BENEFICENZA: LA MUSICA DEL ”BLASCO” PER I BAMBINI DI CHERNOBYL
di Roberto SantilliL’AQUILA – Un concertone rock con le canzoni di Vasco Rossi e l’infernale chitarra di Andrea Braido ha incendiato uno stracolmo Ridotto del teatro comunale dell’Aquila nel giorno della Befana.
Tre ore e passa di musica maiuscola con i Punto Radio, cover band aquilana del rocker di Zocca e il musicista trevigiano di fama mondiale (troppo) spesso ricordato per aver messo la firma nel primo sold-out di sempre allo stadio San Siro di Milano, vera casa del Blasco nazionale, col quale ha dilaniato chitarre fino al 1993.
Braido ha accettato di ritornare in città a distanza di poche settimane dall’ultima esibizione per l’evento legato al progetto “Liubliù” (“Ti voglio bene”), organizzato dal Corpo italiano di soccorso raggruppamento Toscana e delegazione di Firenze dell’ordine dei Cavalieri di Malta e volto a raccogliere fondi per garantire un mese di vacanza a Tarquinia (Viterbo) a 20 bambini bielorussi della scuola del villaggio di Duravichi, nei pressi di Chernobyl luogo del disastro nucleare del 1986 le cui onde assassine rovinano migliaia di vite ancora oggi.
Marlon Eich, capogruppo del Cisom dell’Aquila, ha fortemente voluto l’evento.
“Un evento nato per caso – dice la Eich, di origini tedesche ma da quarant’anni a Ocre, nell’Aquilano – dopo l’esperienza di volontariato a Tarquinia con i piccoli bielorussi. L’Aquila si è sempre distinta per il grande impegno nella solidarietà e questa manifestazione spiega più di mille parole quanto sia ancora grande il cuore degli aquilani. Il terremoto non lo ha scalfito, non abbiamo dimenticato la gente del mondo che soffre tutti i giorni”.
“Devo ringraziare tutti i musicisti che hanno accettato di suonare gratis oggi – continua la Eich – sono stati eccezionali. Senza il loro contributo non avremmo potuto regalare una così bella inziativa alla gente dell’Aquila, che ha risposto venendo qui al Ridotto e mettendo la mano al portafogli. Io, poi, da fan sfegatata di Vasco, mi sono goduta le sue canzoni suonate e cantate da una splendida cover band accompagnata dalla chitarra di Braido, e anche la musica dei ‘Bugs’, gruppo rock in cui suona mio figlio. Sono strafelice”.
Il progetto “Liubliù” mira a far perdere ai bambini bielorussi esposti alle radiazioni di perdere dal 30 al 50 per cento del cesio-137 assorbito.
I dati scienfitici mostrano infatti come una cura di risanamento al mare di almeno 30 giorni riduca la possibilità di contrarre tumori, leucemie ed altre patologie collegabili alle conseguenze della radioattività.
Conduttore della serata è stato Francesco Cardilli, che al termine della esibizione dei Punto Radio ha premiato i vincitori della tombolata che ha visto partecipare il pubblico presente al Ridotto.
L’incasso ottenuto dalla vendita delle cartelle ha ‘integrato’ i fondi raccolti per i bambini bielorussi.
Intanto...
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