L’AQUILA – È partita la gara a chi si taglia di più la sua indennità e a chi è più di buon cuore e specchio di civiche virtù, tra i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle e l’ex grillino Leandro Bracco, ora nel gruppo misto.
I primi annunciano infatti che entro luglio sarà tutto pronto per cominciare finalmente a erogare il microcredito a favore di piccole aziende, attingendo dal tesoretto accumulato di 200 mila euro, grazie al taglio delle indennità dei cinque consiglieri da 11 mila a 5 mila euro lordi.
Proprio qualche giorno fa, annuncia la consigliera Sara Marcozzi, come anticipato da AbruzzoWeb, è stata protocollata la richiesta di iscrivere “forzatamente” all’ordine del giorno del primo Consiglio utile la proposta di legge che vuole estendere la riduzione a tutti i consiglieri regionali, essendo scaduti i termini dei 30 giorni per l’esame del provvedimento, da parte della prima commissione Bilancio.
Bracco, da parte sua, espulso dai pentastellati per aver accettato l’incarico che gli ha conferito il presidente della Regione, Luciano d’Alfonso, come delegato delle forze di opposizione alla Cultura, alla creatività e all’estetica, ha presentato la nascita della Onlus “Fare del Bene”, nelle cui casse il consigliere verserà 6 mila euro al mese, tenendo per sé “solo” 3 mila euro netti, che saranno utilizzati principalmente per aiutare i banchi alimentari e le mense dei poveri.
“Abbiamo superato gi ultimi ostacoli burocratici – spiega Marcozzi – in particolare quello rappresentato da una delibera di Giunta regionale del 2011, che obbliga per questo tipo di finanziamento ad avere la controgaranzia dei confidi. E queste garanzie ce le daranno Artigiancassa-gruppo Bnp, Intercredit, CoopCredito-Confesercenti, Creditfidi e Unicredit. Poi comunque chiederemo la modifica di questa delibera inutile ed obsoleta che ha solo l’Abruzzo, e un paio di altre regioni”.
“Il regolamento, ovvero il bando per ottenere il microcredito – aggiunge poi Marcozzi – è quasi pronto, lo presenteremo ufficialmente con la seconda restitution day, che avverrà tra qualche settimana, quando ai 133 mila euro aggiungeremo altri 67 mila euro”.
Il bando abruzzese si sa già però che ricalcherà quello con cui saranno erogati 12 milioni di euro accumulati con i tagli degli stipendi degli onorevoli grillini in Parlamento.
A beneficio di piccole imprese di 5-10 dipendenti, che non possono dare garanzie alle banche, per importi pari a 25-35 mila euro, da restituire entro 7 anni, con rate aventi cadenza trimestrali, a un tasso di interesse non superiore all’8,47 per cento. Prestito destinato “all’avvio o sviluppo di un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa, organizzata in forma individuale, di associazione, di società di persone, di società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa”.
Con cui si potrà procedere all’acquisto di beni, ivi incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita”, ma anche di “servizi strumentali all’attività svolta, compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative”. O anche per la “retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori” e al “pagamento di corsi di formazione”.
Poi c’è la partita del disegno di legge regionale che prevede, la riduzione delle indennità dei consiglieri da 11.100 euro a 5.000 euro lordi, per i presidenti di Giunta e Consiglio da 13.800 euro a 6.500 euro lordi.
E ancora la riduzione dei vitalizi con percentuali maggiori in caso di cumulo di vitalizi diversi, e lo spostamento da 60 a 67 anni l’età minima per la sua fruizione. Il taglio dei rimborsi spese di 4.500 euro mensili, assegnato ora a ciascun consigliere a prescindere da quanto spende effettivamente, le indennità di vice presidente e segretari di Commissione, l’abrogazione della polizza assicurativa e del trattamento di fine mandato.
Marcozzi conferma che il Partito democratico in Regione potrebbe congelare questo provvedimento presentando una sua legge, che congelerà quella grillina e riporterà la partita in commissione bilancio, per integrare i due testi.
“E’ un’ipotesi concreta – conferma Marcozzi – e prendiamo atto che un modus operandi del Pd, che tende sempre a prendersi i meriti di altri. Ma a noi interessa il risultato, se la loro legge conterrà le stesse misure della nostra, non c’è problema, siamo pronti a votarla”.
Da parte sua Bracco che con i grillini ha un pessimo rapporto anche umano, annuncia di essere favorevole a questo provvedimento, aggiungendo però che, “il coltello io lo farei andare ancor di più nella carne via, io taglierei il 70 per cento delle indennità”
Che è in corso una gara a chi è più virtuoso, Bracco lo conferma sottolineando che “tutti i consiglieri, compresi quelli grillini, vanno a L’Aquila in automobile facendosi rimborsare una marea di soldi in pedaggi e benzina. Io invece vado in autobus, e spendo 90 euro al mese, che pago di tasca mia”.
Bracco ribadisce poi le critiche alla scelta dell’M5S di puntare sul microcredito, perché “con i 250 mila euro che potranno al massimo raccogliere in un anno, potranno aiutare solo una manciata di aziende tra le migliaia che in Abruzzo non possono offrire garanzie per i prestiti bancari, è solo un pannicello caldo, quando qui c’è gente che non ha i sodi per mettere insieme un pranzo con una cena”.
Marcozzi replica a questa critica facendo notare a Bracco che “il micrococredito è un fondo di rotazione, e le risorse disponibili moltiplicheranno il loro potenziale, e sarà una leva molto più efficace per sollevare l’economia rispetto alla pur apprezzabile elemosina di Bracco, che usa una sua onlus in modo politicamente inopportuno, perchè in questo modo crea consenso intorno a sè”.
Bracco controreplica che “il mio unico interesse è fare del bene, aiutare la povera gente, non fare carriera politica, o ricandidarmi, quello che gli altri insinuano non mi sfiora nemmeno, non mi interessa, e non sarò comunque io a capo della onlus, che avrà un suo consiglio di amministrazione, io verserò solo il 70 per cento del mio stipendio, a conti fatti più dei grillini, che si tengono parte dei rimborsi spesa, e lo faccio per una buona causa. Solo chi rimane immobile non sbaglia mai”.





