VASTO – “Non crediamo che ci sia bisogno di un terzo Consiglio comunale. La Giunta comunale può e deve da subito decidere di presentare ricorso al Tar. Anche perché tra gli atti richiesti dal Consiglio comunale dello scorso novembre ce n’è uno la cui mancanza, nell’atto regionale di autorizzazione, configura una grave irregolarità. È la Valutazione di incidenza, ineludibile per un impianto di quelle dimensioni a poco più di 200 metri dal Sic. Ci attendiamo una risposta chiara in tempo utile”.

In una nota associazioni e movimenti cittadini di Vasto chiedono un impegno urgente all’amministrazione Lapenna sulla questione centrale biomasse nell’area di Punta Penna.

A sottoscriverla l’associazione civica “Porta Nuova”, l’Arci, il Comitato A’Vast, Cobas, Italia Nostra Abruzzo, La Nuova Terra e Wwf.

La centrale in questione, recentemente autorizzata dalla Regione su progetto della “Istonia Energy”, premettono, è un impianto termoelettrico da 4 megawatt volto alla combustione di biomasse liquide (oli vegetali).

L’impianto, secondo gli attivisti di associazioni e movimenti in mobilitazione, è classificato “industria insalubre di prima classe” e dovrebbe sorgere a Punta Penna, nei pressi dell’imbocco di via Torre Sinello dalla Strada Statale 16.

Titolare del progetto è la Eratec Engineering Ag di Lyss (cantone di Berna), un’azienda che si presenta su internet come specialista, tra l’altro, in investimenti in impianti di gestione dei rifiuti. Queste le dimensioni e le caratteristiche dell’affare.