L’AQUILA – Slitta al prossimo 11 febbraio l’udienza preliminare sul crollo della Casa dello studente, uno dei filoni più importanti della maxi inchiesta della procurare della Repubblica dell’Aquila, dove sono morte otto persone.

In quella data l’anatomopatologo Ildo Polidoro, nominato perito dal gup Giuseppe Grieco, dovrà stabilire se Claudio Botta, 91 anni, progettista e direttore dei lavori della struttura costruita nel 1965 e uno degli 11 indagati, può essere processato.

Nei giorni scorsi, infatti, il suo legale, Cesare Carosi, ha presentato un’istanza in cui si dice che il suo assistito versa in uno stato d’incapacità per il quale non può assistere al processo, non può difendersi e pertanto non può essere imputabile.

Oggi Grieco ha indicato Polidoro, che ha prestato giuramento e nel prossimo appuntamento svolgerà le operazioni peritali.

Nell’udienza di oggi, inoltre, si sono svolte tutte le richieste di chiarimento della pubblica accusa al perito Maria Gabriella Mulas, che ha prodotto una maxi relazione di 1.300 pagine sulle cause del crollo della struttura studentesca.

Il pm Fabio Picuti ha interrogato la docente del dipartimento di Ingegneria strutturale del Politecnico di Milano. Le parti civili sono soddisfatte dai chiarimenti forniti e non presenteranno altre istanze, mentre sempre l’11 sarà la volta dei quesiti delle difese. (alb.or.)

L’INCHIESTA

Gli indagati sono 11 tra chi realizzò l’opera, chi ne doveva curare la manutenzione e alcuni esponenti, vecchi e nuovi, dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, che la gestiva.

Le accuse sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Gli indagati sono Claudio Botta, Giorgio Gaudiano, Walter Navarra, Carlo Giovani, Bernardino Pace, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone, Massimiliano Andreassi, Pietro Sebastiani, Luca Valente e Luca D’Innocenzo.

Sotto le macerie rimasero uccisi otto giovani: Marco Alviani, Lucia Pia Capuano, Davide Centofanti, Angela Antonia Cruciano, Alessio Di Simone, Francesco Maria Esposito, Hussein Hamade detto “Michelone” e Luca Lunari.

Altri studenti si salvarono ma c’è chi rimase sotto le macerie per una intera giornata riportando traumi fisici e soprattutto psicologici che non sarà facile superare. Oltre 50 le parti civili che si sono costituite.

Nel settembre 2010 la VII sezione penale della Corte di Cassazione ha bocciato, giudicandola inammissibile, due istanze di rimessione ad altro giudice del processo presentate dai legali degli indagati Botta e Sebastiani.