PESCARA – Alla vigilia dell’assemblea del Partito democratico abruzzese, in programma oggi, il segretario regionale, Marco Rapino, ha nominato i 15 componenti della sua segreteria: a sorpresa non ci saranno i vice, come era sembrato dopo le primarie.
Posti da numero 2 che, tra gli altri, sarebbero dovuti andare ai competitor delle primarie, Alexandra Coppola e Alessandro Marzoli. A differenza di Marzoli, escluso, la Coppola farà parte comunque della segreteria con responsabilità importanti: curerà l’organizzazione, quindi anche il tesseramento, oltre ad avere la delega alle piccole e medie imprese. Le altre deleghe si conosceranno oggi.
“Si tratta del gruppo dirigenziale più giovane della storia del Pd regionale – ha dichiarato Rapino in una nota rivendicando la bontà delle sue scelte – e abbiamo dato un taglio alla stagione degli equilibrismi con la totale assenza di figure come quelle dei vice segretari, riconsiderando, invece, quello di cui questo Partito ha bisogno e cioè nuova energia per restituire il giusto senso ai luoghi adibiti al dialogo, al confronto e all’elaborazione di progetti e idee”.
Scorrendo l’elenco dei 15, si trovano l’esponente del Pd chietino Andrea Catena, che alle primarie aveva presentato la sua candidatura per poi ritirarla appoggiando Rapino.
E anche Marco Savini, ex vice sindaco del Comune di Montesilvano (Pescara), coinvolto nell’inchiesta giudiziaria Ciclone che spazzò via la Giunta del sindaco Enzo Cantagallo, assolto con formula piena a febbraio 2015, dopo 8 anni di calvario giudiziario. Per lui un salutare ritorno alla politica attiva.
Altri nomi che spiccano sono quelli di Stefano Albano, segretario del Pd dell’Aquila, che aveva giurato che mai sarebbe entrato tra i vice ma ora entra in segreteria, e Mauro Marchetti, capo di gabinetto del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
Oltre alla Coppola tra i pescaresi c’è Marco Presutti, un nome pesante, essendo capogruppo del Pd al Comune del capoluogo adriatico.
Nel contingente della Provincia di Chieti Gianluca Scarlatto, segretario del circolo di Ortona, e Matteo Bonfante del direttivo del Pd di Ortona, Antonio Del Casale, segretario cittadino del Pd di Vasto.
Nutrita la schiera della Provincia dell’Aquila: oltre ad Albano e Marchetti faranno parte della segreteria Patrizia Lorenza Panei, già segretario del Pd di Avezzano e ora presidente dell’Azienda consorziale di igiene marsicana (Aciam), Alessio Di Masci, consigliere comunale di Sulmona, Costantino Cianfaglione, vice sindaco di Pratola Peligna.
Infine Teramo: in segreteria entrano Gabriele Filipponi, segretario del Pd di Giulianova, Angelo Di Donatantonio, assessore comunale di Montorio al Vomano, Stefano Alessiani, vice segretario del Pd provinciale di Teramo.
Prossimo passaggio oggi a Pescara, dove l’assemblea eleggerà i circa 60 componenti della direzione regionale. Ripartiti in base alle percentuali prese dai candidati alle primarie.
CIALENTE: ”NON MI HANNO INVITATO, RAPPORTI NON IDILLIACI”
Massimo Cialente rompe con il Partito democratico abruzzese e con il segretario, Marco Rapino.
Lo fa affidandosi al suo canale di comunicazione diretto, quello di Facebook, quasi mai mediato da consiglieri o uffici stampa, e denunciando di non essere stato invitato, salvo ricevere un sms tardivo di scuse da parte del segretario, sulle quali il sindaco dell’Aquila dubita pure.
Cialente denuncia una serie di cose che non vanno, “crescenti difficoltà del partito sia nella politica regionale, sia alla luce della recente sconfitta a Chieti, sia nel quadro dell’arretramento nazionale dei consensi al Pd nazionale, sia soprattutto alla luce dell’emorragia di iscritti che registriamo”.
Ancora, il primo cittadino ne ha anche per il Pd di casa, chiamando in causa il segretario Stefano Albano e paragonandosi a un “vecchio zio” che “non ha in questi giorni idilliaci rapporti con la segreteria comunale”.
La situazione è di particolare imbarazzo anche perché nella classe dirigente del nuovo Pd regionale c’è uno dei più fidati collaboratori di Cialente, il capo di gabinetto, Mauro Marchetti.
Ma Cialente non molla, minacciando smarcamenti ancora più clamorosi. “Io continuo e comunque continuerò a fare politica. Ho, insieme ad altri, una missione – conclude – ricostruire un comprensorio, lottare per una sanità giusta in Abruzzo, per un Abruzzo nuovo, per una politica vera. E su questo non guardo in faccia nessuno”.
Una posizione netta che sembra anche un messaggio a Luciano D’Alfonso, accusato di pescaracentrismo eccessitvo, e fa il paio con l’assenza di Cialente dall’evento di celebrazione del primo anno della Giunta regionale.
LA NOTA COMPLETA
Questa mattina, ho appreso casualmente ieri, si terrà l’assemblea dei dirigenti regionali Pd per l’elezione della nuova direzione regionale.
Se, spero di no, non sarà già stato deciso tutto a tavolino, tavolino di segrete stanze, sarà una riunione importante, direi decisiva, viste le crescenti difficoltà del partito sia nella politica regionale, sia alla luce della recente sconfitta a Chieti, sia nel quadro dell’arretramento nazionale dei consensi al Pd nazionale, sia soprattutto alla luce dell’emorragia di iscritti che registriamo.
Io non ci sarò, perché non invitato.
Pochi secondi fa ho ricevuto un messaggino dal nuovo segretario, Marco Rapino, che si scusa, spiegandomi che vi è stato un problema di “server”. Non capisco cosa c’entri il server. Ma è possibile, visto mai.
Mi viene però da fare alcune amare considerazioni. Mi sento ormai come certi vecchi zii, un po’ rompiscatole, che ci si dimentica di invitare alla cresima o al matrimonio, perché ormai è vecchiotto e soprattutto noioso, che ripete le stesse cose, forse anche perché rincitrullito, che non ha in questi giorni idilliaci rapporti con la segreteria comunale.
Mi rendo conto che ormai questo è un partito strano, dove o sei uno “yes man” , e stai nel giro, o sei un numero telefonico in un server. Ci stai anche se sei il sindaco della città capoluogo, quello che era l’unico sindaco di centrosinistra, che vinceva “controvento”.
È vero. Forse ho fatto il mio tempo. Forse alcuni miei valori, alcune mie analisi, alcune mie posizioni, sono superate dalla storia. Insomma sono anche un sindaco a scadenza, politico ormai sul binario morto.
Forse hanno ragione gli oppositori del Consiglio comunale, che affermano che il Pd mi ama poco… Forse mi solo sopporta.
Non lo so. Forse Rapino e pochi altri sono veramente dispiaciuti dell’errore del server. Ma non ne sono convinto.
Io continuo e comunque continuerò a fare politica. Ho, insieme ad altri, una missione: ricostruire un comprensorio, lottare per una sanità giusta in Abruzzo, per un Abruzzo nuovo, per una politica vera.
E su questo non guardo in faccia nessuno. Ho la rarissima fortuna di essere totalmente libero e di non dover ringraziare nessuno, se non gli elettori che mi hanno sempre dato la loro fiducia, bilanciando i miei numerosi errori, i miei scarsi buoni risultati, ma riconoscendomi la lealtà. Vorrei rassicurare gli aquilani.
In questi anni mi sono “ciucciato” 4 governi, un mare di nuovi ministri , sottosegretari e quant’altro.
Alcuni governi non mi erano amici. Ebbene, vi assicuro che con questi sono stato forse, per certi versi, ancora più forte. Da avversari, almeno mi rispettavano. Forza L’Aquila.





