PESCARA – Il cadavere di uno studente universitario di 20 anni, A.C.D.P., è stato scoperto ieri mattina poco dopo le 7 sulla spiaggia di Pescara, all’altezza dello stabilimento balneare La Vongola.

Il giovane era nato ad Ancona ma da anni residente a Pescara. Secondo la ricognizione cadaverica, è morto per annegamento.

La scoperta è stata fatta da un uomo che stava facendo jogging.

Immediato l’arrivo dei sanitari del 118 e degli agenti della squadra Volante, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dello studente.

Sul corpo del giovane non sono stati riscontrati segni di violenza.

Il 20enne, che sembra soffrisse di crisi depressive, era scomparso da casa ieri sera.

Immediata era arrivata la denuncia del padre alle forze dell’ordine che avevano già avviato le ricerche.

Gli investigatori hanno pochi dubbi sul fatto che si tratti di suicidio.

Il pm Mirvana Di Serio ha comunque disposto l’autopsia.

LA MALEDIZIONE: IN POCHE SETTIMANE TRE VITE INGHIOTTITE DALLE ONDE

Sembra esserci una sorta “maledizione del mare” a Pescara, dove nel giro di poco tempo tre giovani sono morti in tragiche circostanze.

In tutti e tre i casi si tratta di ragazzi, venuti da fuori e residenti a Pescara per motivi di studio o di lavoro.

Un mare che in alcuni casi ha inghiottito ogni speranza nel domani, mentre in altri ha posto fine a quel mal di vivere che invece non accetta nessuna idea di futuro.

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello di uno studente universitario di 20 anni, A.C.D.P., il cui cadavere è stato scoperto questa mattina poco dopo le 7 sulla spiaggia di Pescara, all’altezza dello stabilimento balneare La Vongola.

L’ipotesi più probabile è quella del suicidio, anche perché il giovane sembra soffrisse di crisi depressive.

Il giovane universitario era originario di Ancona, marchigiano come un altro ragazzo ingoiato dal mare di Pescara, Roberto Straccia, la cui scomparsa ha tenuto tutta Italia con il fiato sospeso per quasi un mese.

Il giovane marchigiano di 24 anni, scomparso il 14 dicembre e ritrovato cadavere sulla spiaggia di Bari il 7 gennaio, a differenza del caso di oggi, stando a quanto raccontato da amici e familiari, non soffriva di crisi depressive, e quel tragico giorno era uscito per fare jogging sul lungomare Sud.

Il mare pescarese è stato lo scenario di una terza tragedia, avvenuta venerdì scorso. Anche in questo caso il protagonista è un uomo di 29 anni, anche lui fuori sede, originario di Foggia ma residente a Pescara da anni.

Probabilmente in preda a una forte crisi depressiva, di cui sembra soffrisse, si è messo in macchina, nella sua Ford Ka, e ha spinto l’acceleratore lanciandosi a tutta velocità in acqua, rimasta l’unica testimone del tragico gesto. (e.m.)