CHIETI – Parte dal Consiglio provinciale teatino un ordine del giorno contro la legge regionale numero 28 che ha deliberato sulle norme per la riduzione del rischio sismico e sulla modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche, in applicazione di un decreto del Presidente della Repubblica di dieci anni fa.

L’ordine del giorno è stato presentato stamane in conferenza stampa dai due consiglieri del nuovo gruppo Grande Sud, Fabrizio Montepara e Nicola Mincone. L’argomento ha trovato la condivisione del resto del centrodestra, come hanno testimoniato i due assessori provinciali Nicola Campitelli e Antonio Tavani presenti in conferenza stampa.

In particolare l’assessore all’Urbanistica Campitelli aveva già avuto modo di evidenziare il fatto che l’amministrazione provinciale non sia più in condizioni di svolgere, in tempi ragionevoli, l’attività prevista dall’entrata in vigore di questa legge, sottolineando il rischio di un significativo rallentamento delle attività edilizie.

La materia è stata demandata dalla Regione alle Province con la legge regionale 72 del 1998 e la Regione aveva nel 1996 le modalità per gli interventi in zona sismica. Con questa legge, però, vengono determinate nuove modalità per gli interventi da realizzare.

Il primo risultato è che i cittadini dovranno pagare di più. “Da quando andrà in vigore la legge – spiega Montepara – il cittadino si ritroverà a pagare una tassa per istruire una semplice pratica. Mentre prima si presentava una pratica e, se dopo 30 giorni non c’era risposta, valeva la regola del silenzio assenso, adesso, se non c’è risposta dopo 60 giorni, vale quella del silenzio-diniego”.

“Con questa legge regionale – ha continuato Mincone – la Regione ha deliberato in maniera palese contro i cittadini che intendono realizzare interventi edificatori di vario genere. Si aumentano infatti i tempi per il rilascio delle varie autorizzazioni e di deposito, rallentando ancora di più i tempi di investimento in edilizia, si reintroduce il sistema autorizzatorio, con tempi anche qui lunghissimi, si costringe la Province a un super lavoro con personale e risorse che non hanno”.

“Per la prima volta – ha aggiunto ancora Montepara – vengono introdotti i costi per le funzioni regionali, 30 euro per ogni pratica, e per il servizio svolto dalle Province. Ad esempio, se si vuole costruire un capannone di mille metri quadri per un’altezza di 6 metri, per iniziare a costruire, per i soli fini sismici, dovrà sborsare più di 5 mila euro”.

Per questo motivo, con l’ordine del giorno si chiede di prorogare l’entrata in vigore della legge, di riorganizzare gli uffici provinciali nel periodo di proroga, di reintrodurre i tempi di rilascio delle autorizzazioni e dei depositi come già definiti dalla precedente legge regionale, di rideterminare i costi per il rilascio delle autorizzazioni e dei depositi e, nel caso in cui la Regione non accettasse nessuna delle proposte avanzate, si chiede la riconsegna all’ente regionale della delega assegnata alle Province. (ar.ia.)