L’AQUILA – Ultimi interrogatori di garanzia oggi all’Aquila nell’ambito dell’inchiesta “Caligola” su tangenti e appalti dei programmi di cooperazione transfrontaliera, che ha portato a sette arresti e a un nuovo uragano all’interno della Regione Abruzzo.

Il vice presidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics), Mario Gay, ai domiciliari, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Hanno parlato, invece, secondo i loro legali respingendo le accuse, il socio della società Cyborg srl Corrado Troiano, anche lui ai domiciliari, e il dirigente della Regione Puglia, Bernardo Notarangelo, indagato, sul quale pende un provvedimento di interdizione dall’attività pubblica.

Per l’indisponibilità del giudice per le indagini preliminari Marco Billi, i colloqui si sono svolti davanti al giudice Roberto Ferrari.

Gay è coinvolto come componente della commissione d’appalto relativa al servizio di valutazione in itinere del Programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013, e oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere “per scelta tecnica processuale che si addice a questa fase, relativa alle indagini preliminari”, come ha spiegato l’avvocato Daniela Rocchi.

“Tutto il materiale – ha proseguito il legale – deve essere ancora messo a disposizione della difesa, tra l’altro il pm sta procedendo ancora alle indagini e sequestrando altra documentazione per cui confidiamo sul fatto che questa nuova documentazione faccia chiarezza sulla situazione, che merita un approfondimento di tutte le carte, non soltanto quelle che sono alla base della misura”.

L’avvocato Rocchi ha poi spiegato che “Gay è provato da questa situazione” e assicurato che “si farà chiarezza sulla sua totale estraneità dei fatti. Confido nella magistratura – ha concluso – e sul fatto che questa nuova documentazione porterà a chiarire tutta la vicenda e la sua estraneità. Gay è disponibile a chiarire ogni aspetto, ma non in questa fase in cui gli atti sono parziali”.

Troaino, socio della Cyborg, una delle società finite nel mirino della Procura, “ha risposto a tutte le domande, respingendo ogni addebito”, come hanno chiarito gli avvocati Francesco Grilli e Federico Squartecchia.

Notarangelo, invece, ha spiegato che “non faceva parte della commissione di gara, e questo è stato documentalmente provato”, ha affermato l’avvocato Gaetano Castellaneta.

“Riteniamo – ha aggiunto – di aver dato ampie spiegazioni e le effettive dinamiche e ruolo tecnico del Notarangelo. Confidiamo che la misura richiesta, che è quella interdittiva, non venga accolta. Lui è indagato soltanto per un episodio”, ma per un “ruolo che non ricopriva in questa vicenda”.

Gli altri arrestati ascoltati lunedì sono Duilio Gruttadauria, 61 anni, domiciliato a Carsoli (L’Aquila), presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera, Gruppo spa con sede a Roma; la moglie Anna Maria Teodoro, 59 anni, socio della società Ecosfera Gruppo spa; Lamberto Quarta, 56 anni, domiciliato a Francavilla al Mare (Chieti), consulente della società Ecosfera Gruppo spa, arrestato nel 2008 quando ricopriva il ruolo di segretario generale della Giunta regionale nell’ambito dell’inchiesta Sanitopoli, Giovanna Andreola, detta Vanna, 54 anni, residente all’Aquila, dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo; il marito Michele Galdi, 56 anni.

Indagati sono il vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, e l’ex consigliere regionale Camillo Cesarone.