L’AQUILA – Non accenna a placarsi il polverone sul caso dei fondi Cipe per l’adeguamento e la riparazione delle scuole abruzzesi colpite dal terremoto. Al botta e risposta continuo tra l’assessore comunale alle politiche sociali del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane e il commisario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, si aggiungono nuovi scenari: proprio l’ex presidente della Provincia dell’Aquila, in carica dopo il terremoto del 6 aprile 2009, ha annunciato di aver predisposto il ricorso per l’accesso agli atti e vedere tutta la documentazione disponibile come prevedono le leggi che regolano il diritto amministrativo.
Ma c’è di più: l’altro ieri Chiodi ha scritto che la lista degli interventi, tra cui quello contestatissimo sulle scuole di Ortona (Chiieti), sono stati segnalati dal Provveditorato alle Opere pubbliche.
Ascoltato sulla vicenda da Abruzzoweb, il provveditore alle opere pubbliche, l’ingegner Giancarlo Santariga, ha dichiarato che l’elenco degli iinterventi è stato predisposti per compilare le schede e predisporre l’accesso ai fondi Cipe “sulla base delle relazioni fornite dalla Regione”. La programmazione dei fondi Cipe, infatti, risale al 2008 già da allora l’Ente regionale aveva predisposto i primi incartamenti per presentare le richieste di accesso ai fondi.
E sulle polemiche sui media scatenate dalla trasmissione Report e sui media “Non ho tempo di seguire queste polemiche, qui si lavora”.
Nei primissimi giorni del post sisma, ovvero dal 6 (giorno in cui si verificò la scossa più devastante) al 9, fu preparato l’elenco da inviare al Comitato interministeriale per l’accesso ai fondi.
“Gli interventi di Ortona e Francavilla sono nati dalle schede in possesso della Regione Abruzzo prima del terremoto. – spiega Santariga – Immagini se noi in tre giorni, dal 6 al 9 aprile 2009, avremmo potuto elaborare una programmazione verificando caso per caso. Ci siamo rivolti agli uffici regionali competenti, la programmazione è stata fatta su cose segnalate da tempo”.
“Non è stata un’iniziativa solo nostra. – spiega il provveditore Santariga – L’abbiamo condivisa con la Regione. In 3 giorni abbiamo dovuto preparare le schede, è stato effettuato rilevamento dopo il terremoto, e il 9 è stato mandato tutto al Cipe per l’approvazione. In tre giorni non potevamo girare tutto l’Abruzzo. Siamo 4 ingegneri, 2 architetti e 10 geometri. Ci siamo fidati delle rilevazioni in possesso della Regione già prima del terremoto. Indicazioni, a loro volta, giunte sulla scorta delle segnalazioni dei sindaci o dei presidi delle scuole”.
Tre giorni per predisporre un elenco così corposo di scuole sembrano un po’ pochi: sono stati inseriti edifici già stralciati dal piano (come Ortona e Castel del Monte, dove l’ex scuola ora ospita il Comune e non ha avuto danni dal sisma) che è di emanazione quasi esclusivamente degli uffici tecnici del commissario, Gianni Chiodi, come spiega Santariga.
“Abbiamo proposto l’elenco con i dati a nostra disposizione. Gli ulteriori sviluppi li ha seguiti direttamente il commissario Chiodi con i suoi uffici. Il grosso della programmazione è di emanazione regionale”.
Volenti o nolenti struttura commissariale e provveditorato dovranno lavorare a lungo a braccetto per la fase della ricostruzione e Santariga ha dichiarato “di non voler entrare in alcuna polemica con Chiodi” specificando che i suoi uffici “svolgono un ruolo di attuazione, più che di programmazione. La scelta definitiva spetta al commissario”.
In relazione alla vicenda dall’ufficio scolastico regionale fanno sapere che la direttrice, Giovanna Boda, si è insediata il primo luglio scorso e che la scelta delle scuole è stata effettuata precedentemente al suo arrivo in Abruzzo, e che pertanto preferisce non commentare.
L’operazione trasparenza portata avanti da Abruzzoweb, a scanso di equivoci, è volta esclusivamente a fare piena chiarezza sulla vicenda dei fondi destinati alle scuole della regione per e l’adeguamento di edifici che ospitano ragazze e ragazzi e che non può che essere valutata positivamente nell’ottica della prevenzione del rischio e la sicurezza delle future generazioni.
A prescindere dalla fretta con cui si è proceduto alla compilazione dell’elenco da inviare al Cipe, a causa della quale possono essere stati commessi degli errori, sarebbe stato opportuno nei mesi successivi al terremoto convocare un tavolo tecnico con l’allora commissario straordinario, Guido Bertolaso, prefettura ed Enti locali per fare il punto della situazione per stralciare già da allora gli edifici che non avevano bisogno di interventi ed evitare le polemiche che sono seguite alla messa in onda del programma di domenica sera.



