L’AQUILA – “La Regione Abruzzo dovrà assumersi la responsabilità di funerali che potrebbero essere fermati dalle forze dell’ordine davanti alla chiesa, per un verosimile illecito noleggio di carri funebri da parte di operatori improvvisati”.

Ad affermarlo è Pierpaolo Di Rocco,vicepresidente  Federcofit Abruzzo, che conta oltre 200 associati, e membro della presidenza nazionale dell’associazione di categoria, uno dei tanti titolari di imprese funebri abruzzesi, che già avevano inscenato un macabro ma pittoresco corteo di protesta davanti al Consiglio regionale un mese fa, e che ora sono pronti alla rivolta a seguito dell’approvazione, avvenuta martedì scorso in Consiglio, di un emendamento alla legge regionale 41 del 2012. 

Il provvedimento, a firma del consigliere e vice presidente del consiglio Lucrezio Paolini dell’Italia dei valori, consente agli operatori di rinviare di sei mesi “l’adeguamento alle prescrizioni del nuovo dettato normativo, ovvero di assicurare la disponibilità del mezzo per il trasporto”. 

Una proroga con il trucco, denuncia l’associazione di categoria Federcofit, per voce del presidente regionale Emido De Florentis, un unicum a livello nazionale, visto che tutte le altre Regioni pongono vincoli chiari al trasporto funebre.

Nel testo infatti, non conta tanto la proproga di sei mesi, ma il fatto che si è colta l’occasione per sostituire con maestria una frase chiave: al posto della “disponibilità continuativa del mezzo” c’è ora “disponibilità” e basta.

Una parola in meno che apre la strada a una mezza rivoluzione: per i nuovi operatori non sarà infatti più obbligatorio acquistare un carro funebre ma sarà possibile noleggiarlo con grande risparmio economico.

Una modifica che Paolini difende a spada tratta, in quanto, ha affermato il consigliere “in questo modo si liberalizza il settore, si introduce concorrenza dove non c’era a vantaggio dei cittadini, si sollevano le giovani aziende dall’obbligo di acquistare il mezzo impegnando ingenti risorse economiche per intraprendere la nuova attività”. 

Ma De Florentis e di Rocco, a nome dei colleghi, ribattono che invece questa “è solo concorrenza sleale, che squalifica il servizio e umilia una professione. Tutti noi abbiamo fato investimenti, ipotecato la casa, fatto sacrifici, per acquistare un carro funebre, che costa dai 20mila ai 150mila euro, o per noleggiarli a lungo termine, anno dopo anno”.

E soprattutto, assicura poi la Federcofit, l’emendamento introduce una possibilità, quella del noleggio di un carro funebre, che la legge paradossalmente non contempla. 

“Non esiste una licenza di noleggio con conducente per veicoli ad uso speciale, come il carro funebre – spiega Silvano Di Donato, altro vicepresidente Federcofit – perché sono mezzi ‘ad uso proprio’, chi noleggia un carro funebre commette reato”.

Da qui l’ipotesi paventata dell’intervento dell’autorità giudiziaria nei funerali in corso, per esercizio abusivo di trasporto di salma.

E Di Rocco ricorda anche che la stessa legge 41 del 2012,nell’interesse e a tutela della famiglia del defunto, “dispone che il titolare dell’impresa di pompe funebri deve garantire 24 su 24 l’operatività, deve poter trasportare la salma immediatamente in qualsiasi località della regione in qualsiasi punto per l’osservazione, per la veglia funebre. Se non hai il mezzo, e pensi di noleggiarlo solo quando ti occorre, non puoi certo dare garanzie sulla qualità e tempestività del servizio”.

“Come associazione di categoria – conclude Paolo Di Berardino, segretario Federcofit Abruzzo – non vorremmo che dietro questo emendamento di Paolini si nascondano favoritismi e ricerca di facile consenso presso chi vuole intraprendere questa professione, usando scorciatoie, e mediante concorrenza sleale, nella non tutela delle famiglie colpite da lutto”.

PAOLINI: “EVITATO IL MONOPOLIO DELLE GRANDI IMPRESE”

“Non abbiamo promosso nessuna rivoluzione del settore, ma abbiamo consentito di non modificare le regole attuali: il Consiglio regionale ha approvato la legge scongiurando la chiusura di centinaia di piccole aziende”.

Questa la replica che il vice presidente del Consiglio, Lucrezio Paolini (Italia dei valori), ha inviato ad AbruzzoWeb sul tema dell’emendamento alla legge regionale 41.

“Le grandi imprese (Federcofit) che si lamentano sono quelle che avrebbero raccolto i benefici della chiusura delle piccole (Anifa, piccole imprese artigiane) – accusa Paolini – Ci siamo adeguati , con la modifica della legge, al dettato dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che boccia la necessità di avere la proprietà del carro funebre, ma consente che possa essere affittato e anche noleggiato, prassi che viene costantemente seguita da tutte le aziende del settore”.

Secondo Paolini, “abbiamo portato avanti il principio della giusta libertà di poter lavorare per il bene di tutti i cittadini, evitando il monopolio in un settore delicatissimo dove troppe volte ci sono stati comportamenti indecenti e delinquenziali di persone senza scrupoli”.