PESCARA – Sarà ascoltato oggi dai carabinieri di Pescara il criminologo Alessandro Meluzzi, che nei giorni scorsi aveva parlato di omicidio in relazione alla morte di Roberto Straccia, il giovane marchigiano di 24 anni scomparso nella città adriatica il 14 dicembre e ritrovato cadavere nel mare di Bari lo scorso 7 gennaio.

Un’ipotesi, quella del famoso criminologo, che aveva provocato accese polemiche e una smentita da parte del comandante provinciale dei carabinieri di Pescara che l’aveva definita “fantascienza”.

Lo psichiatra criminologo lo scorso 14 gennaio era arrivato a Pescara per visitare i luoghi del mistero, in particolare quei 200 metri di lungomare non coperti dalle telecamere.

Meluzzi ha escluso la caduta accidentale così come il suicidio, basandosi sul fatto che nei polmoni della vittima sarebbe stata trovata poca acqua, quindi il giovane sarebbe caduto in mare trovandosi già in uno stato di incoscienza.

Il criminologo verrà quindi ascoltato dagli inquirenti per acquisire tutte le informazioni che possono risultare utili alle indagini, anche se decisivi saranno i risultati degli esami tossicologici.

Tutto quello che si sa con sicurezza, fino ad ora, è che Roberto è morto il giorno della sua scomparsa, tra le 16 e le 16.30 del 14 dicembre, poco dopo essere uscito di casa per fare jogging sul lungomare Sud.

Un piccolo mistero ruota attorno a un amico di Roberto, che il giorno dopo la scomparsa del giovane aveva vistose ferite ed escoriazioni su un braccio.
 
Dopo l’autopsia, i militari dell’Arma hanno di nuovo interrogato tre amici che Roberto frequentava assiduamente.

Per cercare la verità su una storia che potrebbe assumere contorni inquietanti, gli inquirenti hanno sentito anche una ragazza che frequentava la casa universitaria del giovane.