L’AQUILA – Ci sarà anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, domani, alle 16.30, insieme con il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, nel primo incontro con il presidente del Consiglio Mario Monti sulle questioni ancora aperte legate alla fase post sisma.

La notizia è stata annunciata nel corso della seduta permanente del Consiglio comunale, straordinario e aperto, sul problema dell’integrazione dei fondi per l’emergenza e sulla relativa copertura finanziaria, da ottenere tramite ordinanze di presidenza del consiglio dei ministri.

Su proposta del sindaco Cialente la seduta è stata aggiornata a domani, mercoledì 28 dicembre, alle ore 18, sempre nella sede dell’assessorato comunale all’Ambiente in viale Aldo Moro 30, per poter discutere al termine dell’incontro.

Da quanto appreso da AbruzzoWeb, quello delle 16.30 di domani sarà anticipato da un altro incontro, riservato, tra il premier Monti e Chiodi in qualità di esponente del governo in quanto commissario delegato per la ricostruzione.

Cialente nel corso del Consiglio ha definito “infondate” le questioni sollevate dal ministero delle Finanze sul rinnovo dei contratti dei dipendenti del Comune, e nonostante l’ipotesi di un viaggio in accoppiata ha lanciato comunque una bordata a Chiodi, accusato di ritardare la ricostruzione bloccando i progetti.

A Monti, annuncia, proporrà un decreto legge con le risorse per il “cratere”. Un conto da 190 milioni, 160 in più di quelli già stanziati, che il primo cittadino presenterà al premier.

Promossa dal sindaco e dal presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, il Consiglio di oggi vuole avviare una discussione e programmare iniziative a sostegno delle istanze della municipalità, con particolare riferimento alle risorse legate all’emergenza, alla ricostruzione, all’assistenza alla popolazione e al rinnovo dei contratti per il personale a tempo determinato assunto a seguito del sisma dai Comuni del cratere.

“Per il 2011 – ha dichiarato Cialente – per il ‘cratere’ sono stati stanziati 350 milioni di euro, erano stati 280 nel 2010, mentre per il 2012 sono previste risorse per soli 30 milioni di euro. La prima emergenza legata a questa contrazione di risorse è costituita dalla mancanza di copertura finanziaria per il rinnovo dei contratti del personale a tempo determinato assunto per fronteggiare il sopraggiunto carico di lavoro”.

Una situazione di empasse che, secondo Cialente, “sta già provocando problemi e rallentamenti, visto che alcuni contratti sono scaduti. Basti pensare – ha aggiunto il sindaco – che alla vigilia di Natale avremmo dovuto assegnare alloggi del progetto C.a.s.e. e Map. Non è stato possibile proprio per l’assenza di questi dipendenti che sono, numericamente e per competenze, alla base di settori nevralgici della fase post sisma”.

“Una situazione – ha proseguito – che sta provocando dunque ulteriore disagio per i cittadini e aggravio delle spese per l’assistenza. Se non si rinnovano i contratti si bloccano gli uffici”.

Cialente si è quindi soffermato sulle questioni sollevate dal ministero delle Finanze in merito al rinnovo dei contratti, giudicandole infondate.

“Il Comune dell’Aquila – ha proseguito il sindaco – ha effettuato tutte le rendicontazioni e inviato la relazione sul lavoro dei dipendenti a tempo determinato. Mancava solo la foto dei lavoratori. Perciò le osservazioni del Mef sono infondate. La verità è che siamo ancora in emergenza. Non capisco cosa sia cambiato nel 2011 per indurre il Governo a ridurre i trasferimenti in denaro e mi chiedo se, a questo punto, anche al Commissario Chiodi sia stata chiesto un report sulla sua attività in termini di gestione dell’emergenza”.

Per il primo cittadino, “la ricostruzione è bloccata, sospetto per mancanza di fondi, e abbiamo progetti per il centro storico, presentati dai cittadini, che la struttura commissariale, con in testa Chiodi, tiene fermi in maniera pretestuosa con la questione dei piani di ricostruzione”.

Il sindaco ha poi parlato dell’incontro di domani. “La mia proposta al Governo – ha dichiarato Cialente – sarà quella di predisporre un decreto legge che contenga le risorse per il ‘cratere’ da inserire nel primo provvedimento all’esame delle Camere”.

“La previsione di spesa – ha proseguito il primo cittadino – può essere quantificata, per tutto il 2012, in 18,5 milioni e per il personale, tra Comuni, Provincia e Sge, 67 milioni 337 mila euro per l’assistenza alla popolazione, 50 milioni di euro per altre spese legate ai rimborsi e agli indennizzi e 54 milioni di euro per il personale dei Vigili del fuoco e delle forze dell’ordine, oltre che per l’adeguamento dei bilanci degli enti locali”.

“Parliamo dunque, complessivamente – il conto di Cialente – di 190 milioni di euro. Chiederò pertanto al Governo, che ne stanziati 30, i restanti 160 milioni di euro per il fabbisogno della persistente emergenza. Inoltre solleciterò la ripresa dell’attività  del tavolo di coordinamento sulla ricostruzione, che non si riunisce più da quando non c’è più Letta a fare da tutore al commissario Chiodi”.

“All’esame del tavolo deve andare soprattutto la questione della filiera Cineas, Reluis, Fintecna, che ormai genera ritardi inaccettabili nell’esame delle pratiche della ricostruzione”, ha concluso.

Hanno partecipato anche i parlamentari Giovanni Lolli, Pierluigi Mantini e Tommaso Ginoble, il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, il segretario regionale Uil Funzione pubblica Fabio Frullo e una nutrita rappresentanza dei lavoratori precari del Comune dell’Aquila.

ASSESSORE PELINI: “A NOI SI CHIEDONO SACRIFICI MENTRE SGE PROSCIUGA RISORSE”

“A noi si chiedono sacrifici, mentre le strutture commissariali continuano a prosciugare risorse che vengono sottratte all’emergenza e alla ricostruzione”.

Questo il commento dell’assessore all’Assistenza alla Popolazione Fabio Pelini a margine del Consiglio comunale straordinario sul problema dei fondi per l’emergenza.

“Sia la Struttura di gestione dell’emergenza che la Struttura tecnica di Missione – ha proseguito Pelini – hanno costi elevatissimi per le spese relative al personale e ai loro mille consulenti. Basti pensare che solo lo stipendio del vice commissario Cicchetti ammonta a 230 mila euro l’anno e che, appena qualche mese fa, il commissario Chiodi ha liquidato un’indennità aggiuntiva di 30 mila euro, che si aggiunge allo stipendio ordinario, al coordinatore dell’Sge Roberto Petullà. Per i Comuni invece, e in particolare per quello dell’Aquila, che sostiene i maggiori carichi di lavoro, e per la Provincia, si tagliano i fondi”.

“A fronte di questa disparità nella distribuzione delle risorse – ha sottolineato – i risultati e il ritorno, in termini di utilità, per i cittadini, sono evidenti. Le strutture commissariali, come è ormai chiaro a tutti, stanno letteralmente bloccando la ricostruzione, impantanata nella selva di ordinanze, spesso in contraddizione tra loro, e nella burocrazia bizantina legata all’esame dei progetti. A distanza di quasi tre anni dal sisma abbiamo ancora persone che vivono negli alberghi e la ricostruzione delle abitazioni più danneggiate, anche della periferia, è ferma”.

“Se il Comune – ha spiegato – che si fa carico quotidianamente dell’assistenza alla popolazione e dei problemi della ricostruzione, conducendo una lotta impari e ingrata contro la struttura commissariale, andrà incontro al blocco totale per via della carenza di personale, saranno i cittadini a pagare in prima persona, in termini di disagi e di ulteriori rallentamenti, il prezzo più alto a questa ingiustizia”.

“Un’ingiustizia – ha concluso Pelini – che è sociale in primo luogo, poiché riguarda la condizione di difficoltà di migliaia di cittadini e investe il problema, gravissimo dopo il sisma, del lavoro e dell’occupazione, soprattutto dei giovani. Oltre a chiedere risorse aggiuntive bisogna pensare a razionalizzare quelle esistenti, reimpostando l’intera governance della ricostruzione, che deve tornare agli enti locali”.