L’AQUILA – Tornano gli allarmi sul tema della restituzione delle tasse sospese dopo il sisma. .

L’assessore comunale Stefania Pezzopane torna a chiedere l’abbattimento del 60 per cento delle somme da resituire. “Quello che chiediamo – dice – è che almeno nel ‘decreto sviluppo’ sia inserita una norma che consenta un’ulteriore proroga della restituzione”.

Sulla stessa linea anche il segretario generale della Cgil L’Aquila, Umberto Trasatti che, conti alla mano, spiega chese il governo non manterrà la promessa di una proroga entro dicembre dalle tasche degli aquilani uscirà una somma pari a una “tredicesima e mezzo stipendio”.

Trasatti si dice pronto alla mobilitazione. “In mancanza di certezze e di provvedimenti immediati, la Cgil chiederà a tutte le forze sociali e produttive, nonché alle istituzioni locali, la mobilitazione generale contro i soggetti istituzionali che hanno il dovere di mantenere gli impegni e dare le necessarie garanzie al territorio”.

PEZZOPANE: “ABBATTIMENTO O SARA’ STANGATA”

“Occorre subito un provvedimento che stabilisca l’abbattimento del 60% delle tasse da restituire. Altrimenti gli aquilani saranno costretti a versarle tutte e subito”.

È quanto torna a chiedere l’assessore comunale Stefania Pezzopane, anche responsabile nazionale Pd per la ricostruzione dell’Aquila.

“Ci arrivano notizie sempre più allarmanti. Molte aziende ed enti a L’Aquila hanno già iniziato a chiedere la restituzione delle tasse non pagate. Sono molti gli aquilani che ci segnalano di aver già ricevuto sulla busta paga di ottobre l’amara sorpresa delle decurtazioni per la restituzione delle tasse. In alcuni casi si è arrivati a chiedere la restituzione di ben 5 rate nel solo mese di ottobre e di altrettante nel mese di novembre.  Una vera stangata per  le famiglie aquilane”.

“Il Governo, ancora una volta, dopo averci blandito e rassicurato, anche per bocca del Commissario Gianni Chiodi, si prende beffa degli aquilani. Non ha affrontato in nessun modo il caso della restituzione delle tasse per L’Aquila, non ha affrontato il tema della copertura finanziaria, e ancora una volta ci troviamo costretti, in zona cesarini, a  chiedere di correre ai ripari. A chiedere un provvedimento che sarebbe già dovuto arrivare da tempo, e che conceda agli aquilani gli stessi diritti riconosciuti ai cittadini di Marche, Umbria e Molise”.

“La beffa è ancora più amara se si considera che nel prossimo ‘decreto sviluppo’ si paventa la possibilità di ben 12 condoni fiscali. Dunque il governo salva per l’ennesima volta gli evasori, quelli che le tasse non le pagano contra legem, mentre penalizza gli aquilani a cui è stato concesso di non pagarle a causa del terremoto. E la restituzione avviene con modalità capestro. Al 100%. Praticamente la tredicesima dei lavoratori verrebbe azzerata, chi già sta pagando non avrebbe la possibilità di esser rimborsato. Nessuno ha poi pensato che nel frattempo tanta gente ha perso lavoro e non si trova nelle condizioni di poter pagare”.

“I problemi sono in campo da tempo e le chiacchiere se le porta il vento. Quello che chiediamo è che almeno nel ‘decreto sviluppo’ sia inserita una norma che consenta un’ulteriore proroga della restituzione, e si decida l’abbattimento del 60% delle tasse da restituire. Misura necessaria per far ripartire l’economia della città e per far tirare il fiato a tante famiglie”.

TRASATTI (CGIL): “PRONTI ALLA MOBILITAZIONE”

“La tredicesima e mezzo stipendio. Tanto uscirà entro dicembre delle tasche dei lavoratori e dei pensionati se il governo non manterrà la promessa di prorogare la restituzione delle tasse non pagate dopo il terremoto e di abbattere l’importo da restituire. Le promesse non bastano più: in mancanza di certezze e di provvedimenti immediati, la Cgil chiederà a tutte le forze sociali e produttive, nonché alle istituzioni locali, la mobilitazione generale contro i soggetti istituzionali che hanno il dovere di mantenere gli impegni e dare le necessarie garanzie al territorio”.

È quanto denuncia il segretario generale della Cgil L’Aquila, Umberto Trasatti.

“Nel frattempo, già oggi, a causa dei ritardi e dell’incertezza riguardanti gli eventuali provvedimenti, alcune aziende hanno già effettuato le prime trattenute sugli stipendi dei dipendenti, mentre tutte le altre imprese e tutti gli enti hanno predisposto gli atti necessari a recuperare l’intera somme già nel mese di novembre”.

“Un lavoratore con uno stipendio netto di 1.400 euro – afferma Trasatti in una nota – e senza carico familiare, per andare sul concreto, dovrà restituire 1.313 euro di sola Irpef (con moglie e due figli a carico 1.245 euro), cui vanno aggiunti circa 500 euro di contribuiti Inps che lo stesso lavoratore dovrà ridare all’istituto previdenziale. Per questo diciamo che un singolo stipendio non basterà: ci vorranno appunto l’intera tredicesima e metà dello stipendio. Sempre che la retribuzione una persona ce l’abbia ancora, perché gli aquilani che nel frattempo hanno perso il lavoro dovranno lo stesso restituire le tasse e i contributi sospesi”.

Secondo Trasatti questo “salasso colpirà non soltanto i lavoratori ma anche le imprese, che dovranno restituire, oltre all’Irpef, anche i contributi Inps sospesi e a carico delle aziende, nonché l’Irap. Se tutto ciò dovesse realmente accadere, entro la fine dell’anno i consumi subirebbero un vero e proprio tracollo (con le evidenti ripercussioni sulle attività commerciali), mentre le imprese avrebbero un doppio colpo: sia sul versante delle liquidità da restituite in tasse, sia per un ulteriore riduzione delle vendite e della produzione”.

“Nei mesi scorsi il governo nazionale e la Giunta regionale – prosegue in una nota – hanno garantito gli interventi necessari a prorogare la restituzione delle tasse e ad abbattere l’importo dovuto. Il tempo che ci resta sono soltanto pochi giorni e poche ore”.
 
“In questa città – conclude Trasatti – ogni pur modesto risultato si è ottenuto soltanto grazie alla mobilitazione dei cittadini e non per gentile concessione di qualche potente. In questo paese si viaggia molto più velocemente quando si tratta di approvare condoni e concordati fiscali a favore degli evasori e dei soliti noti”.