AVEZZANO – “Scandaloso! Quello che sta succedendo alla città di Avezzano (L’Aquila) è semplicemente scandaloso!”
Così esordisce in un comunicato Antonello Santilli, presidente del circolo avezzanese dell’Italia dei Valori (Idv), denunciando “l’ennesimo scippo perpetrato ai danni della collettività avezzanese da parte dei poteri forti di questa società italiana sempre più corrotta e clientelare”.
Ieri la Regione ha dato il via libera al trasferimento alla clinica Immacolata di Celano (L’Aquila) dei posti letto assegnati alla clinica Santa Maria: “quello che da più parti, soprattutto dai politici del nostro territorio, era considerato impossibile è avvenuto”.
“L’ente morale Santa Maria della Pace che si è aggiudicata l’asta fallimentare a un prezzo irrisorio – dichiara il comunicato – che oggi otterrà anche l’assenso dei sindacati, facendo pendere sulla testa dei dipendenti della struttura la spada di Damocle del mancato riassorbimento, incrementerà con il beneplacito della Regione la clinica di Celano, che già gestisce ben 29 posti letto appartenenti ad Avezzano. Eh sì, perché i posti letto assegnati a una clinica, in questo caso la clinica Santa Maria, non sono di proprietà della stessa struttura, ma questa li ottiene in base alla popolazione da servire e ai servizi che dovrà sviluppare sul territorio”.
“Dei 29 posti letto – puntualizza – ve ne sono 14 da adibire a ostetricia e ginecologia, invece l’ente acquirente chiuderà definitivamente tale reparto e li utilizzerà per altre specializzazioni, facendo definitivamente perdere alla Marsica un punto nascita indispensabile, vista la situazione in cui versa il reparto di maternità dell’ospedale civile”.
Santilli si chiede: “fino a che punto gli avezzanesi sopporteranno questa politica di distruzione della loro città? Quando si decideranno ad alzare la testa e a reagire al tentativo di ridurre Avezzano a un inerte agglomerato di case?”
“Ospedale – continua – cliniche private, nucleo industriale, Arssa, Inps, Tribunale, continuando di questo passo ad Avezzano non rimarrà più nulla e tutti noi potremo dire addio all’idea di città-territorio che ci siamo sempre prefissi. Gli amministratori di Avezzano e i responsabili dei partiti politici, dei sindacati, delle associazioni di categoria e di tutte le altre strutture che compongono la nostra società sembrano attoniti e incapaci di reagire a questo stato di cose, anestetizzati da promesse infondate che ogni volta hanno come unico effetto quello di permettere agli sciacalli di lucrare sulle nostre spalle”.
Ed esorta: “È ora di svegliarsi e di passare a forme di lotta più convincenti. Si ribadisce ancora una volta che simili battaglie non riguardano singole categorie o singoli schieramenti politici, ma sono problemi reali che riguardano le vite di tutti noi”.
“Bisogna agire tutti uniti! – conclude – non è più il tempo di attendere un intervento dell’esterno che non arriverà mai, ci dobbiamo salvare con le nostre forze. Ricordate le parole di Kennedy? ‘Non chiederti cosa l’America può fare per te, ma cosa tu puoi fare per l’America’. Facciamone tesoro”.






