CHIETI – Via le facoltà, nascono i “maxi” dipartimenti.

Una vera e propria rivoluzione è in atto all’interno delle università, dove le facoltà verranno sostituite nel loro ruolo didattico dai dipartimenti, che manterranno comunque la loro funzione di ricerca.

Gli effetti della riforma dell’università voluta dall’ex ministro, Mariastella Gelmini, iniziano a farsi sentire.

Molti dipartimenti verranno disattivati, se ne formeranno di nuovi e altri ancora si fonderanno per dar vita a maxi dipartimenti.

A Chieti il senato accademico dell’ateneo D’Annunzio di Chieti-Pescara, guidato dal rettore Franco Cuccurullo, entro la fine dell’anno scorso ha completato la riorganizzazione dei nuovi dipartimenti, ognuno composto da massimo 35 membri.

Nel 2012 i dipartimenti con un numero inferiore di componenti sono stati disattivati. Tra questi, Scienze; Scienze chirurgiche, sperimentali e cliniche; Infrastrutture, design-engineering-architettura; Oncologia e medicina sperimentale.

I nuovi dipartimenti sono invece: Neuroscienze e imaging; Scienze biomediche; Medicina e scienze dell’invecchiamento; Studi classici dall’antico al contemporaneo; Studi umanistici e sociali; Studi comparati e comunicazione interculturale; Architettura; Ingegneria e geotecnologie; Scienze giuridiche e sociali; Economia aziendale; Economia; Scienze orali, nano e biotecnologie; Scienze del farmaco.

I due “maxi” dipartimenti che si sono costituiti sono: Metodi quantitativi e teoria economica; Filosofia, scienze umane e scienze delle comunicazioni.

Il ministero dell’Istruzione ha intanto inviato il nuovo statuto all’ateneo, con alcune modifiche formali da apportare.