L’AQUILA – “Ci troviamo in una fase abbastanza avanzata, acquisito elementi utili per fare chiarezza su un episodio i cui contorni giudico gravi”.
Lo ha detto stamane il procuratore capo della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, riguardo l’inchiesta sullo stupro ai danni della giovane studentessa laziale in una discoteca dell’aquilano.
Il magistrato ha dichiarato di “non potere aggiungere altro”.
Gli atti dell’inchiesta, infatti, portata avanti dal pm David Mancini sono secretati. Fonti investigative parlano di sviluppi nei prossimi giorni.
Anche ieri i carabinieri della Compagnia dell’Aquila e quelli del Reparto operativo, hanno continuato a sentire testimoni e altri interlocutori come persone informate sui fatti.
Tra gli altri, ci sono persone già ascoltate e chiamate a chiarire alcune contraddizioni nelle precedenti diposizioni.
I sospettati, iscritti sul registro degli indagati, rimangono quattro, tre militari di stanza all’Aquila e una ragazza fidanzata di uno di questi.





