AVEZZANO – Incurante di fronde, mal di pancia e diktat romani sulle primarie, Filippo Piccone ha tirato dritto per la sua strada e oggi ha presentato agli eletti del Popolo della libertà di Avezzano (L’Aquila) il “suo” candidato sindaco: l’avvocato Antonio Milo.

La notizia che il coordinatore regionale e senatore degli azzurri avesse in mente il legale quale successore per la poltrona occupata per dieci anni da Antonello Floris non era un mistero, ma i modi hanno lasciato spiazzato più di un maggiorente del partito.

I più accesi sostenitori delle primarie, prese a pretesto per aprire il dibattito interno, speravano che il regolamento sulle consultazioni reso ufficiale da pochi giorni dal vice responsabile nazionale del settore Enti locali del Pdl, Mario Valducci, frenasse la corsa di Piccone alla “benedizione” di Milo, invece così non è stato.

Il vademecum, infatti, prevede che si debbano fare le primarie in tutte le città con più di 15 mila abitanti e che le deroghe sono concesse solo se c’è l’indicazione di un nominativo pressoché unitaria (i 3/4 del coordinamento provinciale a scrutinio segreto), passaggio formale che non è mai avvenuto, così come il promesso confronto con gli altri possibili candidati: l’attuale vice sindaco, Iride Cosimati, gli assessori comunali Lorenzo De Cesare e Luca Dominici e il capogruppo del Pdl-Nuova alleanza, Alfredo Iacone.

Per questo in molti hanno risposto “presente” alla chiamata di Piccone, ma quando hanno saputo il motivo si sono guardati in faccia un po’ sorpresi. L’accelerata imposta dal senatore ha lasciato perplessi anche il gruppo che fa riferimento al primo cittadino uscente, che pensava di poter contare di più sulla vicenda del passaggio di testimone.

Ma i più arrabbiati sono i frondisti, quelli che sin dalle prime ore dopo il congresso provinciale del Pdl del dicembre scorso, “blindato” dal ticket composto da Massimo Verrecchia come segretario ed Emilio Iampieri come vice, avevano parlato di assemblea “bulgara” e reclamato maggiore condivisione nella definizione delle candidature per le amministrative di primavera.

Tra essi, oltre a De Cesare, l’assessore comunale Maurizio Bianchini, che per questo motivo si era preso una dura reprimenda da Piccone durante un incontro di qualche giorno fa.

A meno di improbabili scossoni interni o stop repentini imposti da Roma, quindi, Milo è da oggi ufficialmente il candidato del centrodestra.

Mentre sull’altro fronte resta quotatissimo il nome di Gianni Di Pangrazio, potente dirigente pubblico con amicizie trasversali, fratello del consigliere regionale del Partito democratico, Giuseppe. Intorno alla sua figura, nata come proposta centrista, potrebbero convergere, alla fine, tutte le attuali opposizioni, compresa quella agguerritissima dei “futuristi” finiani Ezio e Daniela Stati, nemici giurati di Piccone, che da oggi hanno un motivo in più per avvicinare il Terzo polo al centrosinistra. (pi.bi.)