L’AQUILA – La Destra vuole le primarie per la scelta del candidato sindaco alle elezioni amministrative 2012.
Una consultazione “aperta a tutta alla città” e da tenersi al più presto, perché, come spiega il segretario regionale, nonché assessore provinciale e consigliere comunale dell’Aquila, Luigi D’Eramo, “prima si fanno e meglio sarà”.
Anche nel capoluogo il partito che fa riferimento a Francesco Storace si allinea con la comune corrente di pensiero, che vede nel coinvolgimento della gente e nella partecipazione alle scelte per il futuro l’unica via possibile sia per recuperare il rapporto con gli elettori sia per pianificare un’azione politico-amministrativa condivisa.
“Primarie di coalizione e aperte all’intera città: solo in questo modo ci potrà essere un coinvolgimento tra realtà cittadine politiche” spiega D’Eramo che al tempo stesso auspica “elezioni primarie vere, ossia con candidati che presentino un loro programma di mandato”.
Potrebbe essere lo stesso D’Eramo il competitor della Destra, anche se lui in realtà parla di “un ragionamento che si è aperto all’interno del partito, dove ci sono donne e uomini di comprovata capacità, persone oneste e preparate per poter aspirare a una candidatura per le primarie. In quattro anni di opposizione credo che La Destra abbia conquistato credibilità e autorevolezza, per le proposte e le battaglie portate avanti nell’interesse della città”.
Prima dei candidati, comunque, La Destra vuole pensare a un manifesto programmatico di azioni e proposte che saranno sottoposte alla città, sulle quali D’Eramo ancora non intende sbilanciarsi.
“Sicuramente un punto strategico per il futuro dell’Aquila sarà quello legato al recupero di rapporti ed equilibri tra forze politiche per accelerare i processi di ricostruzione. Ciò che ancora manca a questa terra, comunque – sostiene D’Eramo – è un’idea di futuro della città, di prospettiva, di sviluppo, sia dal punto di vista industriale, sia da quello turistico, di infrastrutture e lavoro. Noi presenteremo la nostra proposta, e su quella vorremmo essere valutati e giudicati da tutta la città”.
In casa Pdl è apparentemente tutto in alto mare, sintomo di un’incertezza che ha contrassegnato in alcuni momenti anche l’azione di opposizione in Consiglio comunale.
“Non bisogna confondere quella che è la geografia politica in Consiglio con quello che è un appuntamento che deve coinvolgere tutti i cittadini. Sarà importante condividere un percorso comune, quello delle primarie – conclude – per dare a tutti la possibilità di mettersi alla prova sui progetti”.






