CHIETI – L ’ex vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, va via sbattendo la porta dal movimento Noi con Salvini Abruzzo, dopo appena un anno da suo ingresso.
Con una lunga lettera al cianuro, che pubblichiamo qui sotto integralmente, Castiglione, esponente di spicco di Alleanza nazionale, poi del Partito delle Libertà e di Forza Italia, non rieletto alle ultime elezioni regionali, prima della sfortunata infatuazione leghista, denuncia “l’assoluta mancanza di un’azione di radicamento sul territorio dal parte del movimento”, “che non ha nemmeno uno statuto, e che “si è rivelata solo una chat, o una serie di chat gestite con fare schizofrenico, e come tale una scatola vuota senza struttura e senza contenuti”.
Considera poi scellerata l’alleanza con il Partito liberale italiano di Daniele Toto, bocciato dagli elettori alle comunali di Chieti dove il candidato Antonello D’Aloisio leghista ha preso un misero 3,1 per cento, non entrando nemmeno in consiglio regionale.
Castiglione soprattutto lancia pesantissime bordate contro il coordinatore regionale Simone Angelosante, ex presidente del Parco regionale Sirente Velino, “un Re Artù del Terzo Millennio – infierisce l’ex vicepresidente di giunta – con la spada apposta solennemente sulla spalla di ingenui esecutori genuflessi”, che “sta provvedendo pro domo propria ad effettuare nomine sul territorio come se il movimento si chiamasse Noi con Angelosante”.
Attacchi anche al senatore leghista Raffaele Volpi, che pure Castiglione, quando annunciò l’addio a Forza Italia e l’ingresso in Non con Salvini, indicò come suo mentore e sostenitore della svolta politica. Ora Castiglione scrive che Volpi “mi ha sempre negato anche una conversazione, magari solo telefonica”.
Ce n’è abbastanza insomma per Castiglione per rassegnare le irrevocabili dimissioni.
LA LETTERA DI DIMISSIONI
Con rammarico, ma anche con la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per dare forza a un progetto politico rimasto a oggi solo lettera morta, mi vedo costretto a lasciare il movimento Noi con Salvini Abruzzo.
Rammarico, forse sarebbe meglio dire necessità di salvaguardare la propria credibilità e dignità politica, costruita in tanti anni di impegno nelle istituzioni, prima che quanti hanno maldestramente e con azioni dilettantesche, spesso calcolate, compromesso e fatto abortire per scopi esclusivamente personali il movimento in Abruzzo possano trascinare nel baratro dell’anonimato tutto e tutti. Tante le ragioni di questa mia irrevocabile decisione:
Mi sono politicamente esposto venendone fortemente danneggiato.
Sono stato il primo a guardare al movimento che Matteo Salvini stava organizzando quando ancora la Lega Nord non arrivava nei sondaggi all’8 o al 10 per cento, tra i primi a condividere la linea politica dello stesso Salvini eccezion fatta per qualche perplessità sull’opportunità di uscire dall’Eurozona in modo così drastico. Di certo non cercavo parcheggi o divise.
Ciò che mi ha più deluso, in un anno dedicato a una prospettiva che pure mi era apparsa nuova ed entusiasmante, è stata l’assoluta mancanza di un’azione di radicamento sul territorio.
Si è invece preferito affidarsi a persone inesperte o quasi di politica e di attivismo politico organizzativo, a percorsi di sbandierata inclusione politica affidati a improvvisate chat gestite spesso da fuori regione, ad alleanze assurde e prive di fondamento come quella scellerata con il Pli (Partito Liberale italiano) il cui referente, Daniele Toto, appoggia apertamente il centrosinistra alla Regione e al Comune di Pescara.
Contro questo abbraccio mortale – l’esito del voto a Chieti ne è la conferma inoppugnabile – il sottoscritto, interpretando oltretutto le linee guida nazionali del movimento indicate dallo stesso Matteo Salvini, ha manifestato fin da subito tutta la propria contrarietà rendendola nota sia al Direttivo regionale che al segretario nazionale di Noi con Salvini, senatore Raffaele Volpi.
Mi fu risposto allora questa è una caserma e gli ordini vanno rispettati se presi a livello nazionale.
La costituzione di un direttorio regionale-farsa Un coordinamento bulgaro, tutto basato su un rapporto fiduciario con il dottor Simone Angelosante, coordinatore regionale, e mai ratificato a livello nazionale.
Come può essere definito un movimento politico un’organizzazione priva finanche di uno statuto o, se questo esiste, mai mostrato nei suoi contenuti?
Come si è potuto chiedere agli aderenti di tesserarsi senza mostrare uno statuto? Colpisce che lo slogan nazionale utilizzato da Salvini c’è chi dice io…noi diciamo noi in Abruzzo sia stato del tutto sconfessato.
Qui è l’opposto di tutto, Noi con Salvini si è rivelata solo una chat, o una serie di chat gestite con fare schizofrenico, e come tale una scatola vuota senza struttura e senza contenuti. Il dottor Angelosante, come un Re Artù del Terzo Millennio con la spada apposta solennemente sulla spalla di ingenui esecutori genuflessi, sta provvedendo pro domo propria ad effettuare nomine sul territorio come se il movimento si chiamasse Noi con Angelosante.
E’ apparso a tenere i suoi comizi solo quando sono giunti in Abruzzo, prima del voto del 31 maggio a Chieti, gli esponenti nazionali del movimento Volpi e Siri, ma mai ci ha messo la faccia al fianco del candidato sindaco D’Aloisio e quindi un minimo di impegno, ad esempio, a sostegno della lista Noi con Salvini che ha affrontato una competizione elettorale impossibile senza fondi e senza nemmeno una sede elettorale.
E che dire poi di improvvide e maldestre iniziative portate avanti a mo’ di gioco coinvolgendo persone e professionalità che credono in Salvini per organizzare gazebo in piazza o incontri e cene per raccogliere fondi spesso senza nemmeno rilasciare una ricevuta.
In buona sostanza potremmo dire che Noi con Salvini in Abruzzo non è pervenuto.
L’incapacità di chi aveva avuto la responsabilità di guidare il movimento ha fatto sì che non vi sia mai stata in dieci mesi una sola presa di posizione contro la politica regionale e sui temi di maggiore attualità della vita pubblica abruzzese regionale e comunale.
Il centrosinistra in Abruzzo fa quello che vuole, in realtà non fa nulla per gli abruzzesi, ma non trova alcun tipo di ostacolo ad eccezione delle vibrate proteste del Movimento 5 Stelle.
Personalmente avrei anche voluto dare un contributo al riguardo come anche nell’organizzare gruppi e sezioni presso gli enti locali; ma dopo aver contrastato quell’assurda alleanza e altre scelte politiche paradossali, sono praticamente restato ai margini a guardare le chat come davanti a una riedizione dell’oracolo di Micene e sono stato di fatto emarginato.
Non si può puntare solo sul nome di Salvini per affermare se stessi in politica. Chi è stato deputato all’organizzazione del movimento non si è dimostrato in grado di farlo, per incapacità, mancanza di cultura adeguata e, forse, per convenienza. L’organizzazione, l’appeal politico e il consenso di un movimento politico non possono basarsi solo sul nome in grande ascesa di Salvini; imbarazzato da ciò cui stavo assistendo, ho voluto aspettare credendo che i vertici nazionali ponessero riparo a questo incredibile e inaccettabile caos.
In realtà, quando ci ho provato, il senatore Raffaele Volpi mi ha sempre negato anche una conversazione, magari solo telefonica, perchè, mi consta, avevo osato oppormi all’alleanza col Pli a Chieti dove, va ricordato, il movimento è andato malissimo non riuscendo ad eleggere il proprio candidato sindaco nemmeno come consigliere.
Ma questo flop elettorale, a quanto pare, non ha prodotto nemmeno un brivido perché il movimento per il senatore Volpi evidentemente va bene così. A quella che avrebbe dovuto essere un’analisi del dopo voto a Chieti, ma che non è stata, il dottor Angelosante ha invece sostituito la chiusura della chat interna che di fatto fino a questo momento aveva tenuto in piedi questa associazione senza né capo né coda. Ora che si sono tagliati i viveri a chattisti e non, dove si è trasferito il movimento? In altre chat o nel taschino dello squallido partito bulgaro?
Il Re Artù di Noi con Salvini in Abruzzo, il dottor Simone Angelosante, sta procedendo nelle ultime due settimane a nominare i referenti locali del movimento.
E’ partito da Vasto, poi è giunto a Lanciano, infine ha virato, all’altezza di Chieti e Pescara (i due bacini dove da sempre si decidono i destini della politica regionale), verso Sulmona e Teramo.
Questo per dare la precedenza ai centri dove si vota l’anno prossimo – è stato detto. Troppo brutto per non essere sospetto, visto che tutto questo avviene senza alcun confronto democratico interno con gli aderenti, ossia quelle stesse persone che pure hanno presenziato in questi mesi a gazebo e banchetti, che hanno portato avanti un’eroica campagna elettorale a Chieti, che hanno rinunciato a domeniche con la famiglia e con se stessi, che hanno anticipato tempo e denaro e che, soprattutto, ci hanno messo la faccia. Dov’è stato in tutti questi mesi Angelosante?
Si è mai visto in un banchetto, sotto un gazebo o al fianco del candidato sindaco di Chieti D’Aloisio?
E’ come se la Lega Nord qui avesse messo in piedi un innovativo franchising. Sono rimasto per qualche mese sull’Aventino ad aspettare che accadesse qualcosa di utile a riportare la vicenda in un contesto davvero politico. Ma è stato tutto inutile. La mia breve esperienza in Ncs è stata certamente negativa sia per le persone cui il movimento si è affidato, persone senz’altro prive di esperienza e razionalità, sia per la mancanza di progetti e programmi.
In virtù di quanto esposto finora, rassegno quindi le mie irrevocabili dimissioni dal movimento e dal coordinamento regionale dello stesso movimento nel quale ero stato nominato su nomina fiduciaria dal dott.Simone Angelosante.



