 35 PER CENTO, CENTRODESTRA 33

Mentre la data delle primarie del centrosinistra si avvicina (il 4 marzo è il d-day) in un clima di scontro sempre maggiore tra i due candidati, il sindaco uscente, Massimo Cialente, e il primario del reparto di medicina dell’Ospedale dell’Aquila, Vittorio Festuccia, spunta fuori il risultato dell’ultimo, freschissimo, sondaggio commissionato dal Pd.

Secondo quanto appreso in anterprima da AbruzzoWeb, il sindaco Cialente si attesta al 35 per cento, mentre il centrodestra è al 33 per cento, una percentuale da dividere però tra i due esponenti del centrodestra.

Uno è il leader dell’Mpa, Giorgio De Matteis, che correrà da solo con il progetto “L’Aquila città aperta”, dopo aver atteso inutilmente il Pdl per essere il candidato unico del centrodestra senza passare per le primarie.

L’altro è il candidato sindaco del centrodestra, ancora non deciso, candidato che potrebbe uscire dalle primarie dell’11 o del 18 marzo.

Comunque, tra i papabili c’è il docente universitario Pierluigi Properzi.

Sintomatico come il Pd abbia considerato il solo sindaco uscente Cialente, lasciando fuori Festuccia, suo candidato alle primarie, evidentemente non ritenuto un pericolo tra i democrat.

Dall’altra parte, l’attuale divisione tra De Matteis e il resto del centrodestra impedirebbe agli avversari di imporsi al primo turno, ma per spuntarla al ballottaggio le due anime dovrebbero necessariamente trovare un accordo.

Quanto agli altri candidati, Enrico Verini è al 10 per cento con la sua aggregazione di centro ancora da definire, mentre al 7 per cento c’è Angelo Mancini, che oggi ha presentato la sua coalizione con Italia dei valori e Sinistra per L’Aquila.

Chiudono i candidati delle liste civiche Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo, 6 per cento) ed Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila, 3,5 per cento). (b.s.)

VERINI LANCIA IL ”MINI TERZO POLO” CON FLI E RIBELLI DI CENTRO


Enrico Verini
rompe gli indugi e si prepara a lanciare il “Terzo polo per L’Aquila”, proponendosi come candidato sindaco.

Hai voglia a dire che in ambito locale gli scenari sono ben diversi da Roma, e che nel capoluogo Fli, Udc, Api e Mpa stanno andando sostanzialmente in quattro direzioni diverse.

Per l’esponente di Futuro e libertà, ex Margherita e Liberal democratici, sarebbe un’alternativa di centro ai due poli ma anche al progetto “L’Aquila città aperta” di Giorgio De Matteis s’ha da fare a ogni costo.

Di qui l’idea di creare un Terzo polo di nome ma non (ancora) di fatto, in cui far confluire Fli e malpancisti di centro, Udc e non solo, che non condividono le scelte fatte dai vertici dei partiti.

Una mossa a sorpresa del candidato che, a scanso di equivoci, da tempo ha già tappezzato la città di manifesti 6×3 multicolore con il simbolo dei finiani e la sua faccia. (alb.or.)

GIULIANTE CONTRO RICCIUTI, IL PDL SI SPACCA

“Partecipo al congresso per attaccare frontalmente e senza sconti il gruppo dirigente Pdl per la volontà pervicace di perdere le elezioni”.

Lo afferma il consigliere regionale del Popolo della libertà Luca Ricciuti alla vigilia del congresso provinciale, promettendo di guastare il clima che sembrava di concordia generale, vista l’unica lista per il rinnovo del direttivo, e mettendosi contro Gianfranco Giuliante, che non vuole appoggiare a ogni costo il candidato Giorgio De Matteis.

Per Ricciuti, insomma, il Pdl gioca a perdere: “Una volontà – prosegue – che si salda con motivazioni poco nobili: infatti, Cialente va in giro a dire che Giuliante è difensore unico dell’Aquila e quindi qualifica di per se stesso le voci di una intesa a perdere”.

“È chiaro ed evidente – aggiunge Ricciuti – che sono nel Pdl, rimango nel Pdl per lottare e dare battaglia all’interno del Pdl. Il congresso? Il candidato unico Magliocco è rappresentante di chi ha voluto l’isolamento e la disgregazione del partito. È chiaro che sul voto di domani ognuno farà le proprie valutazioni”.

Giuliante, tuttavia, non ci sta e anche senza accusa mette in evidenza un atteggiamento incoerente da parte di Ricciuti.

“Se De Matteis ieri dice che sta costruendo una ipotesi moderata al di là del Pdl e del Pd – l’analisi di Giuliante – appare evidente che si pronuncia a favore di una ipotesi che non vede la presenza del proprio partito, si dichiara fuori”.

“In politica – ricorda Giuliante – ognuno si assume le proprie responsabilità. Rilevo illogicità, non a caso, circa dieci giorni fa Ricciuti ha organizzato una cena alla presenza di Lombardi, Mucciante, Perrotti e Alfonso Tiberi, nel quale ha chiesto al partito al esplicitamente di lavorare in modo inequivocabile di fare le primarie”.

“Legittimo cambiare idea – conclude – ma ora deve spiegare a questi interlocutori, che sono magna parte della sua elezione, il perché ora viene respinta questa strategia e questo obiettivo”.

Da quanto di è appreso domani sarà assente per protesta dal congresso il deputato di Sulmona Paola Pelino.