TERAMO – Si saprà solo la settimana prossima, probabilmente già da lunedì, se Salvatore Parolisi, unico indagato per la morte della moglie, Melania Rea, avvenuta nel bosco di Ripe di Civitella il 18 aprile scorso con 32 coltellate, potrà usufruire del processo con rito abbreviato.
La decisione spetterà al Gip di Teramo, Marina Tommolini, alla quale verrà sottoposta una nuova perizia presentata dai legali del caporalmaggiore dell’Esercito nella quale viene messa in discussione l’ora della morte della giovane mamma di Somma Vesuviana (Napoli).
Secondo l’autopsia svolta dal medico legale Adriano Tagliabracci la donna sarebbe stata uccisa tra le 14:30 e le 15: un’orario in cui l’uomo si sarebbe trovato nel bosco con la moglie.
Un’ipotesi da sempre rigettata dagli avvocati di Parolisi chiedono, inoltre, di ascoltare le testimonianza di due persone che potrebbero rivelare indizi che potrebbero scagionare il loro assistito.
Si tratta di un militare del Reggimento di Chieti che all’ora presunta del delitto era di sentinella tra Colle San Marco e il bosco di Ripe ed uno dei ragazzi che quel giorno scattò delle foto all’altalena del pianoro dove Parolisi sosteneva di essere con la figlia. La sua immagine, comunque, non risulta dalle immagini scattate.
La Procura di Teramo, intanto, come rivela oggi il quotidiano Il Centro porta alla luce quello che potrebbe essere un nuovo indizio accusatorio. Nell’armadietto personale del caporalmaggiore è stato sequestrato il calendario con date orari delle esercitazioni al poligono di tiro del Reggimento Piceno (quello a cui appartiene), nonchè di altri reggimenti e forze dell’ordine.
Informazioni che avrebbero consentito, secondo l’accusa, a Parolisi di consocere presenze e spostamenti in località Ripe dove è localizzato il poligono.
Il 23 aprile, infine, si svolgerà l’udienza al tribunale dei minori per discutere la richiesta di revoca della patria potestà.





