TERAMO – La famiglia di Melania Rea attraverso il proprio legale, l’avvocato Mauro Gionni, ha chiesto alla procura di Teramo il divieto di pubblicazione o divulgazione di filmati e immagini del corpo di Melania e l’eventuale sequestro su siti o televisioni e giornali dove questo avvenga.
Due giorni fa l’emittente telvisva abruzzese, Teleponte, ha mandato in onda un video inedito del sopralluogo fatto in occasione del rinvenimento del corpo di Melania.
Intanto il conflitto che contrappone la famiglia di Melania Rea a quella del suo presunto omicida, Salvatore Parolisi, si è materializzato per la prima volta in un’aula di giustizia. La sede è quella del Tribunale per i minori di Napoli, ai Colli Aminei, dove i parenti della vittima e quelli del caoporal maggiore dell’Esercito, detenuto dall’estate scorsa con l’accusa di aver ucciso la moglie, si contendono l’affidamento della piccola Vittoria.
FAMIGLIA REA: “STOP DIFFUSIONE VIDEO DEL CADAVERE”
L’istanza è stata depositata questa mattina in procura e saranno gli stessi pm che indagano, Davide Rosati e Greta Aloisi, a pronunciarsi nelle prossime ore.
Il rappresentante della parte offesa nel delitto della mamma di Somma Vesuviana, ha in sostanza ritenuto di frenare l’onda mediatica attorno al caso, sulla base del più recente, ma non primo, episodio di diffusione del filmato della scena del crimine da parte dell’emittente locale Teleponte nel Tg e nel programma “Fino a prova contraria” di mercoledì scorso.
Intanto Salvatore Parolisi, questa mattina ha avuto il primo incontro con i suoceri da quando è stato arrestato per l’omicidio, il 19 luglio scorso. Parolisi e i genitori di Melania non si sono parlati.
L’occasione è stata offerta dall’udienza dinanzi al tribunale dei minori di Napoli che deve pronunciarsi sulla richiesta di affidamento della figlia della coppia ai nonni materni e sulla revoca della patria potestà di Parolisi chiesta dalla procura. Nelle ultime ore anche la sorella di Parolisi ha chiesto l’affidamento della piccola.
“Siamo sereni e attendiamo qualsiasi decisione dei giudici che vada nella direzione del benessere e della serenità della bambina – ha commentato Mauro Gionni, legale della famiglia Rea – Il tribunale si è riservato una decisione entro un settimana”.
TRIBUNALE MINORI NAPOLI DECIDERA’ SU BIMBA E PATRIA POTESTA’
Il conflitto che contrappone la famiglia di Melania Rea a quella del suo presunto omicida, Salvatore Parolisi, si materializza per la prima volta in un’aula di giustizia.
La sede è quella del Tribunale per i minori di Napoli, ai Colli Aminei, dove i parenti della vittima e quelli del caoporal maggiore dell’Esercito, detenuto dall’estate scorsa con l’accusa di aver ucciso la moglie, si contendono l’affidamento della piccola Vittoria.
I giudici erano chiamati a pronunciarsi su due istanze: una avanzata dalla procura dei minori partenopea, che sollecita la revoca della patria potestà (motivata anche sul fatto che, secondo gli inquirenti, la piccola era con i genitori al momento del delitto) e l’altra dai legali dei Rea, che chiedono l’affidamento temporaneo della bimba ai nonni materni.
Ma oggi in apertura di udienza si è consumato il colpo di scena: anche Franca Parolisi, sorella dell’indagato, chiede l’affidamento di Vittoria di cui è la madrina di battesimo. Una iniziativa inattesa e contrastata, tanto che Michele Rea, il fratello della donna uccisa, all’uscita del tribunale si è detto “sorpreso e deluso”.
In aula c’era anche Salvatore Parolisi, che la polizia penitenziaria ha accompagnato a bordo di un furgone a Napoli dal carcere di Teramo. L’udienza ha rappresentato dunque la prima volta, dopo l’arresto, in cui l’accusato ha avuto l’opportunità di incontrare i parenti di Melania.
“L’ho guardato negli occhi ma lui non mi ha degnato neppure di uno sguardo”, ha spiegato Michele. Il Tribunale si è riservato la decisione che dovrebbe essere adottata entro i prossimi sette giorni.
“Sì sono sorpreso, noi ci siamo sempre comportati onestamente. La nostra linea guida era di tenere Vittoria di comune accordo”.
Ai giudici del collegio Parolisi ha spiegato che vuole vedere sua figlia e non riesce a comprendere le ragioni per le quali questo diritto gli dovrebbe essere negato. Ha pianto, come di frequente gli capita, mentre parlava della bambina (“un pianto un po’ finto”, dirà Michele).
“Io invece ho tanta rabbia in corpo che le lacrime proprio non scendono”, commenta Michele. “Franca vuole prendere con sé la bimba – ha poi spiegato – Noi abbiamo ribadito che fin dal primo giorno è sempre stata con noi e una volta alla settimana veniva portata dai genitori di Salvatore”.
In tutti i casi Michele, a proposito della decisione del Tribunale, si è detto “fiduciosi che tutto venga fatto per il bene di Vittoria, poi quello che sarà sarà “.
Ma è convinto che Salvatore sia l’assassino di Melania? “Questo non si può certo capire da uno sguardo, ma le carte parlano e tutto porta a lui”, risponde Michele Rea. Dopo aver ascoltato le ragioni di Parolisi e le argomentazioni dei legali delle due parti in causa l’udienza si é conclusa.
I giudici hanno reso noto che nel giro di una settimana si pronunceranno sulla questione dell’affidamento e della patria potestà. Secondo le previsioni, per quanto riguarda l’affidamento temporaneo dovrebbero spuntarla i familiari di Rea mentre più complessa appare la questione della revoca della patria potestà, dal momento che non è ancora accertata sul piano giudiziario la responsabilità del caporal maggiore nel delitto.






