L’AQUILA – Potrebbe chiamarsi “L’Aquila – Nucleo industriale Pile” il terzo casello dell’autostrada A24, una delle opere di importanza strategica che spuntano fuori spulciando il piano di ricostruzione del capoluogo, presentato qualche giorno fa dal Comune e anticipato in esclusiva da AbruzzoWeb.
Riprendendo un’idea del 2008, già prevista nel Piano urbano della mobilità (Pum), lo strumento che programmerà nel complesso la rinascita della città terremotata propone infatti all’interno delle linee di indirizzo strategico la creazione di un terzo svincolo della tratta autostradale che collega con Roma.
Precedendo quelli dell’Aquila Ovest e L’Aquila Est, il nuovo svincolo avrebbe l’obiettivo primario di deviare direttamente appunto verso i siti produttivi del nucleo industriale di Pile il traffico pesante, senza congestionare quello dei mezzi leggeri nell’attuale uscita di Sant’Antonio.
“Non è un sogno, ma un progetto sostenibile – spiega con convinzione l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano – Qualche anno fa Strada dei Parchi (la società di gestione, ndr) ci aveva creduto poco, poi hanno ripreso e riesaminato il progetto e hanno capito che è una bella idea, tanto che la realizzazione grafica che c’è dentro il piano di ricostruzione l’hanno disegnata loro. La vogliamo sostenere con forza”.
Il piano ricorda che “la proposta preliminare prevede lo spostamento del casello in una posizione arretrata di circa 2 chilometri verso Roma rispetto a quello attuale all’altezza della galleria di Genzano. Tale previsione – si legge – è perfettamente in linea con le esigenze suesposte in quanto consente di raccordare il casello con la variante alla Ss 17 da cui distribuire il traffico sulla viabilità urbana senza gravar quest’ultima di componenti di traffico di attraversamento della città compatta”.
L’assessore ricorda che “oggi ci vuole di più ad arrivare al casello che poi a raggiungere Roma, un handicap che incide molto sulla produzione. I camion – prosegue – si paralizzano là in mezzo e ostacolano le auto dei cittadini. Quella parte di territorio adesso è diventata tutta edificata, bisogna assolutamente decongestionare il traffico”.
“L’attuale L’Aquila Ovest – spiega ancora Di Stefano – sarebbe il casello per la città, mentre l’altro per i mezzi pesanti. Magari per non compensare la carenza di personale lo si potrebbe rendere completamente automatico”.
La A24 ha una storia più che cinquantennale, visto che il collegamento fu pensato sin dal 1960. Il primo tratto inaugurato fu quello tra Roma e Castel Madama, nel 1969, stesso anno in cui fu aperta al traffico la sezione tra Torano e L’Aquila Ovest.
Al 1975, il 31 dicembre, risale invece l’apertura del collegamento diretto L’Aquila Ovest-L’Aquila Est, che per i primi anni fu gratuito. I lavori sono proseguiti negli anni a strappi, fino al 2009, quando è stata completata definitivamente con il raddoppio della Villa Vomano-Teramo, per decenni a una sola corsia, e l’apertura della galleria di Carestia.



