L’AQUILA – “A me interessa semplicemente che i tempi siano brevi, tutti si lamentano perciò cerco di abbreviarli. Si organizzino come meglio credono, l’importante è che le cose si facciano entro il tempo massimo che io ho stabilito”.

Risponde così il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a Gaetano Manfredi, presidente del consorzio Reluis, uno dei pilastri della filiera tecnica per la lavorazione delle pratiche, che, applicando una circolare della struttura commissariale, ha chiuso lo sportello aperto a cittadini e professionisti.

Chiodi ha spiegato che alla disposizione, interpretata comunque in maniera fin troppo dura, visto che la circolare non dispone esplicitamente le chiusure, si è arrivati perché “Reluis ha detto che a volte il problema è che ingegneri e architetti arrivano lì con progetti non adeguatamente formati e quindi devono fare attività anche di formazione, anche se altri dicono che non è vero”.

“Attraverso queste valutazioni e tentativi, perché a volte si deve anche provare, visto che nella storia non esistono casi simili né un vademecum – ha aggiunto Chiodi – farò emergere il rimpallo di responsabilità, di cui mi sto stufando”.

L’ingegner Manfredi ha detto che le cose potrebbero cambiare se la Sge correggerà il senso della circolare 15376, quella della “filiera espressa” in 60 giorni. “Reluis può migliorare molto, così come tutti. Quello che deve finire è il rimpallo delle responsabilità”, conclude Chiodi. (alb.or.)