L’AQUILA – Il centrodestra abruzzese vince a Chieti una difficile partita elettorale, ma si frantuma il giorno dopo, decretando l’immediato fallimento dell’alleanza mentre ricomincia la guerra interna al coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano.

Dopo che le gelosie e le polemiche sembravano miracolosamente sopite in vista della tornata elettorale e soprattutto del ballottaggio a Chieti, concluso con una vittoria quanto mai inaspettata, si è riscatenato, infatti, il tiro incrociato tra esponenti della coalizione e specificamente di Forza Italia.

Il partito più grande attraversa la peggiore crisi della sua storia sotto la guida di Pagano, che non trova niente di meglio da fare, per giustificare una Fi allo sbando, che accusare AbruzzoWeb di scrivere falsità: proprio lui che ha millantato uffici di presidenza con Silvio Berlusconi che invece non c’era e cene documentate da fotografie con l’ex premier che erano solo brevi comparsate.

Pagano deve però incassare gli strali di un pezzo da 90 del partito, il capogruppo in Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che gli vomita addosso di tutto, accusandolo di essere “un nominato”, “non legittimato da alcuno sul territorio abruzzese, non lo è dai cittadini, né dagli iscritti, né dai simpatizzanti, né tantomeno dagli eletti” ma che è in sella solo “grazie alle frottole raccontate ai collaboratori di Berlusconi” e che “perderebbe il congresso e per questo non lo convoca”.

Nel frattempo, la senatrice del Nuovo centro destra Federica Chiavaroli, in un’intervista ad AbruzzoWeb, si è tolta alcuni sassolini, pardon macigni, dalla scarpa sui temi delle recenti elezioni comunali a Chieti, accusando Fi di festeggiare Di Primio solo ora che ha vinto.

“La nostra proposta è stata accettata, ma solo perché Pagano non aveva alternative, e non per sua reale convinzione. In realtà Pagano, e anche Di Stefano, erano sicuri di perdere, e non ci hanno voluto mettere la faccia”, ha tuonato la rossa.

E se Pagano non crede alla veridicità delle parole della Chiavaroli, preferendo consolarsi facendo finta che se le sia inventate questo giornale (peccato che lei non le abbia smentite, anzi), chi dimostra di prendere decisamente sul serio l’intervista della senatrice alfaniana è il deputato forzista Fabrizio Di Stefano, che le riserva velenose frecciate.

“A Chieti, Forza Italia, rappresentata da me e Mauro Febbo in primis, ha sostenuto in maniera determinante la necessità di andare tutti uniti – replica – Le sterili polemiche della Chiavaroli vanno solo nella scia di quel modo di interpretare la politica che ha portato alla sconfitta di comuni come Pescara”.

PAGANO CONTRO ABRUZZOWEB

“Mi sembra strano che Federica Chiavaroli abbia potuto affermare che Forza Italia non voleva ricandidare Umberto Di Primio. AbruzzoWeb quasi sempre scrive cose che non rispondono al vero”.

Con queste parole poco eleganti, in collegamento telefonico durante la trasmissione “Bastian Contrario” su Radio L’Aquila 1, Pagano ha commentato l’intervista rilasciata proprio a questo giornale dalla senatrice Chiavaroli.

Quest’ultima ha accusato il partito forzista di aver sostenuto la ricandidatura dell’uscente Di Primio solo nella convinzione che, tanto, si sarebbe perso, salvo poi salire sul proverbiale carro dei vincitori una volta sconfitto al ballottaggio il centrosinistra di Luigi Febo.

Parole acri della cui veridicità Pagano dubita, triste sport che la politica si ostina a praticare quando è in crisi di consenso, argomenti, idee e soprattutto di risultati, addossando tutta la colpa ai giornali cattivi che scrivono contro, nell’intervista radiofonica con il collega Marco Signori.

Fa sorridere sentire Pagano parlare di “cose che non rispondo al vero” dopo che ha giustificato la decisione arbitraria di sostituire i coordinatori provinciali del suo partito parlando di un ufficio di presidenza alla presenza del leader Silvio Berlusconi che, invece, non c’era.

O dopo quando, il giorno del suo compleanno, ha posato con l’ex presidente del Consiglio per una serie di foto allo stesso tavolo a cena a Napoli, facendo ipotizzare di essere commensale e non seduto sulla sedia accanto al Cav a turno e per pochi secondi come tanti altri, solo per la session fotografica,.

Ancora più singolare è l’invettiva di Pagano dal momento che, se davvero le parole non fossero state rispondenti al vero, la senatrice Chiavaroli, vista la loro energia polemica, come minimo si sarebbe precipitata a smentire le presunte corbellerie di AbruzzoWeb, cosa che, viceversa, si è ben guardata dal fare, evidentemente perché non c’è niente da smentire ed è lei stessa convinta di ciò che ha detto, contro Forza Italia e contro Pagano.

Quest’ultimo piuttosto che prendersela con i giornali sarebbe il caso guardasse in casa propria, in particolare nel partito che con lui al comando sta attraversando la peggiore fase possibile della storia, tanto che non si spengono i rumors di un possibile avvicendamento, visti anche i tanti attacchi a cui nei mesi scorsi e fino a poco prima del “silenzio elettorale”, è stato sottoposto.

Sulle primarie, alla radio l’ex presidente del Consiglio regionale ha detto che “non servono, meglio un partito che funziona e sa decidere”. Cioè non certo il suo, che continua a essere spaccato in fazioni mentre il coordinatore regionale incassa bordate a destra e a manca.

SOSPIRI 1 CONTRO PAGANO, “PER COLPA SUA STAVAMO PER DIVIDERCI”

La guerra Pagano-Sospiri è invece nata dopo una dichiarazione del secondo al quotidiano Il Centro.

“Unità è il tema richiamato anche dal presidente regionale pro tempore di Forza Italia che nel commentare i dati di Chieti ha forse formulato male i suoi pensieri. Voglio ricordargli infatti che per colpa sua – ha detto Sospiri rivolgendosi a Pagano ma senza nominarlo – abbiamo rischiato di presentarci divisi ed è stato lui a traccheggiare in modo sconsiderato sulla candidatura di Di Primio fino a un mese prima dalla presentazione delle liste, attendendo il via libera romano dimostrando, tra l’altro, una scarsa autonomia di valutazione”.

PAGANO CONTRO SOSPIRI, “PARLA A VANVERA DI AFFARI NON SUOI”

Parole che hanno attirato una irata replica del coordinatore regionale.

“Leggo sulla stampa locale un polemico, sterile e farneticante comunicato del consigliere regionale Sospiri, capogruppo ‘pro tempore’ di Forza Italia in Consiglio regionale sulle elezioni comunali di Chieti. Il consigliere, che dimostra di essere totalmente disinformato sulla questione delle elezioni di Chieti, voleva forse riferirsi a qualcun altro. Magari a chi per oltre sei mesi ha messo in discussione la ricandidatura di Di Primio chiedendo quasi quotidianamente il ricorso alle primarie”, ha detto, in riferimento all’ala ex Alleanza nazionale dello stesso Sospiri, di Di Stefano e di Mauro Febbo, a lungo accreditato per una candidatura.

“Il mio ruolo di coordinatore, come sa perfettamente il sindaco di Chieti, è stato unicamente quello di tenere unita la coalizione, con un’ampia concertazione tra le forze politiche di centrodestra e con gli esponenti locali di Forza Italia, valutando attentamente le possibili soluzioni, per evitare un inutile e dannoso esercizio di finta democrazia come quello delle primarie, sistema adottato dal centrosinistra che ha portato a una clamorosa sconfitta – ha aggiunto Pagano – Appare quindi del tutto gratuito e strumentale affermare che il mio intervento avrebbe prodotto un pericolo per la campagna elettorale del centrodestra a Chieti, laddove le elezioni si sono concluse con una schiacciante vittoria di Di Primio. E se avesse perso cosa avrebbe dichiarato il consigliere Sospiri!”.

“Suggerisco al consigliere di occuparsi di quanto avviene in Regione Abruzzo e di provare a svolgere correttamente il ruolo di consigliere regionale di opposizione. Meglio che non si occupi di questioni che non gli competono – ha poi intimato – Chi persino in occasione delle vittorie del centrodestra trova modo di sparlare a vanvera e creare penose polemiche per ragioni evidentemente solo personali, rappresenta un danno all’immagine del nostro movimento politico ed un evidente ostacolo alla futura affermazione del centrodestra in Abruzzo”.

SOSPIRI 2 CONTRO PAGANO, “PERDEREBBE I CONGRESSI”

La controreplica non è tardata, ancor più al calor bianco se possibile. “Si scalda troppo il presidente regionale Nazario Pagano a proposito delle elezioni vinte a Chieti dal centrodestra – ha detto Sospiri – mostrando un nervosismo, comprensibile, ma ingiustificabile, per chi sa di rivestire una carica non legittimata sul territorio, né dagli eletti, né tantomeno dal popolo”.

Il capogruppo all’Emiciclo ha detto a Pagano che “se realmente vuole contribuire alla ‘futura affermazione del centrodestra in Abruzzo’ deve procedere con la convocazione dei congressi, cosa che, è evidente, continua a rimandare per paura della sconfitta decretata sul campo. È chiaro – ha aggiunto – che oggi Pagano preferisce continuare a ‘occupare’ una carica ottenuta solo grazie alle frottole raccontate ai collaboratori di Berlusconi, vittima inconsapevole di quanto sta accadendo in Abruzzo e della situazione reale del partito”.

“Innanzitutto suggerisco a Pagano di mantenere un basso profilo e, prima di appuntarsi al petto la medaglietta per prendersi il merito della vittoria elettorale a Chieti, sarebbe piuttosto interessante chiedere al sindaco rieletto Di Primio cosa ne pensa del suo non-aiuto durante tutta la campagna elettorale – ha precisato il capogruppo – La verità è che oggi Pagano occupa una carica piovutagli da Roma, grazie alle frottole fantasiose che egli stesso continua a raccontare ai collaboratori del presidente Berlusconi, unico capo di Forza Italia che non ha idea dello scollamento sul territorio prodotto in seno al partito e alla coalizione di centrodestra dallo stesso Pagano, e Berlusconi, che per mesi non ha potuto toccare con mano le realtà territoriali, è oggi vittima di quelle frottole, che però rischiano di sfaldare il movimento”.

Per Sospiri “la realtà è una sola e indiscutibile: Pagano è un ‘nominato’, sa benissimo di non essere legittimato da alcuno sul territorio abruzzese, non lo è dai cittadini, né dagli iscritti, né dai simpatizzanti, né tantomeno dagli eletti. Parliamo di una base straordinariamente vasta del partito che da mesi gli ha chiesto la convocazione dei congressi per procedere con la reale, organica e necessaria riorganizzazione del partito stesso in Abruzzo – ha rincarato – Quella dei congressi è l’unica sede deputata in cui il partito può e deve decidere il proprio assetto, i propri vertici e scegliere a chi affidare le redini. A Pagano faccio una previsione: perderebbe il congresso e per questo non lo convoca”.

“Suscita un sorriso il ‘suggerimento’ indirizzato a me, ossia di non occuparmi del partito, ossia di ‘cose che non mi competerebbero’, un’affermazione che rispedisco al mittente, ricordando a Pagano che in realtà è lui a non avere la legittimazione del popolo di Forza Italia e quindi a non doversi occupare delle questioni del partito – ha affondato ancora – Fino a oggi il gruppo di opposizione in Regione è quanto di meglio Forza Italia possa vantare in Abruzzo, rammentando che io non sono un ‘incaricato’, ma sono stato giudicato, ed evidentemente promosso, dalla gente che vota e che, a differenza di quanto accaduto allo stesso Pagano, mi ha eletto”.

“Lasci dunque perdere Pagano, non tenti di arrogarsi il merito della vittoria elettorale a Chieti, vittoria in cui non ha messo una virgola”, ha concluso lapidario.

DI STEFANO CONTRO CHIAVAROLI, “STERILI POLEMICHE”

Di Stefano, nei mesi scorsi spesso critico con Pagano, stavolta ha scelto un bersaglio differente.

“La senatrice Chiavaroli è evidentemente troppo protesa nella contesa per lo scranno ministeriale, in discussione in questi giorni nel suo partito a Roma, e che le auguro di cogliere per il bene dell’Abruzzo, per essere serena nel suo giudizio – ha tuonato – Spero raggiungerà al più presto tale obiettivo così da recuperare la lucidità di analisi per poter dialogare anche con maggiore legittimità e progettualità con il presidente D’ Alfonso, così come sta già facendo, dimenticando però che, in Regione, il suo partito è all’opposizione”.

“Forse infatti non ricorda quanti incontri e quante riunioni abbiamo fatto per arrivare a una candidatura condivisa – ha aggiunto – non perché non riponessimo fiducia sulla capacità di Umberto Di Primio di vincere le elezioni ma, semplicemente, per cercare la maggiore coesione possibile anche attraverso lo strumento delle primarie”.

Per Di Stefano “è paradossale che proprio io debba prendere le difese di Nazario Pagano, ma proprio oggi l’amico Lorenzo Sospiri rimprovera allo stesso l’esatto contrario di quanto dice la senatrice. In politica, però, mi hanno insegnato che, al di là delle dichiarazioni, contano i fatti – ha aggiunto – e i fatti sono che a Chieti, Forza Italia, rappresentata da me e Mauro Febbo in primis, ha sostenuto in maniera determinante la necessità di andare tutti uniti , con il risultato che Di Primio, a cui va riconosciuto l’enorme merito di aver saputo galvanizzare la coalizione e condurre una splendida campagna elettorale determinante per il risultato finale, ha vinto”.

“A Pescara, viceversa, per andare divisi, abbiamo, perdendo, bruciato due ottime candidature – ha ricordato – quella del sindaco uscente, Luigi Albore Mascia, e quella del mio amico Guerino Testa. Tutto ciò per la pervicacia della senatrice Chiavaroli, unitamente all’incapacità del centrodestra di trovare un punto d’incontro per andare uniti”.

“Prendiamo allora spunto da Chieti – ha proposto Di Stefano – e scegliamo ottimi candidati come Di Primio, visto che possiamo trovarne anche in altre realtà in Abruzzo, e che siano frutto, in primis, di scelte locali. Solo così torneremo a vincere in tanti altri comuni come a Chieti”.

“Le sterili polemiche della Chiavaroli vanno solo nella scia di quel modo di interpretare la politica che ha portato alla sconfitta di comuni come Pescara”, ha concluso.