L’AQUILA – La data di nascita è l’unica cosa che li unisce. Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani oggi compiono gli anni: 75 sono le candeline spente dal presidente del Consiglio, 60 quelle del segretario nazionale del Partito democratico.

Una giornata che, stando a quanto riportato dalla stampa nazionale, i due trascorreranno in maniera tranquilla, senza grandi feste ma solo brindando con parenti e amici.

Su cosa i due abbiano ricevuto come regalo in questa giornata, non è dato saperlo. Quello che è certo, però, è che da una parte e dall’altra degli schieramenti politici si vorrebbe chiedere ai due leader qualcosa “in dono”.

“A Berlusconi dico di non mollare perché abbiamo bisogno di lui – afferma sicuro il senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale del Popolo della Libertà – mentre a Bersani domanderei di smetterla di chiedere le dimissioni di Berlusconi e parlare invece di cose serie”.

“Cosa chiederei per L’Aquila? – prosegue Piccone – Credo che già stiano facendo molto, ora siamo noi che dobbiamo fare qualcosa. I soldi ce li hanno dati, tocca a noi spenderli”.

Di tutt’altro avviso il segretario regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci. “Al presidente del Consiglio chiedo di regalare al Paese un passo indietro – dice – per sbloccare finalmente questo momento di crisi che tocca solo le tasche degli italiani”.

Al segretario nazionale del suo partito, invece, Paolucci chiede il “coraggio di avanzare proposte per i giovani, donne e bambini, anche correndo il rischio di scontentare qualcuno. Di essere, in sostanza, uno scomodo ma coraggioso innovatore”.

Su cosa chiedere per L’Aquila, Paolucci è perentorio: “la fine della gestione commissariale. Per colpa del meccanismo basato sulle ordinanze la ricostruzione pesante ancora non parte. È un sistema che andava bene per fronteggiare l’emergenza, ora basta. In questo senso il Pd c’è, mentre Berlusconi non vuole chiudere questo sistema che oltretutto è poco trasparente, come viene domostrato quotidianamente”.